Il jingle di Sanremo 2026: video e testo di Emigrato (Italiano) di Welo scritto da Laura Boni 25 Febbraio 2026 Dopo il successo di Tutta l’Italia di Gabry Ponte, anche Sanremo 2026 ha il suo jingle. Ad ogni entrata ed uscita pubblicitaria, infatti, potrete sentire la “sigla” della nuova edizione del Festival, ovvero, Emigrato (Italiano) di Welo. Welo è stato protagonista della Finale di Sanremo Giovani con la sua Emigrato, ma purtroppo non è stato selezionato tra le Nuove Proposte che si sfideranno all’Ariston. Carlo Conti, però, ha deciso di portare comunque il giovane cantante sul palco di Sanremo 2026 selezionando il suo brano (con un nuovo ritornello) come sigla del Festival. Ascolta Emigrato (Italiano) di Welo: Chi è Welo: Welo, all’anagrafe Manuel Mariano, classe 1999, è una delle voci più autentiche e disruptive della nuova scena urban italiana. Cresciuto in Salento, in un contesto dove la musica è sempre stata rifugio ed espressione identitaria, si avvicina giovanissimo al rap e alle sonorità urban, fondando nel 2017 il collettivo 23.7. Nel 2022 decide di intraprendere il percorso da solista con l’uscita di “Pass”, aprendo una nuova fase artistica. Da quel momento pubblica una serie di singoli che gli permettono di farsi notare per il suo stile riconoscibile: una miscela di liriche taglienti, ironia popolare e forte radicamento territoriale. Il 2023 segna una svolta con la release di “Malessere”, brano che lo consacra come artista emergente di riferimento. La sua musica, infatti, non è mai mero intrattenimento: è cronaca sociale, specchio di una generazione che si muove tra precarietà e voglia di riscatto. Il 2024 è l’anno della consacrazione: pubblica il suo primo EP ufficiale, “WELO WE 23”, in cui raccoglie e rielabora il percorso degli ultimi anni, mettendo al centro anche la sua parte più emotiva. L’EP include collaborazioni di peso, tra cui il feat con Enzo Dong e Mikush. A settembre arriva la conferma definitiva con la collaborazione con una delle icone del rap italiano, Guè, in “MY BOO”, che certifica la rilevanza di Welo come nome su cui investire. Accanto alla musica, Welo porta avanti un approccio fortemente sociale: nei suoi videoclip coinvolge spesso ragazzi dei quartieri popolari, dando spazio a volti e storie che raramente trovano rappresentazione. Questo impegno rafforza l’idea di un artista che non si limita a raccontare se stesso, ma diventa megafono di una comunità. Il 2025 continua con “Emigrato”, brano candidato a Sanremo Giovani, che, dopo “Me Ne Tornerò”, si conferma manifesto della sua poetica. Testo della sigla di Sanremo 2026 – Emigrato (Italiano): Emigrato perché qui lo Stato è sempre assente Ingiustificato (ah) Emigrato perché l’impiegato è un figlio di chi fa Non dico altro (non dico altro) Emigrato, disgraziato (‘ziato) La galera non l’ha mai cambiato (mmh, no) Una donna del Mediterraneo (okay) I nostri valori non sono mai in palio (mmh, no) Vieni da noi che balli la salsa (vieni) Scagli la pietra chi pecca Tutti abbiamo la pancia (ah) Comunque mi hai fatto cilecca (oh) Milano, ci pagano bene (bene) Nel Salento ci pagano poco Ma i soldi non sono importanti (mmh, no) Ci vediamo al solito posto (okay) Italiano, spensierato, scanzonato c’è Sanremo e lo guardo dal divano Stare fermi non ci va, alza questa musica cantiamo tutta la notte girando per le città Devi scappare da qua Dicono, “Nasci, cresci e muori” E come è bello il mare fuori Persino il cielo piange, tu portami su Marte Perché da qui Devo emigrare, brother (brother) Non mi metto in posa (okay) Bevo solo vino buono (ah-ah) Sai che mi ha insegnato nonna? (Uno) Varie tradizioni (Due) Zero tradimenti Noi giriamo sui trattori (vroom) Mica stiamo a fare trading (pow) Eh-oh Al mio paese è routine il lavoro in nero (nero) Ma vuoi dichiarare per ridarli indietro (ah) Qui è la normalità C’è chi spera in qualcosa Che poi in cosa non si sa (boh) Italiano, spensierato, scanzonato c’è Sanremo e lo guardo dal divano Stare fermi non ci va, alza questa musica cantiamo tutta la notte girando per le città Devi scappare da qua Dicono, “Nasci, cresci e muori” E come è bello il mare fuori Persino il cielo piange, tu portami su Marte Perché da qui Devo emigrare, pa-pa-pa Lontano dagli alligatori, pa-pa-pa Dicono, “devi andare fuori” Mai più starò in disparte, tu portami su Marte Perché da qui Devo emigrare, pa-pa-pa C’è chi fa anche due o tre lavori, pa-pa-pa Dicono devi andare fuori, sempre fuori Terra asciutta sarà un prato, come fiori