Vigilantes tra i laureati: niente scherzi alla Bocconi

di Francesca Parravicini

La laurea è il traguardo più ambito da ogni studente: dopo anni di studio e di fatiche si riceve un agognato riconoscimento e ci si può buttare nel mondo del lavoro (è quello che tutti si augurano). Ovviamente una grande gioia, un motivo per festeggiare. Eppure sembra che la festa debba avere un freno, almeno all’università commerciale Luigi Bocconi di Milano.

Vigilantes tra la folla

A partire dall’ultima sessione di laurea, nella settimana dal 29 marzo al 4 aprile, gli studenti bocconiani hanno notato una nuova presenza alle feste di laurea: uomini dalla stazza imponente, professionisti esterni all’università, vestiti di nero, senza alcun cartellino, sempre in coppia. Devono tenere la situazione sotto controllo (prima c’erano solo i bidelli a vigilare) ed evitare eventuali eccessi come laureandi che corrono vestiti da pollo o bagni di champagne tanto per intenderci.

Le opinioni delle due parti

Tutte le classiche e plateali manifestazioni di gioia post-laurea vengono dunque frenate, con il malcontento generale degli studenti, che vedono dissiparsi una tradizione importante, fatta di gesti goliardici e ironici di chi ha faticato per raggiungere un obbiettivo importante. D’ altro canto l’amministrazione dell’ateneo sottolinea l’importanza del controllo, che non è repressione, per evitare situazioni di rischio e avanza la proposta di creare un sistema di prenotazioni per essere invitati alle feste di laurea. Forse misure un po’ troppo drastiche, anche perché, come ha dichiarato Pavesi, consigliere delegato dell’ateneo e favorevole al provvedimento, "non è mai stata rotta una bottiglia".

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