Youtubers in tv. Un confronto tra Italia e Germania.

di Claudia Lisa Moeller

Ormai sono una spettatrice fedele di Quante Storie di Rai 3. In onda tutti i giorni su RAI 3 alle 12.30 circa. Abbiamo dedicato un primo, un secondo e un terzo articolo alla presenza di Sofia Viscardi. Ora che sembra che sia davvero diventata una presenza fissa dello show, dobbiamo mettere in chiaro un paio di cose e lanciare un appello. Un appello per salvare la situazione.

Le critiche al programma le abbiamo già mosse. Coordinazione tra gli interventi pari a zero. E se già l’effetto di Quante storie è un dialogo tra sordi, ora arrivano anche sordi che parlano lingue diverse.

Prima Sofia Viscardi ha recensito un libro, poi un film, poi un album (consigliatole dal padre e che è piaciuto molto ai suoi amici: evita di dirci la sua. Quindi non le è piaciuto?). Infine ci ha spiegato come si usa Snapchat. Insomma un misto di anime e di generi che potrebbe apparire interessante, ma risulta solo confusionario e poco armonico con il già insieme disordinato. Perché Sofia Viscardi ha spiegato ad Augias come si usa l’app? Presto dovremo aspettarci Augias con il filtro da cagnolino sul social dei giovanissimi?

Di nuovo c’è qualcosa di quasi offensivo nei confronti dei giovani, dato che Sofia Viscardi era stata rappresentata come portavoce dei giovani. A questo punto i giovani non sono né esperti di libri, né di film, né di musica, ma solo di app. La spiegazione data da Sofia è di carattere storico e risulta molto vaga. A questo punto era meglio il tutorial che aveva fatto Kylie Jenner. 

O ancora perché Sofia saluta sempre e solo Corrado Augias e mai Michela Murgia? Maretta tra le due? Oppure conferma che Quante storie è lo show di Augias usurpato dalla presenza della scrittrice sarda?

Il mio appello, quindi, arrivando al punto è: per favore, date a Sofia Viscardi qualcosa a lei consono. Per favore. Se proprio deve apparire in tv e rappresentare i giovani, fatele fare altro. Perfino la conduttrice di un programma. Tutto sarebbe meglio di questo. Ormai mi aspetto solo che recensisca La Fornarina di Raffaello (“Bella. Una mia amica ce l’ha come sfondo del cellulare.”) o ci dica la sua ricetta preferita e come cucinarla.

A proposito di youtuber voglio parlarvi di un esperimento condotto in Germania. Gli Youtbers sono il domani della televisione, si sono domandati in Germania? Per molti sì. In effetti gli youtubers, alcuni, hanno dimostrato che con molti pochi mezzi di essere divertenti, simpatici, telegenici e creativi. Insomma tutte le caratteristiche per essere showmen o showwomen.

Gli youtubers domineranno per alcuni la televisione del domani. Speriamo di no, opinione mia personalissima. Eppure ci sono youtubers che hanno milioni, se non miliardi di click. Qualcuno è anche innovativo e originale. Grazie a queste views alcuni youtubers hanno poi la possibilità di essere notati e diventare delle star del piccolo schermo. Come? Bene, quest’articolo si occupa proprio di questo e di come le cose siano diverse tra Italia e Germania.

Gli youtubers in Italia se hanno vagamente fortuna entrano in certe determinate squadre e da lì riescono magari ad apparire per un paio di stagioni in tv. Quello al momento che ha avuto più successo è Willwoosh, all’anagrafe Guglielmo Scilla, tra radio e cinema. E Frank Matano che in tv sta sempre ottenendo più spazio. In Italia i giovani youtubers sono introdotti con il contagocce. A minuscole dosi. Quasi come un effetto placebo: ci sono i giovani in tv, si dichiara. Però poi appaiono pochi minuti, temo anche con poca libertà “creativa” e soprattutto la loro rilevanza mediatica è molto limitata. Questa è la situazione in Italia.

Dall’altro lato poi c’è la Germania. È di questi giorni la partenza di un grandissimo progetto tra TV di stato tedesca e i giovani creativi della rete. Con oltre 45 milioni di Euro è partito il 1° ottobre. Una ventina di youtubers sono stati finanziati dalle reti pubbliche per potersi meglio esprimere e sì, cercare di avvicinare sempre più giovani alla tv.

La soluzione tedesca non so a quanti frutti porterà: certamente permette agli youtubers tedeschi di esprimersi e perché no, forse davvero di inaugurare la loro strada nel mondo della tv o del cinema. In Italia gli youtubers anche più meritevoli, se ottengono qualcosa, sono limitati a brevi apparizioni televisive, spesso troppo ingessate da una televisione troppo vecchia. La scommessa tedesca è audace, ma almeno è una vera possibilità data a chi è giovane e a chi avrebbe dimostrato che è creativo e che ci saprebbe fare con le telecamere.

Gli youtubers non penso che saranno il futuro della televisione, ma è giusto dare anche una chance a chi ha dimostrato originalità e creatività e voglia di fare. Quindi se qualcuno davvero crede in Sofia Viscardi, nel caso specifico, sia più coraggioso e le dia modo di esprimersi. Liberamente e con i suoi tempi. Questo è il mio appello.

E tu cosa ne pensi dell’esperimento tedesco con gli youtubers? E delle apparizioni di Sofia Viscardi in tv?

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