Matteo Mazzuca, intervista all' "ultimo pirata"

di admin

Se L’ultimo pirata – La clessidra del potere ci tiene con il fiato sospeso, aspettiamoci altrettanti colpi di scena col suo nuovo romanzo, appena uscito nelle librerie. Ne La nave nera – casa editrice Mondadori, 17 euro-, oltre a rincontrare i realistici personaggi che ci sono diventati amici con il primo romanzo, arriveremo alla chiave del mistero. L’autore, Matteo Mazzuca, è un ragazzo di vent’anni che vive in provincia di Milano e studia Linguaggi dei Media all’Università  Cattolica di Milano. All’età di soli 13 anni, portato dalla sua passione per i pirati, scrive una bozza di quello che poi diverrà  il suo Romanzo, con la R maiuscola. Si definisce un ragazzo come gli altri, ma con una grande passione per la scrittura e il cinema: oltre a Sergio Leone, adora Spielberg, Coppola, Scorsese e i film di fantascienza. Nel mondo della musica è appassionato del buon rock anni Settanta. Abbiamo incontrato Matteo proprio tra i chiostri dell’università e ci siamo fatti raccontare la genesi dei suoi romanzi.

Matteo Mazzuca si racconta

“Il primo libro è nato quasi per gioco. Durante le vacanze natalizie di terza media, mi misi in testa che dovevo scrivere un libro, un libro vero: ero curioso, oltretutto, di “provare” il lavoro dello scrittore, le sensazioni che si possono sentire nel mettersi a creare personaggi, atmosfere, situazioni. Così cominciai, con in mente solo l’inizio e quella che sarebbe stata l’ultima frase. Trascorsi sulle carte tre anni di lavoro dai ritmi molto altalenanti, e alla fine scrissi quella fatidica ultima frase! L’Ultimo Pirata è nato così”.

Il rapporto bene-male è forse una chiave di lettura di tutti i romanzi del genere fantasy: come si concretizza nel tuo romanzo?
Il rapporto bene-male è abbastanza particolare: considera che in un libro di pirati è difficile avere protagonisti pirati, appunto, paragonabili a degli stinchi di santo. Il loro mestiere è arrembare, depredare e ammazzare. Ma dietro questi personaggi si nascondono spesso motivazioni ben più nobili: vedi Spinn, il protagonista, costretto a diventare pirata per ritrovare il fratello. Per il resto, l’Ultimo Pirata è un libro dove anche se i buoni non sono così buoni,  i cattivi, invece, sono davvero cattivi!

Come riesci a definire e a descrivere così bene e in poche parole i personaggi?
Non so spiegartelo bene, questo: credo che nasca tutto dal fatto che i personaggi, nella mia testa, vivono. E posso dire di aver vissuto con loro per parecchi mesi, e quindi di averli conosciuti molto bene: sarà questo il motivo?

Restando sui personaggi: la bella sconosciuta, Selenia, dell’ultimo romanzo sembra prendere spunto da Nadia, protagonista di un altro romanzo del genere fantasy: Il mistero della pietra azzurra. Ci sono altri personaggi che non nascono completamente dalla tua fantasia, ma che hai preso spunto da altre opere?
Credo che in tutti i personaggi ci sia qualcosa di preesistente, caratteristiche altrui che si mischiano in modo da creare un mix totalmente nuovo. Ma oltre a Selenia, posso citarti il vecchio Elia, "esportato" da Moby Dick (e questo si coglie soprattutto nel primo volume).

C’è un messaggio in particolare che vuoi far passare alla nostra generazione?
Un messaggio particolare forse no. Ma spero che le pagine dei miei libri possano spingere i miei coetanei a non arrendersi mai e a credere nei propri sogni.

Perché allora le scene cruente?
Come dice Tarantino, nella finzione la violenza diventa un fatto estetico, visivo: e poi, se si segue la prima regola della scrittura (show, don’t tell), mostrare davvero quello che succede diventa fondamentale, se si vuole rendere più accattivante il racconto. Questo è un discorso che si applica a tutte le scene, non solo quelle violente.

Quali passaggi ha dovuto affrontare il tuo romanzo prima di venire alla luce?
Parecchi passaggi: prima è stato diviso in due, quindi, per forza di cose, la trama rielaborata. Ognuna delle due metà è stata scritta, riscritta e scritta ancora una volta! Poi tutto è passato sotto le mani degli editor, per poi tornare a me e infine alla casa editrice. È stato un processo lungo, faticoso, dove si è distrutto tutto di continuo per ricostruire qualcosa di nuovo cinque minuti dopo. Dimenticavo l’ultimo aggettivo: quando si finisce, è davvero esaltante!

Nel tuo manoscritto originale c’erano pezzi poi tagliati?
Ce ne sono stati moltissimi, spesso si trattava di descrizioni troppo lunghe che appesantivano il ritmo generale, aggettivi di troppo, ma anche semplici errori di distrazione (come quando in un film vediamo una ferita passare da un braccio all’altro di un attore, ad esempio).
I tagli dispiacciono sempre, ma devo ammettere che il 90% delle volte gli editor hanno ragione. Per uno scrittore è davvero difficile giudicare in maniera oggettiva il proprio lavoro, e per questo ringrazio Andrea Cotti e Sergio Rossi, maestri e compagni di viaggio in questa lunga avventura.

Come sei arrivato a fare lo scrittore?
La pubblicazione con la Mondadori è arrivata grazie al mitico Sandrone Dazieri, direttore della sezione Libri per ragazzi della casa editrice milanese, che ha scoperto il mio manoscritto tra le migliaia che ogni anno arrivano alla casa editrice. Ha creduto fin dal principio nelle potenzialità della mia storia, e gliene sono grato.

Molti sono ormai i film tratti dai romanzi di successo nel genere fantasy, non ultimo Eragorn tratto dal romanzo di Christoper Paolini. Ti piacerebbe vedere i personaggi che hai immaginato, le avventure che hai scritto muoversi nelle pellicole cinematografiche?
Eh, magari! Ci vorrebbero un sacco di soldi in effetti speciali, ma credo che la mia storia abbia un ottimo potenziale cinematografico, anche perché quando scrivo è proprio così che vedo le mie storie: proiettate al cinema. È un ottimo modo per visualizzare quello che si sta per scrivere, e immaginare un’inquadratura o un’altra influenza poi il modo con cui viene descritta a parole.

 

Per chi si fosse perso  L’ultimo pirata – La clessidra del potere, ecco un breve riassunto

Nella prima puntata, la storia narra di Spinn, un giovane ragazzo che ricorda ben poco del suo passato tranne un giuramento a se stesso: sarebbe diventato pirata e avrebbe ritrovato suo fratello, rapito da una banda di pirati.
Ben presto potrà esaudire questo suo desiderio e, imbarcatosi sulla Seabelt, tra addestramenti e vere e proprie battaglie vivrà una grandissima avventura.
I pirati però sono ignari del fatto che dietro la scia del loro veliero c’è una nave carica di forze oscure: è il Nero, padrone dei non vivi e dei non morti, creature demoniache vogliose di carne; l’esercito oscuro sembra però interessato non tanto alla ciurma, quanto al ragazzo.
Riuscirà Spinn con le sole forze sue e quelle dei suoi amici a combattere le forze del male? E quale relazione vi sarà tra lui e il Nero? 
 

 

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