Sailor Moon: il possibile multiverso della serie Crystal e del manga scritto da Giovanna Codella 11 Giugno 2026 Screen dal canale YouTube ufficiale di Pretty Guardian Sailor Moon. Crediti: Naoko Takeuchi/Toei Animation/Netflix. Sono passati più di trent’anni dalla conclusione di Sailor Moon, ma il dibattito è più vivo che mai. E se l’opera di Naoko Takeuchi non fosse una storia lineare, ma un vero e proprio multiverso quantistico? Guardando oltre il lieto fine, la storia di Usagi Tsukino appare in effetti come un’architettura temporale ricca di percorsi alternativi, dove il futuro non è affatto fisso, ma si ricalibra in continuazione. Una possibile prova di tale flessibilità è l’aggiornamento non lineare degli scettri. Il passaggio dal Cutie Moon Rod allo Spiral Heart Moon Rod non è un semplice potenziamento ma la risposta in tempo reale del presente alle alterazioni che arrivano dal domani ed è una conseguenza degli eventi legati al Clan della Black Moon. Dopo il risveglio della regina, gli oggetti di Usagi, spille e scettri, agiscono come sensori quantistici: cambiano forma perché il futuro stesso sta cambiando direzione. L’origine del multiverso risiederebbe nel Galaxy Cauldron (il centro della Via Lattea, dove nascono e muoiono i semi stellari), dai tempi del sacrificio di Selene. Nel far rinascere la figlia (la principessa Serenity) dopo la tragedia del Silver Millennium, la regina non sa esattamente cosa augurarle. L’esitazione genera nel Cauldron e nel Cristallo d’Argento una sovrapposizione di tre potenziali coesistenti: un destino da divinità sovrana, uno da divinità guerriera e uno da combattente umana. Quando Usagi nasce sulla Terra nel XX secolo, la gatta Luna – che ha ricordi frammentati del passato – scambia la sua energia per quella di una guerriera mai esistita prima: nasce così Sailor Moon. Questa fase guerriera è temporanea, orchestrata consapevolmente da Artemis, ma è essenziale: serve a far crescere Usagi, evitandole le insicurezze che avevano condannato la Principessa Serenity. Tuttavia, prolungare la modalità combattimento per troppo tempo nasconde un rischio enorme. Se l’ascesa lineare verso il potere prende il sopravvento, il Cristallo d’Argento si trasforma in uno strumento di stasi assoluta oppure di guerra eterna. Un rischio intuito fin dall’inizio: quando Luna non ha ancora trovato colei che possiede la pietra sigillata, avverte che chiunque se ne impadronisca potrebbe provocare una catastrofe universale. Un concetto simile viene poi confermato da Saphir della Black Moon che vede in quel potere illimitato una minaccia per l’intero universo. Forse, proprio per questa ragione, prima dello scontro finale contro Metaria, la Regina Selene ricorda a Sailor Moon il monito più importante: “Principessa Serenity, sii sempre orgogliosa di essere la guerriera della giustizia, Sailor Moon. Ma soprattuto non dimenticare mai di essere una ragazza“. Per salvarsi da una pericolosissima deriva spirituale e dal meccanicismo dovuto all’immenso potere che è nelle sue mani, Usagi avrà in effetti bisogno di due specchi di consapevolezza estremi, due versioni future e opposte di se stessa, ovvero Neo Queen Serenity e Sailor Cosmos. Screen dal canale YouTube ufficiale di Pretty Guardian Sailor Moon. Crediti: Naoko Takeuchi/Toei Animation/Netflix Le possibili linee temporali di Sailor Moon Per comprendere la nostra interpretazione della saga, è necessario immaginare le tre linee temporali come tre manifestazioni differenti dell’essenza di colei che possiede il Cristallo d’Argento. Queste versioni appartengono a epoche diverse ma sono sin dall’inizio strettamente collegate tra di loro. Inizialmente, nonostante l’indecisione della Regina Selene, il suo desiderio più profondo è che il Regno Argentato della Luna venga ricreato sulla Terra. Perciò, il cammino di Sailor Moon e quello di Neo Queen Serenity all’inizio viaggiano naturalmente sullo stesso binario. Tuttavia, le interferenze provenienti dal futuro da cui proviene Chibiusa iniziano a destabilizzare e a far tremare la linea Usagi. Il culmine di questa instabilità energetica viene raggiunto durante il fatidico