Dumbo vola ancora con Tim Burton: la recensione del film

di Federica Marcucci

Sono passati quasi ottant’anni da quando Dumbo, l’elefantino volante, debuttava nei cinema. Era il 1941, molti animatori della Disney erano al fronte e, anche a causa delle ingenti di perdite di Fantasia, Walt optò per un film semplice e a basso costo. Partendo da un soggetto già esistente (Dumbo era protagonista di un libro per bambini), nacque così il film: un lungometraggio dalla durata di “soli” sessanta minuti, ma perfetto nella sua poetica lineare.

Sulla scia di riportare i suoi classici al cinema, la Disney ha chiamato Tim Burton per far volare ancora una volta il piccolo elefante; stavolta in CGI, ma dagli stessi occhioni blu che riescono a esprimere tutte le sue emozioni. Nonostante le divergenze creative del passato (Burton lasciò la Disney quando era un animatore), il regista torna a lavorare con la major realizzando un film che, sebbene non sia un capolavoro, porta con sé aspetti molto positivi.

Si dall’inizio del film capiamo subito che il target, smaccatamente per bambini, ci riserverà una storia semplice, dalla morale ben definita e dai personaggi “macchietta”. Questa forse la pecca principale di Dumbo in cui sì, lo spirito burtoniano si sente… ma è rivisto in una poetica molto infantile. Non che sia un male, ma dimenticatevi ambientazioni dark e personaggi tragici.

In compenso abbiamo un gran numero di outsider, basti pensare a tutti gli artisti del circo, ai bambini del circo e allo stesso elefante che, per certi versi, ricorda un Edward senza forbici ma molto meno dark. Nonostante tutto sono molti i tributi inseriti dal regista al film del 1941, sicuramente per far divertire anche il pubblico più grande.

Dal treno Casimiro, il cui design dark è forse l’unico aspetto prettamente burtoniano dell’intero film, al merchandising con l’aspetto del vecchio Dumbo, ai topolino. Senza dimenticare due sequenze cult (Bimbo mio e La parata degli elefanti rosa), riviste in chiave fiabesca e moderna, e soprattutto meno traumatica.

Il piccolo elefante si fa quindi portatore di un messaggio tipico di Tim Burton che parla di diversità e rispetto, ma anche di fiducia nelle proprie capacità, oltre a una morale nuova che ha a che fare con il rispetto per gli animali.

Il cast di attori, quasi tutti veterani del cinema di Burton, è perfetto per dare vita all’atmosfera magica e allo stesso paurosa del circo. Eva Green e Colin Farrell sono perfetti nei loro ruoli, così come Danny DeVito, un po’ meno Michael Keaton, forse troppo caricaturale. Bravissima anche la piccola Nico Parker che interpreta la giovane Milly Farmer.

Siete andati già a vedere Dumbo al cinema?

Articoli Correlati