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Pokemon Go: 10 cose che solo un nostalgico del videogioco originale può capire

scritto da Alberto Muraro

Pokemon Go, la nuova straordinaria applicazione creata da Niantic di cui vi abbiamo parlato in tempi non sospetti, promette di fare scintille: a poche ore dalla sua uscita, sui nostri social (Facebook e Twitter in primis) hanno iniziato ad apparire decine di screenshot dell’innovativo software per smartphone, che a quanto pare ha riportato un po’ tutti noi ai fasti di un tempo, quando il gioco era solo su Gameboy (o, per i più fortunati, su Nintendo 64). Ve li ricordate, vero, i pomeriggi passati a lanciare pokeball, a sfidare gli allenatori e a girare città dai nomi improbabili? Se la risposta è si, e se siete anche voi dei nostalgici, non potrete far altro che condividere almeno uno di questi, indimenticabili ricordi!

 

1 L’imbattibile palestra di Brock VS Pikachu

Se anche voi come il sottoscritto avevate Pokemon Giallo vi ricorderete che il vostro primo pokemon era Pikachu e che la prima palestra che avreste dovuto affrontare era quella di Brock, con i “temibili” pokemon Roccia a livello 12 e 13. L’unica soluzione per sconfiggerlo? Catturare un caterpie e farlo evolvere in Butterfree. Con Confusione Onix non avrebbe avuto più scampo.

 

2 Una scelta difficile

Quale delle tre sfere scegliere per abbandonare una volta e per tutte la nostra stanzetta a Pallet Town? Nella stragrande maggioranza dei casi la scelta ricadeva su Charmender (perché, diciamocelo, era molto cool) ma cosa sarebbe successo quando saremmo arrivati da Misty? La frustrazione di sapere che in pochi sarebbero riusciti a passarci un bulbasaur o uno squirtle era comunque insostenibile.

 

3 Quello con i 5 Magikarp

In pochi hanno davvero capito a cosa diamine servisse Magikarp, che come tutti voi ricorderete aveva come unica mossa l’inutile Splash. Nessuno ha mai compreso il motivo per cui ci fosse un tizio che, puntualmente, ti sfidava con 5 Magikarp. Loser!

 

4 Il tunnel roccioso senza flash

Ammettetelo: ottenere flash era una rottura di scatole e poi era una mossa che non serviva assolutamente a niente, se non ad illuminare il tunnel roccioso. Tutti, almeno una volta, ce lo siamo fatti al buio, seguendo le pareti perché, come nei labirinti, eravamo convinti che alla fine ne saremo usciti vittoriosi. Di solito la scampavamo liscia, il problema era il pokemon che incontravamo puntualmente sul nostro cammino…

 

5 Zubat

…dicevamo di Zubat. Questo pokemon è stato indubbiamente uno dei nostri incubi peggiori: non solo lo si incontrava ogni due passi, ma il verso che i geniali sviluppatori gli avevano assegnato era non dissimile da quello delle unghie sulla lavagna. Qui sotto fornisco una rappresentazione di ciò che succedeva non appena mettevamo piede in una qualsivoglia caverna.

 

6 Tentacool, lo Zubat del mare

Come sopra, solo che in acqua.

 

7 Snorlax e quello stramaledetto flauto

Devo passare ma c’è un gigantesco Snorlax sulla mia strada, cosa devo fare? “Ti serve un flauto per svegliarlo, ma prima devi trovare la scimmia di giada entro la prossima luna piena” [cit]. Una volta recuperato, le opzioni sono due: o ti riempirà di mazzate con body slam (e recupererà tutte le energie dormendo) oppure tu sarai troppo forte e lo sconfiggerai dopo un colpo solo. Mai una gioia.

 

8 “Così confuso da colpirsi da solo”

Tu ci speri sempre tantissimo che con quel colpo lì il tuo pokemon non entrerà in confusione. Eppure, puntualmente, gli uccellini iniziano a girargli intorno alla testa. La prossima mossa sarà una roulette russa, soprattutto se il tuo mostriciattolo è in fin di vita: di norma, particolarmente quando sei messo molto male, prevale la Legge di Murphy. La frase “così confuso da colpirsi da solo” è diventata per me un clamoroso tormentone nei momenti di sconforto.

 

9 La Lega

Se anche tu, come il sottoscritto, non avevi una vita sociale al tempo, era credibile arrivare a battere la lega nel giro di 24 ore nette. Al primo colpo, di norma, non riuscivi a sconfiggere i due allenatori: non tanto perché i tuoi pokemon non fossero pronti, quanto piuttosto perché i simpaticoni tiravano fuori decine di hyper pozioni e allora #ciaone. Di solito ce la facevi al quarto o quinto tentativo ma era principalmente perché un Nidoking random era riuscìto a colpire con Abisso. Che soddisfazione, comunque!

 

10 Mew e le leggende metropolitane

C’era sempre quel compagno di classe che ti raccontava di come un suo amico del mare fosse riuscito a catturare Mew passeggiando assolutamente per caso nell’ennesimo praticello e con un’unica Pokeball (manco la Masterball) a sua disposizione. La verità è che nessuno l’ha mai visto, se non quei geek disperati che si craccavano le versioni originali, in giapponese. Mew in realtà non è mai esistito, proprio come i cani leggendari Suicune, Entei e Raikou. Dico bene oppure no?

 

Qual è la cosa dell’originale videogioco dei Pokemon che ricordate con più affetto?