incontro proibito, quando Sailor Moon del XX secolo e la Regina del XXX secolo si sfiorano trasgredendo le leggi del tempo. Aver visto la sé stessa del futuro, prima addormentata e una volta sveglia comunque incapace di combattere, condiziona profondamente la protagonista. Usagi inizia a uscire dal “destino prefissato” e questa sua incertezza sottesa attiva segretamente la linea distopica, andando ad accumulare sempre più potenziamenti e allontanandosi sempre di più dal suo futuro idilliaco da Regina. La linea di Usagi: È il tronco centrale della storia, la manifestazione della principessa Serenity che è guidata dall’empatia e che è maggiormente influenzata dai legami terreni. Usagi impara da tutte le sue battaglie fino ad arrivare a rifiutare lo scontro infinito. Capisce che Chaos (il male primordiale) è nato proprio dal vuoto lasciato nel Cauldron dalla nascita del Cristallo d’Argento che lei stessa possiede. Scegliendo di non cancellare l’oscurità con la forza, Usagi afferma il suo libero arbitrio come combattente umana, affermando per se stessa e per gli altri una felicità terrena e non una perfezione divina, uscendo sia dalle imposizioni dinastiche sia dai pesi cosmici La linea di Neo Queen Serenity: Rappresenta il futuro idealizzato ma fragile di Crystal City, una realtà monolitica e coercitiva in cui il male è stato esiliato, in cui il Cristallo D’Argento è fonte di longevità e inizialmente sono vietati i viaggi nel tempo. Questo regno è la manifestazione della principessa della Luna che diventa sovrana della Terra prematuramente, subito dopo la ricostruzione del Regno Argentato, quindi prima di aver attraversato tutte le tappe da guerriera e senza essere mai arrivata ad accettare l’esistenza di Chaos. Dopo aver sconfitto Metaria, infatti, se Usagi accetta di tornare sul trono offertole dalla madre, il Cristallo d’Argento esce dalla modalità d’attacco per diventare uno scudo per la Regina e per la Terra, privando gradualmente la sua proprietaria dei poteri da guerriera e rendendola una divinità incapace di combattere. Dopo aver affrontato in modo inefficace la ribellione del Clan della Black Moon ed essersi risvegliata dal sonno protettivo in cui era caduta dopo l’attacco, mossa dalla paura, la Regina inizia a manipolare il suo passato mediante sua figlia Chibiusa e conferendo il potere cosmico alla sé stessa del XX secolo. Il Cristallo d’Argento diventa più potente e attira minacce più aggressive, provenienti dall’esterno del Sistema Solare, fino a portare, paradossalmente, al collasso del futuro idilliaco. Nell’ultimo arco, infatti, sotto i colpi di Sailor Galaxia, Crystal Tokyo viene scossa da tuoni e fulmini che sono il riflesso dei dubbi di Usagi che sta uscendo dal binario del regno pacifico diventando una combattente sempre più assoluta. La famiglia reale di Crystal City inizia a dissolversi perché quel futuro sta per essere sradicato a partire dal XX secolo, mentre i rispettivi Crystal seed vengono rubati da Galaxia e mentre la Sailor Moon del presente va verso il baratro della guerra eterna, spinta dal bisogno di annientare il responsabile del suo dolore. In quel momento, la timeline della Regina sta per essere cancellata per sempre, rischiando di lasciare Usagi agganciata alla disperazione della Linea Cosmos che si è sviluppata dentro di lei La linea di Sailor Cosmos: È appunto il futuro distopico in cui Sailor Moon non perde mai i poteri ma anzi si trasforma in una divinità guerriera. In questa linea temporale tragica, la combattente della Luna arriva al Galaxy Cauldron completamente sola, senza il supporto di ChibiChibi e di conseguenza senza la Principessa Kakyuu (che in questo caso viene trovata e annientata da Galaxia, già sulla Terra) e le Starlights. Accecata dal dolore e dalla sete di vendetta, Sailor Moon risponde alla violenza accumulando dentro di sé tutti i Sailor Crystal disciolti nel Cauldron in un unico seme stellare, il Cristallo Cosmos. Ciò svuota il mare primordiale della luce e, per contrasto, genera l’entità opposta: Sailor Chaos. Condannata a una guerra eterna e priva di speranza, Usagi non diventa né madre né regina perché Crystal