Maturità 2019 – Seconda Prova: la traduzione di Fine di Galba di Tacito

di Alberto Muraro
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Si è tenuta questa mattina, 20 giugno, la Seconda Prova della Maturità 2019, storicamente quella più temuta da parte di tutti gli studenti d’Italia. Il compito, infatti, verte su una o più delle materie caratterizzanti l’indirizzo di ogni singolo istituto. Anche se, per quest’anno, le cose cambiano un bel po’.

maturità

Secondo il volere del MIUR, Prova della Maturità 2019 è infatti per la prima volta multidisciplinare. Con l’eliminazione della Terza Prova, infatti, in questo senso test si sono aggiunte, potenzialmente, una o più materie all’interno dello stesso compito.

Al liceo classico, per esempio, è stata proposta la traduzione di una versione di Tacito e di Plutarco. Entrambe erano basate sulla fine di Galba.

Qui sotto trovate il testo della versione in latino e la sua relativa traduzione.

Pre-testo

Nel frattempo Ottone, che non poteva sperar nulla del ristabilimento dell’ordine, anzi, fondava sul disordine ogni suo piano, era assillato da molti stimoli. Un fasto che sarebbe stato oneroso anche ad un principe, un’indigenza a mala pena tollerabile da un privato, ira contro Gaiba, invidia contro Pisone. Creava anche timori a sé stesso, per eccitare la propria bramosia. [Pensava che] bisognava quindi osare ed agire. mentre l’autorità di Galba era debole e quella di Pisone non ancora consolidata. Le mutazioni di governo sono propizie ai grandi tentativi e non serve temporeggiare là dove l’inazione è più dannosa dell’audacia.

Testo

Octavo decimo kalendas Februarias sacrificanti pro aede Apollinis Galbae haruspex Umbricius tristia exta et instantis insidias ac domesticum hostem praedicit, audiente Othone (nam proximus adstiterat) idque ut laetum e contrario et suis cogitationibus prosperum interpretante. Nec multo post libertus Onomastus nuntiat expectari eum ab architecto et redemptoribus, quae significatio coeuntium iam militum et paratae coniurationis convenerat. Otho, causam digressus requirentibus, cum emi sibi praedia vetustate suspecta eoque prius exploranda finxisset, innixus liberto per Tiberianam domum in Velabrum, inde ad miliarium aureum sub aedem Saturni pergit. Ibi tres et viginti speculatores consalutatum imperatorem ac paucitate salutantium trepidum et sellae festinanter impositum strictis mucronibus rapiunt; totidem ferme milites in itinere adgregantur, alii conscientia, plerique miraculo, pars clamore et gladiis, pars silentio, animum ex eventu sumpturi.

Traduzione

Il quindici gennaio Galba stava sacrificando davanti al tempio di Apollo: l’aruspice Umbricio gli dichiarò che le viscere davano segni sinistri, predicendo insidie in agguato e un nemico in casa. Lo sente Otone, che gli era accanto, e vuole interpretarlo, rivoluzionandone il senso, di buon augurio per sé e propizio ai suoi disegni.

Passano pochi momenti e il liberto Onomasto annuncia che l’architetto e i costruttori lo aspettavano. Questa la frase convenuta per indicare che i soldati si stavano raccogliendo e che la congiura era pronta a scattare. Al suo allontanarsi, qualcuno gliene chiese motivo e lui lasciò intendere loro di essere in trattative per una vecchia casa di campagna, il cui stato di solidità andava prima verificato; poi, appoggiandosi al braccio del liberto, si avvia attraverso i palazzi di Tiberio, verso il Velabro e di là punta al miliare aureo nel foro, sotto il tempio di Saturno.

Qui lo salutano imperatore 23 guardie del corpo: Otone era preoccupato del ridotto numero dei presenti, ma essi lo fanno salire in fretta su una lettiga e, con le spade in mano, lo portano via. Sul il percorso si aggiungono altri soldati di analoga consistenza: alcuni perché complici, ma i più per la stranezza della scena, chi gridando e a spada levata, chi in silenzio e aspettando coraggio dall’evolversi della situazione.

 

 

 

Che cosa ne pensate di questa versione proposta alla Maturità 2019? Secondo voi era facile o difficile?

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