A tale e Quale Show Tullio Solenghi ricorda Giorgio Faletti (video e testo)

di Laura Valli

Anche questa sera, venerdì 25 novembre, Rai 1 ci ha regalato un nuova puntata del Torneo di Tale e Quale Show, condotta come sempre da Carlo Conti.

A partire dalle ore 21.20 nel terzo e ultimo appuntamento con la sfida tra vecchi e nuovi concorrenti, abbiamo scoperto insieme chi si è aggiudicato il Torneo della sesta edizione.

A valutare le imitazioni questa sera non si è impegnata solo la giuria, ma anche il pubblico da casa tramite il televoto.


Durante le scorse seratesi sono susseguite un serie di splendide esibizioni, corredare dalle tantissime emozioni che i l pubblico da casa ha scelto affinché venissero eseguite in diretta.

In questo Gran Finale Tullio Solenghi con la sua innata bravura si è messo alla prova con un personaggio decisamente particolare, ha imitato il poliedrico Giorgio Faletti, durante la sua partecipazione al festival di Sanremo del 1994.

Di seguito potete vedere il video dell’esibizione di Tullio Solenghi e leggere il testo e del brano interpretato. Cosa ne pensate?


Tullio Solenghi imita Giorgio Faletti mentre canta Signor Tenente

Signor tenente – testo

Forse possiamo cambiarla ma è l’unica che c’è
Questa vita di stracci e sorrisi e di mezze parole
Forse cent’anni o duecento è un attimo che va
Fosse di un attimo appena
Sarebbe come
Tutti vestiti di vento ad inseguirci nel sole
Tutti aggrappati ad un filo e non sappiamo dove

Minchia signor tenente che siamo usciti dalla centrale
Ed in costante contatto radio
Abbiamo preso la provinciale
Ed al chilometro 41 presso la casa cantoniera
Nascosto bene la nostra auto c’asse vedesse che non c’era
E abbiam montato l’autovelox e fatto multe senza pietà
A chi passava sopra i 50 fossero pure i 50 di età
E preso uno senza patente

Minchia signor tenente faceva un caldo che se bruciava
La provinciale sembrava un forno
C’era l’asfalto che tremolava e che sbiadivo tutto lo sfondo
Ed è così tutti sudati che abbiam saputo di quel fattaccio
Di quei ragazzi morti ammazzati
Gettati in aria come uno straccio caduti a terra come persone che han fatto a pezzi con l’esplosivo
Che se non serve per cose buone può diventar così cattivo
Che dopo quasi non resta niente

Minchia signor tenente e siamo qui con queste divise
Che tante volte ci vanno strette
Specie da quando sono derise da un umorismo di barzellette
E siamo stanchi di sopportare quel che succede in questo paese
Dove ci tocca farci ammazzare per poco più di un milione al mese
E c’è una cosa qui nella gola, una che proprio non ci va giù
E farla scendere è una parola
Se chi ci ammazza prende di più di quel che prende la brava gente

Minchia signor tenente lo so che parlo col comandante
Ma quanto tempo dovrà passare
Che a star seduto su una volante la voce in radio ci fa tremare
Che di coraggio ne abbiamo tanto
Ma qui diventa sempre più dura quanto ci tocca fare i conti con il coraggio della paura
E questo è quel che succede adesso
Che poi se c’è una chiamata urgente se prende su e ci si va lo stesso
E scusi tanto se non è niente

Minchia signor tenente per cui se pensa che c’ho vent’anni
Credo che proprio non mi dà torto
Se riesce a mettersi nei miei panni magari non mi farà rapporto
E glielo dico sinceramente
Minchia signor tenente

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