Tempo fa ho scoperto a Milano un paio di posticini dove è possibile gustare dello street food siciliano (anzi, palermitano, per essere più precisi) sinceramente clamoroso. La scelta delle leccornie a disposizione varia dalle arancine ai cannoli passando per mini cassate, panzerotti, e chi più ne ha più ne metta. Di siciliani, personalmente, ne conosco tanti e non mi stupisco che ogni volta che si parla di cibo si scaldino facilmente: la qualità di ciò che la loro terra produce è indubbia ed è giusto andarne fieri. Un discorso piutosto simile lo possiamo fare anche con la musica.

Personalmente non credo che la Trinacria abbia dato del tutto per caso i natali a grandi artisti come Franco Battiato, Carmen Consoli o i Marta sui Tubi, giusto per dirne un paio: è indubbio che il sole dell’Isola, il suo mare, la sua terra, la cenere dell’Etna abbiano in qualche modo avuto un’influenza sui loro prodotti artistici, un po’ come Caos aveva fatto sull’estro di Pirandello. Ecco prché quando la catanese Claudia Lagona in arte Levante ha confermato la mia teoria sul rapporto fra musica e “sicilianità” non avrei potuto essere più felice: il suo terzo disco, Nel Caos di stanze stupefacenti, sviluppa ulteriormente questa sua innata originalità e freschezza, confermando in effetti il suo ruolo di ideale erede della Cantantessa.

Il disco è composto di 12 tracce che corrispondono alla dozzina di stanze all’interno delle quali Levante si è rinchiusa per ritrovarsi nel frastuono del silenzio e riprendere in mano una vita che, dopo una palese delusione amorosa, sembra essere andata completamente in frantumi. Levante cade dalla poltrona dove si è messa a strimpellare, utilizzando la musica come palliativo del dolore, e cade su se stessa, sulle sue fragilità e la sua interiorità, rappresentata da uno specchio che riflette le innumerevoli sfumature di una donna ferita (Le mie mille me).

In effetti, è proprio il suo Ego ad essere al centro del disco, con tutta la sua forza trascinante. Sì, Nel Caos di Stanze Stupefacenti è un disco incazzato, a tratti antipatico: è Levante ad esssersi presa carico di una relazione allo sfascio (Gesù Cristo Sono io), è Levante il motivo delle altrui lacrime (e non viceversa, come si racconta in IO ero Io), è Levante che si può permettere di maledire l’altro, traditore e bugiardo (nella splendida Io ti maledico). In questo senso, concedetemi l’opinione di un maschietto, Levante è “donna” con la D maiuscola.

Non c’è però soltanto la sofferenza di un amore finito ne Nel Caos: l’artista infatti racconta con la delicatezza e l’ambiguità di una filastrocca per bambini la storia di un’amica omosessuale (è il caso del gioiellino di Santa Rosalia) e con il piglio ironico di Max Gazzé i tira e molla di una relazione totalizzante ma allo stesso tempo distruttiva (in Pezzo di me). Il primo singolo estratto, la notevole Non me ne frega niente, denuncia invece l’uso smodato che facciamo dei social e di quanto possiamo scadere nel ridicolo pubblicando foto, video e stati che di fatto non interessano a nessuno (o che infastidiscono molti).

Levante si presenta così come donna ferita ma anche e soprattutto pronta a gridare e lottare, manifestando in questo modo il suo lato più aggressivo e se vogliamo pure un po’ cannibale (Di tua bontà). È tutto molto bello Claudia, vivissime congratulazioni per questo tuo nuovo progetto: spero soltanto di non dover mai dover a che fare con te da un punto di vista sentimentale, temo tu sia di quelle tipe “toste” che fanno le pulci sulle doppie spunte blu delle conversazioni su Whatsapp.

Che cosa ne pensate di Nel caos di stanze stupefacenti di Levante?

 

 

 

Tracklist

1. Caos
2. 1996 La stagione del rumore
3. Io ti maledico
4. Non me ne frega niente
5. IO ero io
6. Gesù Cristo sono io
7. Diamante
8. Pezzo di me (feat. Max Gazzè)
9. Santa Rosalia
10. Le mie mille me
11. Sentivo le ali
12. Di Tua Bontà