Studenti in rivolta: i due giovani arrestati sono stati liberati

di admin

Portando avanti lo slogan "Riprendiamoci il nostro fututo" mercoledì 17 novembre gli studenti di tutta Italia sono scesi in piazza per manifestare contro la Riforma Gelmini. Studenti di scuole superiori ed università si sono uniti in diversi cortei per rendere pubblica la loro disapprovazione nei confronti dei tagli alle scuole pubbliche e dell’aumento delle tasse universitarie.

Mentre in tutte le città i sit ed i presidi si sono svolti in maniera pacifica, Milano è stato teatro di tensioni tra polizia e studenti. Nello specifico il corteo di 400 giovani appoggiato ai centri sociali era stato organizzato contro lo sgombero del liceo civico serale Gandhi. La manifestazione non autorizzata è stata quindi bloccata dalla polizia che si è scontrata con i giovani. Quattro giovani sono stati portati in Questura, due di loro sono stati arrestati ed hanno trascorso la notte lì, e ieri sono stati processati per direttissima. Matteo Tunesi e Gianmarco Peterlongo, accusati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, sono stati liberti subito dopo che il giudice ha convalidato il loro arresto e non ha disposto nessuna misura cautelare. Il vicesindaco in merito alla scarcerazione ha dichiarato:"Non avevamo dubbi che i due studenti arrestati sarebbero stati subito liberati… Una prassi, quella della scarcerazione facile e dei processi fissati a distanza, che accomuna il trattamento degli affiliati ai centri sociali ai clandestini, puntualmente rimessi in libertà. Sistema che finisce per rendere più difficile la tutela dell’ordine pubblico da parte delle forze dell’ordine. Che paradossalmente saranno messe sotto accusa, nel classico stravolgimento e deformazione della realtà cui siamo da tempo abituati". Il ministro Gelmini ha inoltre dichiarato: "I manifestanti, per lo più legati al mondo dei centri sociali, non rappresentano certo i milioni di ragazzi che studiano e si impegnano e che sperano di trovare nelle scuola, non un luogo di indottrinamento ideologico ma un’istituzione che li prepari a un vero lavoro".

I rappresentanti dei collettivi più importanti dello stivale promettono che scenderanno nuovamente in piazza, e che non si fermeranno nella protesta contro la riforma della "ministra". La situazione nei licei sembra essere molto agitata, e l’impressione è che gli scontri di mercoledì siano soltanto la punta dell’iceberg. Il liceo serale Gandhi di Milano è solo una delle numerose realtà in difficoltà nel panorama dell’offerta scolastica italiana. Sono molte le scuole nelle quali mancano investimenti sia sulle strutture che sulle risorse. Tutto ciò si riflette sui giovani, che a prescindere dallo schieramento politico, sembrano preoccupati e in apprensione per la loro istruzione.

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