American Crime Story – The Assassination of Gianni Versace: la recensione dell’episodio 2×01

di Alberto Muraro

American Crime Story giunge alla sua seconda stagione con The Assassination of Gianni Versace, la storia dell’omicidio del celebre stilista italiano per mano del folle Andrew Cunanan.

Dopo il successo della prima stagione di American Crime Story sul caso O.J. Simpson, ci aspettiamo infatti un altro prodotto di altissima qualità, a maggior ragione dopo aver visto il primo trailer ufficiale.

American Crime Story – The Assassination of Gianni Versace vanta un cast che gia di per sé è stellare. Fra i protagonisti troviamo infatti Edgar Ramirez nel ruolo di Versace, Penelope Cruz, in quello di Donatella. Ricky Martin nel ruolo di Antonio D’Amico e dulcis in fundo Darrenn Criss, che vestirà i panni di Cunanan.

Qui sotto potete leggere in anteprima la recensione del primo episodio di American Crime Story – The Assassination of Gianni Versace, intitolato L’Uomo da Copertina e in onda il 19 gennaio su Foxcrime (canale 116 di Sky) alle ore 21:05.

 

RECENSIONE

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Forte del successo della prima stagione del suo serial, Ryan Murphy torna a scavare nella psicologia di personaggi malati e disposti a tutto per i propri obiettivi. E lo fa, nessun dubbio a riguardo, in modo eccezionale.

Il primo episodio di The Assassination of Gianni Versace è elegante, proprio come la villa del compianto stilista, ma anche estremamente inquietante, come il migliore dei thriller.

Ancor prima di Edgar Ramirez, assolutamente identico a Gianni Versace, troviamo un Darren Criss che definire straordinario è poco, capace di interpretare un personaggio spietato e doppiogiochista con una credibilità invidiabile. I suoi sorrisetti malefici, le movenze, i tic: tutto contribusce alla creazione di un personaggio diabolico e sinceramente spaventoso, per quanto si ritrovi una faccia d’angelo. Per non parlare di Penelope Cruz. La Donatella Versace messa in piedi da Ryan Murphy è l’esatta copia dell’originale. L’attrice è cupa, quasi inespressiva, eppure proprio per questo ricchissima di sfumature emotive.

La recitazione non è in ogni caso l’unica prerogativa del telefilm. Le atmosfere, le musiche, la cura dei dettagli immerge lo spettatore in un mondo dorato, quasi incantato, una patina dietro la quale, appunto, si nascondo falsità e cose non dette. Esempio di ciò sono i preconcetti vagamente omofobi della polizia nei confronti di Antonio d’Amico. L’uomo è infatti considerato alla stregua di uno squallido escort  da parte delle autorità, nonostante sia stato compagno di Versace per 15 anni.

Buona la prima, dunque. Anzi buonissima. The Assassination of Gianni Versace è decisamente partita con i migliori auspici.

Che cosa ne pensate del primo episodio di American Crime Story – The Assassination of Gianni Versace?

 

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