Ariana Grande – Sweetener: la recensione di Gingergeneration.it

di Roberta Marciano
ariana grande god is a woman

Dimenticatevi dell’album Dangerous Woman perché il nuovo sound di Ariana Grande non ha nulla a che vedere con quanto fatto in passato. Anche se alcune delle tracce oggi contenute in Sweetener erano state scartate per l’album del 2016, il nuovo lavoro della cantante è molto meno pop dei precedenti e abbraccia quasi completamente la cultura RnB.

Non possiamo non dire che alcune canzoni abbiano un certo tocco pop come Breathin’, uno dei brani inediti più accattivanti dell’album. Un brano che parla dei problemi legati all’ansia ma lo fa in modo divertente, quasi per esorcizzare la paura. Tralasciando No Tears Left To Cry e God Is A Woman, i due potenti singoli che hanno trascinato l’album in questi mesi prima del rilascio, Sweetener ha tanti spunti positivi e sembra voler puntare a un pubblico un po’ diverso rispetto agli album precedenti.

I testi parlano di amore, sesso e di quello che la cantante ha vissuto nell’ultimo anno della sua vita. Nelle sue parole ci sono riferimenti nascosti anche all’attentato di Manchester che l’ha sconvolta profondamente e di cui, ancora oggi, fatica a parlare.

L’album segue un certo filo logico dalla prima all’ultima canzone, un po’ come nei passati album della cantante che seguono sempre un certo schema. Si apre con Raindrops, 40 secondi di sola voce di Ariana che introduce alla perfezione l’intero concept di Sweetener e che mette in luce le sue doti vocali (per chi ancora avesse dubbi sul suo talento). La seconda traccia, Blazed, con Pharrell Williams è proprio quello che vi aspettereste di sentire da una collaborazione con il cantante e produttore. La sua impronta e il suo sound si riconoscono in tutto l’album di Ari che nel complesso è ben riuscito ed è probabilmente il più vicino allo stile della cantante.

Meno di impatto il brano dedicato al fidanzato Pete Davidson. Nonostante il motivetto molto orecchiabile come Interlude non ha lo stesso impatto dell’opening: Raindrops ha decisamente una valenza molto più forte. Tra gli altri brani da non sottovalutare dobbiamo per forza citare Goodnight N Go co scritta con Imogene Heap che contiene al suo interno dei vocalizzi molto armoniosi, Get Well Soon, uno dei brani più personali dell’interno album, R.E.M. e la collaborazione con Missy Elliot.

Rispetto a Dangerous Woman dove la cantante aveva lasciato spazio a molti brani adatti per ballare (Into You tra tutti) pur cercando di dar voce al suo stile, Sweetener lo possiamo considerare al 100% Ariana Grande? Forse è quello che più si avvicina ai suoi obiettivi di carriera.

Cosa ne pensate del nuovo album di Ariana Grande, Sweetener? Quale è il vostro brano preferito?

 

 

 

 

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