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Anni da cane: la recensione del film con Aurora Giovinazzo

scritto da Federica Marcucci
anni da cane

Presentato ad Alice nella Città, Anni da cane è un dramedy young adult che esplora l’idea che crescere non equivale necessariamente a correre durante il tragitto.

Diretto da Fabio Mollo, il film vede come protagonista Aurora Giovinazzo (che vedremo a breve al cinema con Freaks Out). A fianco a lei anche Isabella Mottinelli, Federico Cesari, Luca Vannuccini, Marta Losito, Romana Maggiora Vergano, Paola Gioia Kaze Formisano, Sabrina Impacciatore. Nel film ci sarà anche una performance cameo di Achille Lauro che per il film ha scritto il pezzo Io e te.

Il film arriverà su Prime Video in Italia dal 22 ottobre e in oltre 240 Paesi e territori nel mondo dal 26 novembre.

anni da cane

La trama del film 

Anni da cane racconta la storia di Stella, un’adolescente impacciata, cinica, piena di immaginazione e tormentata. Dopo un incidente in auto che le cambia la vita e in cui è coinvolto anche un cane, si convince che i suoi anni vadano contati come quelli dei cani: uno ne vale sette, e ora che sta per compiere sedici anni, in realtà, è una centenaria.

Per questa ragione, Stella crede che le rimanga poco tempo da vivere e decide di stilare una lista di tutte le cose che vuole fare prima di morire. Con l’aiuto dei suoi migliori amici, Nina e Giulio, la ragazza comincia così a vivere la sua vita al massimo, bruciando le tappe per paura di non avere tempo per fare tutte le esperienze. Ma l’incontro casuale con Matteo, un coetaneo timido e introverso, metterà tutto in discussione, stravolgendo totalmente la sua prospettiva.

È difficile diventare grandi…

Con un gioco di parole che richiama la “vita da cani”, Anni da cane è un film che ci presenta una protagonista che non riesce a trovare il suo posto del mondo. Complice un tragico evento passato con cui non è riuscita a fare i conti, la ragazza vive correndo: molto spesso ferendo chi le sta accanto e non riuscendo a dare importanza alle piccole cose di tutti i giorni.

Vivere al massimo è infatti una costante del nostro presente così veloce e, sopratutto, di una Generazione quella Z che sembra essere sempre più impaurita da un contatto umano profondo.

Questo Anni da cane riesce a restituircelo in modo spiritoso e genuino, sopratutto per quello che riguarda la caratterizzazione della protagonista il cui destino è, non a caso, legato a doppio filo a quello del suo cane. Il film arranca però negli eventi centrali, cadendo in una serie di cliché tipici del dramedy.