Tha Supreme: la recensione del disco 23 6451

di Alberto Muraro
Tha Supreme

C’è tutta una nuova generazione di rapper che negli ultimi anni stanno letteralmente rivoluzionando la scena. E Tha Supreme, in questo senso, ne è uno dei maggiori rappresentanti.

Esce quest’oggi, 15 novembre, 23 6451, il primo disco del rapper (all’anagrafe Davide Mattei), un progetto che promette di diventare il nuovo punto di riferimento del rap italiano. L’album d’esordio di Tha Supreme, composto da 20 (brevi) canzoni potrebbe essere descritto con una sola parola: spiazzante.

La recensione del disco di Tha Supreme

Tha Supreme

The Supreme stupisce per l’incredibile originalità e freschezza delle sue barre, ma anche e soprattutto delle sue produzioni. Nonostante sia giovanissimo (l’artista è a malapena maggiorenne) Matte ha già le idee chiare, anzi chiarissime. E non ha alcuna intenzione di adattarsi alle mode o essere accondiscendente.

Come ripete più di qualche volta nella devastante sw1ng0, a Tha Supreme piace “swingare le parole”. Stare dietro alle sue rime e alle sue frasi è praticamente impossibile, ma è proprio questo uno dei suoi punti di forza. L’imprevidibilità,  la capacità di lasciarti sempre a bocca aperta.

Le 20 canzoni di 23 6451 sono un viaggio nel “nuovo che avanza” del rap italiano, una musica tagliente e acida che a tratti però si concede anche qualche momento di tenerezza (come nel caso della “ballad” m12ano, insieme alla sorellina Mara Sattei).

23 6451 è anche un banco di prova per un producer del quale da qui ai prossimi mesi sentiremo tantissimo parlare. D’altra parte, già l’incredibile parterre de rois di ospiti (Marracash, Mahmood, Fabri Fibra, Dani Faiv, Nitro..) conferma quanto Tha Supreme sia “l’artist to watch” del 2020.  Se già con Perdonami di Salmo ci aveva fatto capire di che pasta è fatto, grazie al disco esordio abbiamo finalmente avuto la conferma che Tha Supreme è un talento, puro, cristallino e da non sottovalutare. Non c’è che dire, è decisamente nata una stella.

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