Il Collegio 4: la professoressa Maria Rosa Petolicchio si racconta

di Giovanna Codella
il collegio

La quarta edizione del docu-reality è appena finita e la professoressa Maria Rosa Petolicchio ha raccontato il suo personaggio, diventato ormai un cult tra i giovanissimi, svelando anche dei dettagli che riguardano la sua vita reale.

Raggiunta da Fanpage proprio a casa sua, l’insegnante è stata disponibile per rispondere, con straordinaria leggerezza e simpatia, a tante domande. Ecco un estratto dell’intervista in cui la docente spiega il suo reale metodo educativo e quello che pensa davvero riguardo gli alunni della turbolenta classe 1982, protagonista de Il Collegio 4.

Maria Rosa, sgomberiamo subito il campo da dubbi: lei insegna anche nella vita?

“Assolutamente sì, insegno matematica e scienze presso l’istituto comprensivo Pontecagnano S.Antonio, in provincia di Salerno. Insegno nelle scuole statali dal 2001 e lo faccio per scelta.

Quanto è diversa diversa la professoressa Petolicchio di tutti i giorni da quella del Collegio?

“Diverso è il contesto. Ho cominciato la mia avventura nel Collegio 2 e bisognava adeguarsi al 1961, un tempo in cui la scuola non prevedeva un rapporto interpersonale tra alunno e docente. C’era solo da mettersi in cattedra e trasmettere delle cose. Io mi sono adeguata subito, innanzitutto dando del lei agli studenti, cosa che normalmente non faccio.

Lei si ritiene una persona severa oppure no?

“Nelle mie corde la severità c’è, ma è benevola. Una severità che non mortifica mai, che incoraggia. Le persone che mi conoscono davvero nella vita scolastica quotidiana un po’ di titubanza l’hanno avuta”.

Il Collegio 4 si sta distinguendo per diverse manifestazioni di maleducazione dei ragazzi? Qualcuno tra loro si è distinto in negativo?

“Alcuni, soprattutto declinato al femminile, per un’eccessiva ridondanza in alcune situazioni, non mi sono piaciuti. Ci sta che ti possa scappare un qualcosa, ma che poi questo qualcosa venga fuori costantemente, a me non sta bene. Eppure dietro la maleducazione resta qualche bisogno dentro sé da colmare. Noi siamo adulti e ci tocca il compito di dare modelli. Dobbiamo lasciar perdere la provocazione”.

Per Il collegio 5 c’è già qualcosa? Lei ci sarà?

“Non si sa ancora nulla, ma se dovesse esserci una quinta edizione e dovessero propormela, perché no?”

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