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Sciopero della scuola: Veltroni propone il referendum

scritto da admin

Le orde di studenti che si sono accalcate per le vie, le piazze e i palazzi di Roma contro il decreto Gelmini non ne vogliono sentir parlare di tornare a scuola, così continuano la loro manifestazione, un po’ spiazzati dalla velocità con cui il senato ha varato la legge che credevano di poter ostacolare.

Tra gli scioperanti anche bambini
Oggi sciopero: si vedono studenti di ogni tipo per strada, da quelli che urlano proteste contro il decreto o contro il governo in generale a ragazzi e ragazze che ancora non hanno ben capito cosa stia succedendo ma ne approfittano per una giornata lontano dai banchi.
Dai dottorandi universitari senza borsa di studio alle insegnanti di scuole elementari. Ma si vedono anche bambini a cui i genitori in corteo hanno insegnato una nuova filastrocca sulle note della canzone "i watussi": anziché cantare "nel continente nero" i bambini recitano, leggendo da un foglio "occupiamo il ministero, (para ponzi ponzi pò)".

Veltroni propone il referendum
Confortato dalla massiccia adesione popolare ai cortei dei giorni scorsi e allo sciopero di oggi, il capo dell’opposizione Walter Veltroni ha proposto il referendum come unico modo per abrogare la legge 133, che tuttavia, essendo un decreto finanziario, non potrà in ogni caso essere abrogato interamente. Per questo motivo e anche per l’insuccesso di tutti i referendum realizzati (con grande dispendio pubblico) dal 1995 ad oggi (da allora non si è mai raggiunto il quorum per considerare validi i voti), il premier Berlusconi ha accusato l’opposizione che "inganna e prende in giro tanti ragazzi".
Veltroni ha invece dichiarato le sue motivazioni affermando che la riforma non si fa con tagli ai bilanci della scuola, che ”il riformismo non e’ la versione bene educata della tradizione o una forma di moderatismo, e’ cambiamento radicale”.
I tempi lunghi del referendum fanno prevedere che, se tutto andasse bene per l’opposizione, si voterebbe nel 2010 (così afferma l’UDC, proprio per questo motivo contraria al referendum). Nel frattempo aspettiamo concrete proposte che cambino radicalmente, appunto, il nostro sistema scolastico.

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Immagine: Flickr.com