Zayn Malik – Mind of Mine: la recensione di GingerGeneration.it!

di Alberto Muraro

« «In verità io vi dico, uno di voi mi tradirà». (Matteo 26:21b-25)

Quando Robbie e Geri abbandonarono le rispettive band (che non hanno certo bisogno di presentazioni) i fan di tutto il pianeta ebbero un sussulto, per non dire un infarto: erano le prime occasioni, dai tempi dei Beatles, in cui lo sfavillante mondo del pop mostrava le sue fragilità e i suoi lati oscuri, nascosti dietro una patina glamour che faceva apparire tutti gli artisti allegri, felici, spensierati e, soprattutto, indissolubilmente legati ai loro compagni di avventura. A una ventina d’anni di distanza dal decennio d’oro della musica mondiale, chi ha rimescolato le carte in tavola a riguardo sono stati gli One Direction, fenomeno da centinaia di milioni di copie che, almeno sulla carta, sarebbero dovuti rimanere insieme per sempre, legati da un intoccabile giuramento verso le loro fan. Peccato, o per fortuna, che fra di loro c’era anche il “traditore” Zayn Malik.

Timido, riservato, schivo, tenebroso dai profondi occhi neri da mediorientale, ZAYN (così ora si fa chiamare) è sempre stato il membro del gruppo più appartato e silenzioso, ben più interessato a scarabocchiare su pezzettini di carta piuttosto che a rispondere alle domande dei giornalisti in sala stampa: nei 5 anni che è stato con gli One Direction, come ha rivelato in un’infinità di interviste, l’artista ha covato dentro di sé un rancore e un’angoscia senza pari, frutto di un ruolo che gli è stato stretto fin da subito (quello della teen star da candy pop) e soprattutto di un genere totalmente distante dal suo vero interesse artistico. In questo senso il suo disco d’esordio Mind of Mine è emblematico, in quanto rappresentazione di un’energia creativa sinceramente notevole confluita in un lavoro estremamente originale, a tratti spiazzante.

Non credete a chi vi spaccerà l’album di Zayn Malik per un prodotto R&B ballabile e discotecaro, perché con questi giudizi si minimizza un progetto discografico dalle sfaccetature molto più complesse e particolari che prende ispirazione da spunti quantomai inaspettati, dai Simian Mobile Disco (nei sintetizzatori di sHe) alle atmosfere celestiali e ovattate e allo stesso tempo piacevolmente cacofoniche di Bjork (in BLUE e BRIGHT), quanto di più distante dal soul ci saremmo mai potuti aspettare. Ma non è tutto.

Le premesse per un disco dopo tutto scontato c’erano, l’artista bello e dannato, la produzione affidata ad un hit maker navigato come Naughty Boy, la voglia di diventare il nuovo sex symbol della musica mondiale: e invece Mind of Mine è un album innovativo, un viaggio mentale ancor prima che musicale, oltre ad essere ovviamente un piacevole cambio di direzione rispetto a tutto quello che avevamo sentito prima. Messo da parte il pop una volta per tutte, Zayn si diletta in uptempo R&B pure un po’ spinte (magistrale in questo caso il primo singolo PILLOWTALK, o ancora Truth) e in pezzi lenti che, se in alcuni casi “standard” come Fool for you cozzano un po’ con il resto, in altri suonano già come piccoli classici, come l’incantevole iT’S YoU, che sembra una versione 2.o di Fix You dei Coldplay.

Il vero punto forte dell’album è però la contaminazione con l’elettronica, che lungi da diventare la solita ritrita EDM di stampo commerciale (Zayn Malik non ha intenzione, fortunatamente, di diventare il nuovo Usher) si modula con chitarre elettriche, distorsioni varie ed eventuali (stupenda BoRdErSz, che racconta di una passione portata ai limiti della sopportazione) e richiami più o meno palesi alla dance di stampo europeo, come nel caso di Wrong (in collaborazione con Kehlani) o ancora di uno dei pezzi più belli in assoluto, rEar vIeW, una canzone fulminante che gli One Direction non avrebbero mai avuto il coraggio di fare ma che avremmo visto benissimo nelle mani di un duo come i Disclosure. In questo flusso sonoro così particolare resta quasi in secondo piano un pezzo pur molto forte come LIKE I WOULD, legato però ad uno stereotipo danzereccio che ben poco ha a che fare con il rinnovato Zayn.

Mind of Mine non è tuttavia un disco per tutti i gusti, e ci mancherebbe altro: con questo suo impressionante esordio discografico Zayn ha voluto dare un netto taglio al passato che l’ha reso la celebrità che è oggi, fatto di canzoni lineari, semplici, dirette e orecchiabili, forse pure troppo. Se da quest’album vi aspettate uno Zayn piacione e accondiscendente, forse è meglio che cambiate prospettiva; se al contrario siete appassionati delle sperimentazioni e dell’effetto sorpresa quantomeno uno o due ascolti glieli dovete concedere. Sarà un’esperienza quasi mistica, ve lo assicuro.

Che ne pensate di Mind of Mine di Zayn Malik?

zayn malik

Tracklist

“Mind of mindd” (intro)
“Pillow talk”
“It’s you”
“Befour”
“She”
“Drunk”
“Intermission: flower”
“Rear view”
“Wrong” (feat. Kehlani)
“Fool for you”
“Borderz”
“Truth”
“Iucozade” “Tio”
“Blue”
“Bright”
“Like i would”
“She don’t love me”

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