Aladdin: le differenze fra il live action e il film Disney originale

di Alberto Muraro

I grandi classici, si sa, sono spesso considerati intoccabili. E questo vale a maggior ragione per i film Disney, con i quali molti di noi sono cresciuti. La nuova ondata di live action degli ultimi anni, in questo senso, ha diviso i fan dei cartoni originali, non sempre soddisfatti dalle rivisitazioni “in carne ed ossa” dei loro lungometraggi d’animazione preferiti. Anche per Aladdin, film del 1992, varrà lo stesso principio?

Come vi abbiamo raccontato nella nostra recensione su Ginger, il live action di Aladdin diretto da Guy Ritchie e nelle sale italiane dal 22 maggio include molte differenze rispetto all’originale. In linea generale, tuttavia, il risultato finale è stato decisamente sopra le nostre aspettative.

Per non trovarvi impreparati (e se non vi interessano gli spoiler) ecco dunque una breve guida a tutte le differenze fra il film originale e il nuovo live action!

L’intro

Nel film del 1992, il narratore era un esilarante venditore ambulante che raccontava, a modo suo, la storia del genio della lampada. Nel live action di Guy Ritchie invece è lo stesso genio ad essere il narratore: il personaggio trasformatosi in essere umano, interpretato da Will Smith, racconta ai due figli (!) la storia di quanto accaduto ad Aladdin.

 

La scena della caverna

Aladdin

Questa è senza dubbio una delle differenze che più saltano all’occhio. Nel film del 1992, Aladdin veniva rinchiuso nelle prigioni di Agrabah per un piccolo furto. In carcere, il giovane straccione incontrava un vecchio che altri non era se non il gran visir Jafar, alla disperata ricerca di un “diamante allo stato grezzo” che potesse avere accesso alla caverna delle meraviglie.

Nel nuovo film diretto da Guy Ritchie, Jafar convince Aladdin ad entrare nella caverna senza inganno alcuno e anzi accompagnandolo “gentilmente”, promettendogli ricchezza e gloria.

I nuovi personaggi

Nel live action appena uscito troviamo due nuovi personaggi. La prima è Dalia (Nasim Pedrad) l’ancella della principessa Jasmine e sua spalla comica. Il secondo è Akim (Numan Acar) una delle guardie più fedeli del sultano di Agrabah, che dopo aver reso servizio al nuovo malefico gran visir Jafar si rende conto qual è la parte giusta dalla quale stare.

Le nuove canzoni e la colonna sonora

Le canzoni della colonna sonora sono rimaste invariate a livello di melodia ma sono state modificate dal punto di vista dei testi (sì, anche l’iconica Il Mondo è Mio, cantata nella versione italiana da Naomi Rivieccio).

Due le nuove canzoni inserite in questa soundtrack, fra cui Speechless, interpretata da Jasmine (Naomi Scott).

La caratterizzazione dei personaggi

Come già avevamo intuito dai trailer, i protagonisti del film live action si presentano in maniera decisamente diversa rispetto all’originale, soprattutto a livello dei costumi.

Jasmine, per esempio, abbandona per gran parte del film l’iconico vestito verde, diventato marchio di fabbrica anche per il brand delle principesse Disney. Anche Jafar, in questo senso, perde in sobrietà e si trasforma in un personaggio decisamente più “regale” (e con una punta di stile militare) rispetto al passato. Aladdin, infine, non rimane mai a petto nudo: ecco la spiegazione di questa scelta.

ALADDIN "Make Me A Prince" Clip

 

Ma c’è di più, molto di più, rispetto ai semplici vestiti. A tutti i personaggi principali gli sceneggiatori hanno infatti aggiunto ulteriori sfumature, tratti della personalità e storie parallele.

Scopriamo per esempio che la madre di Jafar è morta e che il gran visir è diventato perfido dopo essere stato a sua volta straccione e dopo aver passato un lungo periodo in carcere. Il personaggio del pappagallo Jago, dalle fattezze “umane” nel film del 1992, è qui rappresentato come una sorta di cocorito da circo. Sempre furbo e astuto, certo, ma non altrettanto simpatico e rilevante.

Jasmine, dal canto suo, è una principessa forte e molto più “femminista” rispetto all’originale.

 

La battaglia finale

Lo scontro finale con Jafar è ricco di differenze rispetto a quello del film originale. Una volta rubata la lampada del genio, il gran visir esprime i soliti due desideri: prima chiede di diventare sovrano, poi chiede di trasformarsi in stregone, e infine (suo malgrado!) in genio.

Negli ultimi minuti del film, la battaglia per riconquistare la lampada si gioca sui cieli di Agrabah, dove Aladdin si trova costretto a sfuggire ad un Jago trasformato in aquila in sella al tappeto volante. Una volta tornati a palazzo, Jasmine non si trova costretta a sedurre Jafar. Il gran visir, tra l’altro, non si trasformerà in serpente, ma rimarrà “umano” per tutto il tempo.

 

Che cosa vi aspettate dal live action di Aladdin? Andrete a vederlo al cinema?

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