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Amici 19: audio e testo di Nietzsche di Giulia Molino

scritto da Alberto Muraro
amici 19

Nel corso della puntata di Amici 19 trasmessa su Canale 5 il 18 gennaio, abbiamo assistito alla prima esibizione di Giulia Molino sulle note del suo nuovo inedito. Il pezzo in questione, un rap piuttosto serrato e davvero molto intenso, si intitola Nietzsche.

Nietzsche

 

Proprio grazie al pezzo Nietzsche (e a Tu si na cosa grande) Giulia è riuscita a battere la sua collega Gaia nella sfida diretta. Rudy Zerbi, in particolare, ha molto apprezzato il pezzo, che parla chiaramente di una storia che ha interessato Giulia da un punto di vista personale.

Qui sotto trovate l’audio e il testo di Nietzsche di Giulia Molino.

Torneo “I migliori” – TIM – Gaia vs Giulia – 18 gennaio – Amici Clip | Witty TV

Giudice: Rudy Zerbi

 

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Testo

Che ne sai tu di quando volevo sprofondare
che ne sanno i miei amici delle notti presi a male
che ne sanno i miei vicini delle grida contro il muro
quando accanto hai nessuno, chiudi gli occhi e vaffancul0

c’ho fame di casini e non mi sazio con chiunque
la vita è una puttana e in due secondi arriva al dunque
ho sempre dato tanto e in tasca mai avuto niente
tranne il mio dolore che non mostrerò alla gente
resta lì, tra le chiavi e le speranze
tra le cose che non dico e i tatuaggi sulla pelle

nelle sere nere illuminate solo dalle stelle
incastrate nei rimorsi di una stupida ventenne
io ci penso e quasi mi scoppia la testa
nonostante il tempo passi, Giulia è sempre la stessa
ci penso e ci ripenso mentre passano le ore
mi rigiro dentro al letto, questa notte è una prigione

bevo un sorso a canna dalla bottiglia
ogni giorno in paranoia, sempre con la stessa fissa
non mangiare, non toccare il cibo quello è deleterio
in vista tagli sui polsi è successo per davvero
che ne sai tu di quando volevo sprofondare
che ne sanno i miei amici delle notti presi a male
che ne sanno i miei vicini delle grida contro il muro
quando accanto hai nessuno, chiudi gli occhi e vaffancul0

ginger

nella vita che attanaglia, taglia i pezzi e cuce
nei rapporti chiusi in fretta con niente di personale
delle corse in auto folli verso mete sconosciute
per mesi chiusa in casa in compagnia del mio computer
non mi va di uscire e dire ok va tutto bene
accetto le mie pene
ci convivo e mi conviene
tanto il mostro non lo uccidi fingendoti felice

devi prenderlo per mano come l’abisso fece con Nice
scrivo flussi di coscienza per placare il mio tormento
tu che ascolti disgustato, non ti vedo e non ti sento
ho bisogno di parlare di un tormento personale
che tartassa i miei giorni e non mi lascia respirare
nelle mura della stanza c’è il spettro che mi parla
il volto dei miei occhi mentre scorrono i rintocchi

nella testa metto al rogo ogni singolo pensiero
il sangue prende fuoco come D’Arco al medioevo
che ne sai tu di quando volevo sprofondare
che ne sanno i miei amici delle notti presi a male
che ne sanno i miei vicini delle grida contro il muro
quando accanto hai nessuno, chiudi gli occhi e vaffancul0