Tokyo nasce come una roccaforte sotto assedio e infine anche il Cristallo d’Oro di Endymion viene assorbito dentro di lei (dopo essere rinato più volte), quando anche la Terra cede all’attacco distruttivo della personificazione del buio. Non essendoci via d’uscita, Sailor Cosmos decide di tornare nel passato, camuffandosi da ChibiChibi, per spingere Sailor Moon a distruggere il Cauldron, quando Chaos era ancora al suo interno. La scelta di Usagi e la fine delle ostilità Il miracolo si compie quando Eternal Sailor Moon, nel momento di massima solitudine, sceglie di non ascoltare il consiglio di ChibiChibi di distruggere la sorgente della vita. A differenza della linea Cosmos, Usagi ha infatti degli elementi chiave che le permettono di non cedere alla disperazione. Paradossalmente, l’esistenza stessa di ChibiChibi le fa da bussola, rivelandosi la prova vivente che un futuro per la galassia esiste ancora, anche se il futuro sperato è ormai svanito, come dimostra la scomparsa di Chibiusa. Inoltre, Usagi fa tesoro di ciò che le ha detto Kakyuu poco prima: anche se Sailor Galaxia ha gettato gli Star Seed di Mamoru e delle amiche nel Cauldron, essi non sono persi per sempre, ma possono rinascere come prima (una certezza che Sailor Cosmos aveva smarrito). Aggrappandosi con tutte le sue forze ai ricordi delle persone care, Usagi cambia radicalmente il modo in cui raggiunge l’origine e in cui viene generato il potere assoluto, il potere Lambda. Una volta evocato, Sailor Moon non lo usa per tentare di distruggere Chaos, ma per salvare la vita nella sua forma fisica originale. Usagi e la luce del Cristallo d’Argento si mescolano per un istante al buio che sta imperversando nel mare primordiale. In totale assenza di odio, Chaos si arrende, respingendola e permettendole di non perdersi nell’energia universale. “Ho sentito Chaos che stava per entrare dentro di me ma all’ultimo mi ha respinta” dice la ragazza poco prima di risvegliarsi. Grazie ai sentimenti umani rimasti intatti, tutti i Sailor Crystal fluttuanti non si sono fusi in una massa anonima e indistinta. Al contrario, viene attivato il potere della rinascita individuale di ogni seme e il Potere Lambda che ne deriva è un flusso della rinascita collettiva, non un’arma statica. Sailor Cosmos, che è all’esterno, assiste per la prima volta al corretto utilizzo di quel potere immenso, comprendendo il proprio errore fatale nel trattenerlo dentro di sé sotto forma di cristallo definitivo. Capisce, d’altra parte, che non aver cancellato la vita è stata comunque la scelta giusta. Grazie al gesto di Usagi, Chaos si purifica e si disperde nel Cauldron: la parte d’ombra che è stata integrata nella luce potrà finalmente nascere come stella, assumendo la forma di un piccolo seme, mentre Guardian Chaos riappare con la sua funzione originale di forza dinamica, necessaria a evitare la stasi del cosmo. Insieme a lei, Guardian Cosmos riemerge come guardiana dei semi stellari, ripristinando l’equilibrio che si era spezzato quando il Cristallo d’Argento aveva lasciato l’origine. Il flusso della rinascita rispedisce a casa tutti gli Star Seed della galassia che erano stati rapiti e gettati nel Cauldron e intercetta anche quelli futuri come il Pink Moon Crystal di Sailor Chibi Moon e i cristalli del Quartetto delle Amazzoni ma anche il Cristallo Cosmos. Tutti i Crystal Seed rinasceranno nei pianeti d’origine e nelle rispettive epoche. Le linee Cosmos e Neo Queen Serenity in particolare vengono risanate e aggiornate per l’ultima volta dall’azione coraggiosa di Usagi per poi separarsi definitivamente, ponendo fine a paradossi e interferenze. Davanti a Guardian Cosmos che le chiede se vuole rinascere come prima, Usagi compie la scelta definitiva: decide di tornare sulla Terra come una ragazza umana, insieme alle persone amate e come individui separati. Questa risposta chiude definitivamente il cerchio dell’indecisione originaria della Regina Selene. Scegliendo la sua umanità, la linea temporale di Usagi si stabilizza per sempre: rimane semplicemente Sailor Moon che adesso è una ragazza e una guerriera libera dai pesi cosmici. L’evoluzione estrema