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Fedez e J-Ax: audio, testo e significato di Allergia feat. Loredana Berté

scritto da Alberto Muraro

Fra i tantissimi collaboratori presenti in Comunisti col rolex, il nuovo album di Fedez e J-Ax. figura anche il nome di Loredana Bertè, la celebre interprete di brani iconici come Non sono una signora e E la luna bussò. Il featuring si intitola Allergia ed è stato così commentato dai suoi autori:

L’album è una fusione di mondi e stili musicali differenti, di cui la coppia Ax/Fedez rappresenta il centro. In Allergia, questo processo viene celebrato dalla inconfondibile voce della Bertè che canta su un ritornello firmato da Calcutta.

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Qui sotto trovate il testo di Allergia di Fedez, J-Ax e Loredana Bertè: che ne pensate?

Testo

È l’allergia che mi muove verso i sogni e il futuro
Oggi non voglio vedere nessuno
Tu mi lasci e mi prendi
Esplosivi deserti
Il suono della primavera che dura di meno di uno starnuto

Allergico a chi i soldi non li ha mai sudati
È uno scherzo candid camera dei deputati
E come stiamo ce lo leggi in faccia
Cittadini dello stato d’ansia
Le lacrime che bruciano quando escono dai pulpiti
Non hai spina dorsale sono allergico ai molluschi
La testa in multisala io mi faccio i film
Perché è molto meglio che restare qui
La vita che ti viene incontro corre a fari spenti
Devi saper fare affari insieme ad affaristi esperti
Con esperimenti fatti solo sopra a un certo rango
La gente terra terra quando piove si fa fango
La luna ha mille facce ma ne mostra solo una
Vado in shock anafilattico pizzico di sfortuna
Mentono da tempo immemore addestrati per dividere
Ci dettano le regole perché non sanno scrivere

È l’allergia che mi muove verso i sogni e il futuro
Oggi non voglio vedere nessuno
Tu mi lasci e mi prendi
Esplosivi deserti
Il suono della primavera che dura di meno di uno starnuto
È l’allergia che mi sposta
Che mi muove le ossa
Che mi prende la mano con forza
E qualche volta anche per i piedi
Per fare si che io non anneghi
O che ritorni quello di una volta

Da ragazzo mi chiedevi se stavo bene
Così secco mi si vedevano le vene
Il dottore perché non mangiavo ed ero blu
Mi diede il tavor e io pazzo ci ho bevuto su
Ci stavo dentro solo quando ero fuori perché
Per distruggere il mondo partivo da me
L’alcol come medicina per la noia poi alla fine della storia sulla schiena Senti il peso dello scimpanzé
Ma la musica ribelle prude sulla pelle
Sono allergico al contatto con la polvere di stelle
Non so pensare in piccolo allergico al compatto
Meglio precipitare spesso che volare basso
Da ragazzi soffrivamo una fame diventata bulimia
E poi allergia alimentare
Ma per scrivere io devo alimentare l’allergia

È l’allergia che mi muove verso i sogni e il futuro
Oggi non voglio vedere nessuno
Tu mi lasci e mi prendi
Esplosivi deserti
Il suono della primavera che dura di meno di uno starnuto
È l’allergia che mi sposta
Che mi muove le ossa
Che mi prende la mano con forza
E qualche volta anche per i piedi
Per fare si che io non anneghi
O che ritorni quello di una volta

Non riesco a trovare una strada, figurati cara se cerco il nirvana
La fama ripaga, riassumo la trama
C’è un medico in sala
Mi crolla il morale in mezzo a questo figlio di Putin
La saliva è curativa, noi ci prendiamo gli sputi