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American Crime Story – The Assassination of Gianni Versace: la recensione dell’episodio 2×08

scritto da Alberto Muraro

American Crime Story giunge alla sua seconda stagione con The Assassination of Gianni Versace, la storia dell’omicidio del celebre stilista italiano per mano del folle Andrew Cunanan.

Dopo il successo della prima stagione di American Crime Story sul caso O.J. Simpson, ci aspettiamo infatti un altro prodotto di altissima qualità, a maggior ragione dopo aver visto il primo trailer ufficiale.

American Crime Story – The Assassination of Gianni Versace vanta un cast che gia di per sé è stellare. Fra i protagonisti troviamo infatti Edgar Ramirez nel ruolo di Versace, Penelope Cruz, in quello di Donatella. Ricky Martin nel ruolo di Antonio D’Amico e dulcis in fundo Darrenn Criss, che vestirà i panni di Cunanan.

Qui sotto potete leggere la recensione dell’ottavo episodio di American Crime Story – The Assassination of Gianni Versace, intitolato Ricordi d’infanzia e in onda il 15 marzo su Foxcrime (canale 116 di Sky) alle ore 21:05.

 

RECENSIONE

Ad un passo dal (tragico) finale, American Crime Story – The Assassination of Gianni Versace torna finalmente a regalarci un episodio di grande qualità, dopo diverse puntate di noia.

Il racconto si concentra finalmente sulle motivazioni che hanno spinto Andrew Cunanan a diventare lo spietato killer che conosciamo. Tutto nasce dal padre, una figura malata proprio come il suo figlio più diletto, plasmato (incosapevolmente) a sua immagine e somiglianza.

Ricordi d’infanzia si chiude con due scene magistrali: la prima è l’incontro di Andrew con il padre, scappato a Manila. La seconda, a dir poco straordinaria, è la consegna del curriculum del giovane. che corrisponde al momento esatto in cui ci rendiamo conto della sua (lucida) follia.

 

 

 

 

Che cosa ne pensate dell’ottavo episodio di American Crime Story – The Assassination of Gianni Versace?