RFF13: Beautiful Boy – la consacrazione definitiva di Timothée Chalamet

di Federica Marcucci

“Close your eyes/Have no fear/The monster’s gone/He’s on the run/And your daddy’s here/Beautiful, beautiful, beautiful/Beautiful boy”. Il momento in cui ascoltiamo la struggente canzone di John Lennon, che dà anche titolo al film, siamo invasi da tutta la potenza e la dolcezza di un racconto come Beautiful Boy.

Tratto dai bestseller di David Sheff e Nic Sheff, padre e figlio nella finzione cinematografica e nella realtà, il film affronta senza alcun tipo di filtro la forza e la bellezza del legame padre figlio. Anche quando tutto pare sgretolarsi perché uno dei due sembra non farcela a uscire dallo spietato tunnel della droga.

Onesto, forte, Beautiful Boy non intende fare alcun tipo di morale. La storia, vera, che vediamo sullo schermo si focalizza piuttosto sulle sensazioni dei due protagonisti, mettendo in risalto le loro potenzialità e le loro debolezze.

Figlio di genitori separati, Nic è legato al padre David da un rapporto speciale. È la sua creatura, il suo “più di tutto”. Il suo bellissimo ragazzo. Nic è bravo a scuola, scrive e riesce negli sport. Tuttavia è anche una persona sensibile; forse troppo sensibile.

Non comprende quale sia il suo posto nel mondo e avverte il peso di un padre che conosce perfettamente tutte le sue potenzialità. Alienato e confuso, Nic si perde tra i suoi disegni e le sue letture di “belli e dannati”. Finché non inizia a drogarsi. Sarà per l’inizio di una lotta contro sé stessi e, per David, di una lotta per riuscire ad aiutarlo.

Facendo luce sulla piaga della dipendenza da sostanze stupefacenti, Beautiful Boy è tuttavia molto diverso da altri film che trattano lo stesso argomento. Nic non viene dipinto come un drogato disadattato, anzi. Lui è bello, intelligente, è bravo a scrivere ma si perde. Questo è quello che rende il racconto tragico, ma anche reale, credibile.

Timothée Chalamet inoltre si dimostra la scelta più azzeccata per interpretare un ruolo che necessitava di una performance né scomposta né troppo misurata. La rabbia e la frustrazione trasudano dal suo personaggio con un’irruenza che ricorda molto quelle di alcuni grandi interpreti di antieroi degli anni ’70. Basti pensare a Jack Nicholson.

Steve Carell, che recentemente aveva dato prova del suo talento drammatico in La battaglia dei sessi, è perfetto per dare vita al giornalista David Sheff. Un padre che intraprende un percorso folle insieme a suo figlio per tenere insieme la sua famiglia.

Beautiful Boy è anche impreziosito da una colonna sonora che fa riferimento alle tante canzoni citate nei libri dei veri David e Nic. Oltre alla canzone del titolo possiamo ascoltare David Bowie, i Nirvana, Neil Young e i Sugur Rós.

Beautiful Boy è diretto da Felix Van Groeningen (Alabama Monroe). Nel cast oltre a Steve Carell e Timothée Chalamet anche Maura Tierney, Amy Ryan e Timothy Hutton.

Guarda il trailer del film:

Andrete a vedere Beautiful Boy quando uscirà in sala?

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