Cos’è la Cherofobia, la paura cantata da Martina Attili ad X Factor

di Laura Boni
Martina Attili

Molti ieri sera si sono commossi ascoltando la prima audizione ad X Factor della 16enne Martina Attili, ma tutti poi ci siamo chiesti, ma cos’è la Cherofobia?

Scopri qui il testo della canzone di Martina Attili!

La giovane cantautrice romana ha spiegato di parlare spesso di malattie mentali nei suoi testi e la prima canzone che ha presentato al pubblico parla della cherofobia, ovvero la paura di essere felici. “Come te la spiego la paura di essere felici
quando non l’hanno capita nemmeno i miei amici” canta Martina nella prima strofa della sua canzone.

Guarda la performance di Cherofobia di Martina Attili ad X Factor:

Martina Attili e la sua "Cherofobia" | Audizioni 1

La cherofobia è definita come avversione patologica per l’allegria o l’euforia. E’ la paura di essere felici, o meglio, di vivere situazioni che provocano allegria, gioia e benessere. Chi soffre di cherofobia si allontana da situazioni che sono fonte di felicità.Si è talmente concentrati sui possibili eventi negativi di una situazione che si evitano quelli positivi: la persona evita quindi le situazioni favorevoli per timore che si trasformino in fonte di sofferenza.

Questo ovviamente provoca ansia e paura che si manifesta tutte le volte che un evento positivo sembra alle porte. Nella canzone la sentiamo cantare:”E cerco ogni forma di dolore/ mischiata dal sangue col sudore, e sento il respiro che manca e sento l’ansia che avanza, fatemi uscire da questa benedetta stanza!

Chi soffre di cherofobia non è necessariamente un soggetto sempre triste, ma è sicuramente qualcuno che evita alcuni eventi per paura che possano tramutarsi in fonte di infelicità. La stessa Martina canta: “E provo a raccontarlo in ogni canzone: “ma la gente pensa sempre “parli di altre persone”. Ma come tu così carina con la faccia da bambina, con la voce da piccina“.

I rimedi per la cherofobia:

Poiché la cherofobia non è stata ancora studiata né è stata oggetto di ricerche scientifiche ufficiali, non ci sono ancora farmaci approvati dalla FDA o altri trattamenti definitivi. Ma allora come ci si cura? Non sempre è necessario farlo, la malattia interferisce in modo significativo con la propria vita sociale, sentimentale e lavorativa allora è suggerito rivolgersi ad uno psicologo; diversamente potrebbe non essere necessario alcun trattamento.

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