Sanremo 2019: commento e recensione alla prima serata del Festival!

di Claudia Lisa Moeller

Sanremo 2019 si apre il 5 febbraio puntualissimo alle 20.45. Siamo già in ritardo prima ancora di aver incominciato e nonostante le cinque giornate che ci attendono.

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Questo è un festival freddo. Primissima impressione. Come freddo è lo studio: niente fiori, niente scaloni drammatici, solo blu acqua. Pare un oceano freddo quello che ci accoglie. Un’onda blu ci avvolge e sommerge. Così incomincia Sanremo, freddino, nonostante la musica rock di Baglioni.

Pare di essere dal dentista. Quello poco simpatico. Quello che nemmeno ti chiede come stai e cerca di farti passare la paura del trapano. È un Festival questo di Sanremo 2019 freddo, veloce, clinico, chirurgico. Cerchiamo di finire questa serata… Dai. Ce ne è un altro e poi un’altra giornata.

Si nota anche nell’atteggiamento completamente opposto delle due spalle di Claudio Baglioni la fretta. Claudio Bisio è emozionato e con la parlantina veloce di quello che è in ritardo al mattino, già alle 7 e deve prendere quel treno che già si vede partire. Virginia Raffaele abbandona i suoi personaggi e vediamo una donna emozionata sì, ma non intimorita dal Mostro Sanremo che distrugge e premia carriere. I due comici che avrebbero dovuto incontrarsi per la prima volta a Sanremo, avrebbero forse dovuto fare anche qualche test d’affinità prima. Fossimo su una APP qualcuno avrebbe già fatto scivolare il dito sullo schermo e via con un’altra proposta e affinità.

E arriviamo a Baglioni, sorpresa dell’anno scorso e quest’anno deve mantenere la promessa di essere un record ancora una volta. Non è più un “dittatore” artistico, ma un “dirottatore” artistico. Del pericoloso sovversivo c’è poco però: Claudio Baglioni ripropone come l’anno scorso i suoi brani, un po’ smaccato aprire un Festival canoro con un proprio brano. Semmai la vera rivoluzione sarebbe stato il messaggio politico e riflessione da lanciare da uno dei palchi più seguiti della TV italiana, ma il messaggio scandaloso è sparito. Claudio Bisio ha avuto l’infausto compito di fare da avvocato difensore e la reazione in studio gelata al suo monologo ironico sono la peggiore risposta e commento che anche il più accanito troll avrebbe potuto scrivere sui social.

L’altra rivoluzione è la mancanza della bellona. Non che Virginia Raffaele sia brutta, anzi!, ma non è la bellona, la valletta dai vestiti da sogno e bella (muta) statuina. Claudio Baglioni preferisce i momenti comici (o presunti) al momento bellezza. Il risultato però sono momenti comici da seconda elementare. La battuta clou: lei chiama Claudio, si voltano sia Baglioni sia Bisio.

Gli ospiti si intervallano senza alcuna logica tra le esibizioni. Bocelli torna all’Ariston giusto per presentare il figlio che eredita il suo lavoro. Favino torna dalla scorsa edizione e ci sorbiamo pure il momento pubblicità per due film musical appena usciti (senza aver la voce né lui, né la Raffaele). Giorgia appare e canta le sue hit e giusto dedica un paio di parole a Pippo Baudo. Per la prima volta Claudio Baglioni canta un brano non suo.

Che dire della struttura del programma? Ansiosa quasi, fredda e rapida. Cinque serate, oltre tre ore di diretta e si ha sempre l’impressione di essere in ritardo. Sanremo parte alle 20.45 in punto, alle 21,13 abbiamo i primi due minuti di pubblicità e siamo già prossimi al quarto concorrente. Non c’è nessuna suspance per quello che ci aspetta: i testi e la scaletta dei cantanti è nota, lo show non fornisce grandi emozioni o sorprese, perché quindi guardarsi tutto il programma? Non è meglio scegliersi il proprio momento, l’esibizione preferita online e saltarsi tutto lo show (e una cover vegana della “Nella vecchia Fattoria”)?

Vantaggio innegabile di questo Sanremo 2019 è la mancanza di fronzoli, ma lo svantaggio è uno show che vuole stipare in una sola serata 24 artisti che entrano sul palco senza presentazioni che superino la lunghezza di un tweet (vecchio stile). Ma perché allora avere tre conduttori per dire due righe in croce? Il format di questo Festival di Sanremo 2019 sembra volersi rendere amico il web che vuole clip scollegate e senza filo conduttore. Ciò forse funziona online, ma in TV no.

Voto alla prima serata di Sanremo? 5: mi sento come quella fila del pubblico in studio che ad un certo punto ha mollato i propri carissimi posti. La musica è protagonista dello show (unico lato positivo), ma i siparietti “comici”, la mancanza di una struttura del programma (se non la omonimia di Claudio con tre conduttori) e le continue pause pubblicitarie mettono alla prova anche i più irriducibili.

Unica eccezione a questo Festival senza emozioni è Patty Pravo (da 10) che davanti ad un problema tecnico risponde piccata: “Ma siamo qui per cantare o per passeggiare?” Patty Pravo, life coach per i momenti no. Superba nel farsi accompagnare da un giovane baldo dei talent di Maria de Filippi con un nude look e i rasta da ragazzina impertinente.

E tu cosa ne pensi di questo Sanremo 2019 e la sua prima serata?

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