Life Sentence: la recensione dei primi episodi della nuova serie con Lucy Hale

di Elisa Baroni
life sentence

Life Sentence, la nuova serie con protagonista Lucy Hale (Pretty Little Liars), è iniziate da un paio settimane. I primi due episodi non hanno convinto il pubblico americano di CW. Gli spettatori sono stati infatti solo 620 mila spettatori con un rating di 0.2. Un inizio non scoppiettante per una serie che forse invece merita una chance. Ecco in breve di cosa tratta questo nuovo comedy-drama. 

Otto anni fa a Stella è stato diagnosticato un cancro terminale. Da quel momento tutta la sua famiglia ha cercato in ogni modo di farle vivere al massimo gli anni che le rimanevano. Tra i molti desideri della ragazza c’era quello di “trovare l’anima gemella”. Il padre decide così di regalarle un viaggio a Parigi e sarà lì che Stella incontrerà (e sposerà) l’inglese Wes (Elliot Knight).

Inaspettatamente Stella riesce a guarire, una vera e propria Life Sentence (sentenza di vita ndr). Sarà così che si renderà conto che la famiglia perfetta che credeva di avere non è poi così perfetta. Il fratello Aiden, disperato all’idea di perdere l’unica persona che amava, non riesce più ad innamorarsi o a dare un senso alla sua vita. Passa da una donna all’altra, non lavora e non è indipendente.

Il padre ha speso molti soldi ed energie per Stella e il matrimonio con la moglie ha risentito della malattia. La madre di Stella si è infatti scoperta bisessuale. La sorella Elizabeth ha invece sacrificato la sua carriera di scrittrice per occuparsi della sorella malata e star vicino alla famiglia. Anche il marito Wes l’ha sempre assecondata in tutto pur di farla felice.

La protagonista si scontra insomma brutalmente con la realtà e guarire potrebbe sembrare quasi una fregatura. Il tema del cancro, motivo iniziale e centrale di Life Sentence, è affrontato da una prospettiva insolita. Per una volta il malato guarisce e si ritrova a “dover vivere” quando pensava di non averne più l’opportunità.

Stella deve ricostruire la propria vita e aiutare anche coloro che hanno sacrificato sogni, progetti e denaro per starle vicino. Il dramma è accompagnato dall’ironia e il tono si mantiene quindi leggero. Una serie carina, con spunti di riflessione che non crediamo vada stroncata subito.

 

Cosa ne pensate di Life Sentence, la nuova serie con Lucy Hale?

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