in Sailor Cosmos è durata un istante e le è servita solo per proteggere chi ama. Usagi ora può rinascere in una realtà risanata dai paradossi temporali, dove può riprendere la stessa vita di prima. Questa normalità conquistata e definitiva porta però con sé un’amnesia parziale. Nelle immagini finali, all’indomani del matrimonio, infatti, la giovane si sveglia in un ambiente regale ma terreno e ricorda ciò che è avvenuto nella Via Lattea come un lungo sogno: è fondamentale che lei non dimentichi, ma la conoscenza del futuro sventato non deve contaminare di nuovo il presente. Il futuro risanato di Sailor Moon Da quel momento non verrà più rispettata la rigida cronologia di Crystal City come sembra dimostrare la scena delle nozze, in cui il regno non è ancora sorto e la protagonista è di poco più grande rispetto all’età che aveva durante la battaglia finale (lo dimostra la presenza di Hotaru che è ancora una bambina). Il presente di cui Usagi si è finalmente impossessata è salvo ma anche imprevedibile, libero dal protocollo dinastico che prevedeva che la Nuova regina Serenity aspettasse Chibiusa a 21 anni in una Tokyo d’inizio XXI secolo già praticamente cristallizzata. Grazie a Sailor Moon, il ciclo della vita è stato preservato nella sua interezza e fluidità: non sappiamo se Chaos nascerà effettivamente come stella, rimarrà silente o se tornerà a colpire sotto nuove forme. A differenza della Linea Sailor Cosmos, tuttavia, nuove guerriere potranno nascere per fronteggiarlo senza che si crei una polarizzazione estrema. Nessuna di loro, infatti, nascendo potrà sottrarre all’origine una quantità di luce tale da portare all’effettiva nascita di Sailor Chaos. In questo domani flessibile, dunque, anche Chibiusa (la successiva erede del Regno Argentato, la prima a nascere dall’amore terreno e non dalla perfezione divina) nascerà probabilmente prima dei tempi previsti, come sembra rivelare lo stupore di Mamoru quando avviene l’arrivo del Pink Moon Crystal dentro Usagi. La bambina crescerà libera da disagi emotivi o stalli nella crescita, vivendo la sua unicità di essere umano e conquistando la sua indipendenza da combattente sin da subito. Questo perché nella linea temporale “corretta” e stabilizzata il Cristallo d’Oro ormai non è più sigillato e i nostri Usagi e Mamoru hanno completato da tutti i punti di vista la loro maturazione spirituale permettendo che una futura successione possa avvenire in modo sano, spontaneo e completo. Questa ritrovata normalità e libertà si riflette in automatico anche sulle Senshi: tutte le amiche, incluse le Outers sono ormai perfettamente integrate nella quotidianità della protagonista, in una regalità palesemente terrena, e tutte indossano l’abito da sposa. Non si tratterebbe di un simbolo di abnegazione o di devozione alla futura sovrana, ma al contrario potrebbe essere il segno del loro diritto alla felicità sentimentale che è stato restituito da Usagi. Sono donne diverse e terrestri, unite dall’amicizia e non più da un dovere cosmico. Quest’ultimo è rimasto nel Cauldron, dove d’ora in avanti l’equilibrio dinamico verrà gestito dalle due guardiane che sono tornate a convivere in pace. Naoko Takeuchi sceglie di non mostrare nessun invitato al matrimonio (ma non significa che non ci sia nessuno) lasciandoci nell’impossibilità di capire come, quando e con chi Usagi costruirà il suo regno ideale sulla Terra. Anche se c’è da dire che, in questo finale tutto sommato aperto e misterioso, possiamo legittimamente immaginare che siano presenti tutti i suoi affetti terreni e i due gatti lunari Luna e Artemis e che le persone che erano state corrotte da Chaos siano tornate a nuova vita, poiché Usagi ha annullato tutte le azioni nefaste dell’entità malvagia, in ogni linea temporale che è esistita. Calato il sipario e lasciando al lettore la possibilità d’interpretare, il finale ci consegna quella che potrebbe essere la lezione più grande da parte dell’autrice: il futuro non è affatto un binario fisso su cui scivolare passivamente, ma un argine che il libero arbitrio umano può ridisegnare di continuo. Per voi quante linee temporali ci sono in Sailor Moon?