Maturità 2019 – Seconda Prova: la traduzione di Vita di Galba di Plutarco

di Alberto Muraro

Plutarco è l’autore di lingua greca scelto dal Miur per la seconda prova della Maturità 2019, che si sta svolgendo proprio in questi minuti in tutti i licei classici d’Italia.

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Come già saprete, la Seconda Prova della Maturità 2019 è molto diversa a quella degli anni precedenti. Con l’eliminazione della Terza Prova, infatti, gli studenti devono fare fronte ad una prova multidisciplinare. Per questa “nuova edizione” della Maturità, a proposito, gli studenti del classico hanno dovuto affrontare anche una versione di Tacito.

Mentre per quanto riguarda in latino ai maturandi è stata chiesta una traduzione di Fine di Galba di Tacito.

Qui sotto trovate la traduzione dell’estratto di Plutarco proposto alla Maturità 2019:

Quel giorno, di buon mattino, Galba sacrificava sul Palatino alla presenza di amici l’aruspice Umbricio, nel prendere in mano le viscere della vittima per seminarla, non in modo oscuro ma chiaramente disse di vedere segni di un grandes scompiglio ed un pericolo di tradimento incombente sul capo dell’imperatore, attento a quanto veniva detto e mostrato da Umbricio. Poiché era sconvolto e cambiava continuamente colore per la paura, gli si avvicinò il suo liberto Onomastr e gli disse che gli architetti erano arrivati e lo aspettavano a casa. Era questo il segnale del momento in cui Otone doveva andare incontro ai soldati.

Dicendo dunque che aveva comprato una vecchia casa e voleva mostrare le parti sospette ai venditori se ne andò e scendendo attraverso i cosiddetti palazzi siberiani andò verso la piazza dove si innalza una colonna aurea, alla qual terminano tutte le strade costruite in Italia. Dicono che i primi ad accoglierlo qui e e a salutarlo imperatore fossero non più di 23. Per questo, benché non fosse debole di animo così come era debole e molle fisicamente e fosse invece audace e impassibile di fronte ai pericoli, si spaventò.

I presenti non permisero che tornasse indietro, ma circondando la sua lettiga con le spade in pugno ordinarono che venisse portato via, mentre lui ripeteva sottovoce che era perduto e incitava i portantini ad affrettarsi. Alcuni sentirono e furono sorpresi più che turbati dalla esiguità del numero di coloro che avevano osato l’impresa.
Mentre in questo modo lo portavano attraverso il foro, si presentarono altrettanti soldati e poi altri ancora si unirono in gruppi di tre o quattro.

Che ne pensate di questa versione proposta al liceo classico durante la Maturità 2019?

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