Michele Bravi torna in concerto a Milano: la recensione di una serata meravigliosa

di Alberto Muraro
Michele Bravi

Michele Bravi è tornato. E non avrebbe potuto farlo nel modo più suggestivo. Dopo tanti mesi di assenza dalle scene, l’artista vincitore di  X Factor si è esibito ieri sera al Teatro San Babila di Milano, dando vita ad un concerto semplicemente meraviglioso.

La recensione del concerto di Michele Bravi

Suggestivo, emozionante, struggente sono gli unici termini che ci saltano in mente ripensando allo spettacolo che ieri sera Michele Bravi ci ha regalato. Per l’occasione, l’artista si è liberato da qualunque orpello ed è andato alla ricerca dell’essenza, quasi scarnificata, della musica. Voce e piano. Piano e voce.

Sul palco solo l’artista, due pianoforti e una struttura rotante dove arrampicarsi, nasconders e riapparire come un fantasma. Michele sale, scende, abbassa le luci, alza la voce, recita dei meravigliosi testi firmati da Andrea Bajani. Il live è qualcosa di straordinario, per intensità, per qualità dell’impasto vocale. E per scaletta.

Michele Bravi, ce lo racconta a cuore aperto, era a riguardo un po’ in ansia, non voleva deludere il suo pubblico:

Ero in paranoia per la scaletta. Avevo paura di annoiarvi. Spero che non stia succedendo. Sapete, avevo paura di non riconoscermi, di non ritrovarmi, di non riuscire ad orientarmi per tutto il tempo. Il maestro Andrea Manzoni sa benissimo quante paranoie mi sono fatto. Poi mi sono detto, c’è una tendenza, un fastidio, una sorta di reazione negativa quando qualcuno dice “Lui canta le canzoni d’amore”. Sì, io le canto, e lo dico. Io canto le canzoni d’amore.

La nebbia, che è la prima parola con cui Michele ha voluto aprire il live, sembra in realtà essersi diratata. L’artista ha sottolineato che questa strana parola è stata la stessa che gli ha permesso di continuare a credere nell’immaginazione. La stessa di cui ha cantato in uno dei brani, celebre pezzo estratto dalla colonna sonora de La Fabbrica di Cioccolato.

Per Michele, questa foschia, questo velo che copre tutte le cose, non esiste più. Ora, al contrario, di fronte a lui c’è un intero universo. E questo perché, citando l’artista,  “quando sei nella nebbia è come avere un foglio di carta bianco davanti agli occhi”. La prima pagina sulla quale iniziare a scrivere un nuovo capitolo.

Scaletta Michele Bravi Teatro San Babila 18 ottobre 2019

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