Dalle prevendite esclusive al secondary ticketing: quando comprare un biglietto per un concerto diventa un incubo

di Alberto Muraro

Vi è mai capitato di non riuscire ad acquistare il biglietto per l’unico concerto in Italia del vostro artista o gruppo preferito nonostante foste “sul pezzo” riguardo all’apertura delle prevendite ? Se la risposta è sì allora siete stati anche voi vittime di un fenomeno sempre più diffuso e decisamente molto antipatico che avviene ogniqualvolta viene organizzato un evento musicale particolarmente importante: stiamo parlando del secondary ticketing, una pratica diffusa soprattutto negli ultimi anni che mira, proprio come il bagarinaggio, a sfruttare la disperazione dei fan rimasti a bocca asciutta pompando i prezzi online dei biglietti (acquistati in massa) fino all’inverosimile.

Recentemente, questa pratica (che in Italia, almeno per adesso, è legale!) è andata a discapito soprattutto delle centinaia di persone che avrebbero voluto partecipare ai due concerti fissati dalla straordinaria Adele all’Arena di Verona e che non sono purtroppo riusciti ad accaparrarsi neanche un posto nelle file più distanti dal palco a causa non solo di una richiesta spaventosa (che ha costretto molti ad un’attesa in coda assurda e snervante) ma anche per colpa di malintenzionati pronti a rivendere i ticket su siti secondari con costi che definire vergognosi è poco. A una manciata di ore dal sold out, i biglietti per il concerto potevano in effetti essere ancora trovati su siti come Viagogo ma ad un costo variabile dagli 800 ai 4000 euro per le poltrone in prima fila, prezzi proibitivi per chiunque e davvero poco rispettosi per i fan, per gli organizzatori e per la musica stessa.

Purtroppo però quando parliamo di acquisto di biglietti per i concerti ci troviamo di fronte anche ad un altro grattacapo, quello relativo alle prevendite esclusive e ai siti che, davvero troppo spesso, non riescono a contenere l’enorme richiesta non appena “le gabbie vengono aperte”: un’abitudine sempre più diffusa è quella di distribuire i biglietti a scaglioni, prima per i membri del fan club, poi per gli iscritti ad altri gruppi (o ai possessori di certe carte di credito) e infine al pubblico generale, con la naturale conseguenza che quest’ultimo spesso rimane senza più nulla in mano. Capita poi magari che il giorno dell’apertura delle prevendite la piattaforma vada in crash totale, per cui solo i fortunati che riescono a raggiungere (casualmente!) la pagina di pagamento riescono a comprare i biglietti, magari dopo ore e ore di tentativi vani. Insomma, ormai l’annuncio di un concerto del nostro cantante preferito può ormai diventare fonte di ansia e frustrazione.

Come si potrebbe dunque risolvere il problema, visto che è ridicolo pensare che l’acquisto di un semplice biglietto diventi un’agonia? Prima di tutto sarebbe necessario, così come succede anche negli altri paesi, imporre la creazione di biglietti nominali per qualunque manifestazione, il che fra le altre cose assicurerebbe un maggiore livello di sicurezza e di controllo all’interno delle aree adibite ai concerti. In secondo luogo, bisognerebbe stabilire termini più restrittivi per l’acquisto di una determinata quantità di biglietti legati ad un singolo utente. Infine (ma questo è forse l’obiettivo più difficile da raggiungere) sarebbe necessario eliminare la divisione delle prevendite e assicurare, anche per gli eventi più richiesti, l’apertura di un’unica sessione di acquisto indiscriminata che quantomeno ci metterebbe tutti sullo stesso identico piano.

Con questi presupposti, probabilmente, la corsa al biglietto potrebbe davvero diventare meno accidentata e eliminare una volta e per tutte le (immancabili) polemiche online che sorgono ogni volta che gli artisti annunciano di volerci finalmente venire a trovare dal vivo. Probabilmente la nostra è un’opzione molto naif ma a noi piace pensare che da qui a qualche anno le cose cambieranno, una volta per tutte!

Vi è mai capitato di non riuscire a comprare i biglietti per il concerto del vostro cantante preferito?

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