Aladdin live action: Jasmine è davvero così moderna?

di Federica Marcucci

Aladdin, il live action di Guy Ritchie a sua volta ispirato all’omonimo film d’animazione Disney è nelle sale. Con un esordio al botteghino che già profuma di grandi incassi, il film riporta sul grande schermo la storia del ladruncolo di Agrabah che, grazie all’aiuto del Genio, non solo conquista la principessa dei suoi sogni, ma impara anche a credere in se stesso.

Nonostante qualche taglio e alcune aggiunte, il film non si discosta molto dal suo fratello animato. Dopotutto i live action nascono anche come operazioni nostalgia… Tra le differenze – ammesso che sia corretto chiamarle così, su cui la Disney ha calcato molto la mano ve ne sono alcune che riguardano la co-protagonista femminile, la principessa Jasmine.

Interpretata dalla splendida Naomi Scott, la Jasmine del live action di Aladdin viene presentata come “più forte” rispetto alla sua controparte animata. Una volontà che la Disney aveva già espresso in fase di promozione del film, molto prima dell’uscita in sala.

Mossa dall’amore per il suo popolo, questa Jasmine è decisa a diventare Sultano e non vuole permettere che nessuno le dica cosa fare. Motivo per cui nel live action è stata inserita anche la nuova canzone per lei, La mia voce (Speechless in originale).

Ma nonostante tutto questa nuova Jasmine è davvero così moderna?

Ovviamente siamo felici che il lato ribelle di Jasmine sia stato approfondito, ma parlare di novità assoluta sarebbe un errore. Già in Aladdin del 1992 la principessa prendeva fermamente le sue posizioni ed era mossa da ambizioni personali, piuttosto che da desideri di matrimonio. L’incontro con Aladdin le fa battere il cuore, ma lei resta ferma nelle sue idee.

In questo in live action è molto simile, eccezion fatta che Jasmine diventa Sultano – unica novità interessante di uno sviluppo del personaggio un po’ stereotipato. Già, perché dopotutto Jasmine era moderna anche nel 1992 e ogni aggiunta presente nel nuovo film fa di lei un personaggio davvero troppo simile ad altre rivisitazioni Disney.

Novità camuffata?

Certo, in questi tempi è necessario più che mai presentare personaggi femminili forti e capaci di farsi sentire. Ma stereotipare ogni personaggio fino a renderlo uguale a tanti altri non ci sembra la strada più interessante; in questo modo le donne invece che farsi più interessanti potrebbero perdere di spessore ancora di più.

E Aladdin?

Quella che forse appare come un’occasione sprecata in questo live action è la caratterizzazione di Aladdin. Se da una parte abbiamo una protagonista femminile con un background più definito e delle ambizioni chiare, il protagonista maschile è molto più debole sotto questo punto di vista. Nato povero, Aladdin vorrebbe fare qualcosa per migliorare la sua vita; tuttavia l’occasione vera si presenta solo con l’arrivo del Genio.

Da quel momento sembra che l’unica ambizione del giovane sia conquistare la principessa Jasmine. Il suo sentimento che farebbe battere il cuore a chiunque, ma davvero il protagonista non ha un sogno nel cassetto che sia solo suo? A quanto pare no e in una contemporaneità in cui si parla tanto di uguaglianza ci è sembrata un’occasione sprecata.

Paragonata a ciò la modernità di Jasmine perde di spessore, motivo per cui non si può fare a meno di ripensare l’intera storia di Aladdin nella chiave fiabesca del 1992. Probabilmente l’unica che resterà nel cuore degli spettatori.

Avete già visto Aladdin al cinema, che cosa ne pensate?

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