Troye Sivan: la recensione del Bloom Tour al Fabrique di Milano

di Alberto Muraro

Quant’è bella giovinezza” scriveva Lorenzo de Medici ne Il trionfo di Bacco e Ariana. Qualcosa di molto simile, seppur con un approccio leggermente diverso, lo canta Troye Sivan nella bellissima Youth, uno dei singoli estratti dal suo primo disco, Blue Neighbourhood.

La giovinezza è un dono prezioso, da concedere solo a chi se lo merita davvero. E Troye, considerata l’accoglienza ricevuta ieri sra da parte dei giovanissimi presenti al suo live al Fabrique, questo regalo se l’è guadagnato, eccome.

Troye Sivan torna in Italia per presentare un nuovo disco, il delicato Bloom, racconto di un non più adolescente che inizia a scoprire i misteri della carne, il piacere fisico, ma anche i dolori dell’età più adulta. L’album, che dopo tutto segue la scia dell’electropop del suo predecessore, è senza ombra di dubbio uno dei più validi dello scorso anno e, poco ma sicuro, suonato dal vivo è uno spettacolo.

Dalla sua parte, Troye Sivan ha una presenza scenica devastante e un’energia rara, che compensano forse una vocalità non esattamente travolgente. Ma poco importa. Troye c’è, esiste, non è un burattino che fa il suo compitino. Il cantante è piuttosto una star del pop fatta e finita che non perde mai l’attenzione dal suo pubblico.

troye

Una dopo l’altra, il cantante spara le sue cartucce. E che cartucce! Le danze prendono il via con l’esibizione a sorpresa dalla balconata del Fabrique sulle note dell’inno generazionale Seventeen, in un crescendo di emozioni fatte di beat e luci strobo (e rainbow). Troye è attentissimo ai suoi fan LGBT, ai quale dedica, fra le altre, la toccante Heaven, pezzo ispirato al suo coming out e accompagnato da un suggestivo arcobaleno sullo sfondo.

Niente è lasciato al caso nel Bloom Tour, niente è banale. Ecco che anche i pezzi più lenti (come il gioiellino The Good Side) si trasformano all’improvviso in “bops” e il locale diventa all’improvviso in una discoteca dove ballare. Troye Sivan in questo senso è un folletto che salta e danza sul palco senza sosta, proprio come nel video di Dance to this con Ariana Grande. Vederlo sul palco equivale a cliccare play su uno dei suoi video ufficiali. Niente di più, niente di meno.

Troye Sivan, da molti punti di vista, è la popstar definitiva, e nel caso avessimo avuto ancora dei dubbi a riguardo, ce l’ha dimostrato ieri sera. Giovane, fresco, originale, ma soprattutto senza filtri, l’artista ci ha conquistati, e forse stupiti, più di quanto ci saremmo mai aspettati. La nostra giovinezza è tua, caro Troye.

C’eravate anche voi al concerto di Troye Sivan al Fabrique?

Scaletta Troye Sivan Bloom Tour Fabrique Milano 11 marzo 2019

Seventeen

Bloom

Plum

Heaven

Fools

Lucky Strike

Wild

I’m So Tired

Postcard

The Good Side

What a Heavenly Way to Die

Bite

1999

Dance to This

Animal

BIS

Youth

My My My!

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