Concerti nel 2021 e 2022: realtà o pura illusione? Un commento

di Alberto Muraro

Quando ormai più di un anno fa è scoppiata la pandemia di Covid-19 una cosa è stata chiara fin da subito: il settore dei concerti sarebe stato quello più martoriato di tutti.

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Come commentava Clemente Zard lo scorso anno in una diretta streaming ad Onstage, gli organizzatori di concerti come Vivo Concerti, di fatto, “creano assembramenti per lavoro”.

Immaginare migliaia di persone ammassate nello stesso luogo, senza mascherine, a godersi due ore di musica, a cantare e ad abbracciarsi è sembrato tutto d’un tratto utopico. Eppure, va detto,  negli ultimi 12 mesi di scene pre Covid ne abbiamo viste a bizzeffe sui social.

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Sono infatti diventate virali in breve tempo le immagini dei festival musicali in Nuova Zelanda e Australia, dei locali in Cina, e in generale in tutti quei paesi che hanno tenuto il virus sotto controllo. Foto e video che ci regalano tanta speranza nei confronti di un futuro che, tuttavia, non sembra essere così vicino.

Ci saranno davvero concerti nel 2021 e nel 2022? Facciamo chiarezza

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concerti

Se c’è una cosa che abbiamo imparato in questi mesi è che nessuno di noi ha una sfera di cristallo. Appena un anno fa nessuno si sarebbe immaginato l’arrivo di vaccini così efficaci e in così breve tempo (a proposito: vaccinatevi!). Ad un anno dalla pandemia siamo già stati in grado di vaccinare oltre un miliardo di persone. Un risultato straordinario, che tuttavia ancora non ci permette di poter finalmente tirare un sospiro di sollievo.

In linea generale, le ricerche scientifiche ci hanno permesso di concludere che la trasmissione del virus all’aria aperta è bassa, ma non inesistente. Questo è il motivo per cui è credibile che per tutta la prossima estate si terranno concerti all’aperto, con “capienza Covid” e con l’obbligo di mascherina per gli spettatori. Fra i concerti che si terranno nel rispetto delle norme anti Covid nei prossimi mesi c’è per esempio quello di Benji e Fede all’Arena di Verona.

In luoghi chiusi, tuttavia, la situazione si complica. Qui infatti il virus si può facilmente trasmettere anche tramite il cosiddetto effetto aerosol. Alla luce dei dati e della campagna vaccinale, è dunque improbabile (seppur non impossibile) che potremo assistere a live in locali al chiuso almeno fino alla fine del 2021.

Vale la pena di ricordare, inoltre, che fra varianti in giro per il mondo ed efficacia dei vaccini, ci vorrà del tempo per raggiungere l’immunità di comunità. Ed è proprio il livello di immunità a livello globale che impedirà, in qualche modo, la possibilità di eventi identici a quelli che conoscevamo prima.

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Sulla carta, dunque, resta difficile pensare di poter vedere uno stadio pieno con centinaia di persone ammassate fra spalti e parterre anche per il 2022. E con tutto il rispetto per chi si è prestato a questo studio di Barcellona, non riusciamo proprio a pensare ad una situazione in cui tutti i partecipanti indossino mascherine. Se avete mai partecipato ad un live in un parterre, sapete quanto vi possa mancare l’aria anche senza una FFP2 indosso.

Questo non significa essere pessimisti, anzi, ma una buona dose di realismo è d’obbligo e la prudenza non è mai troppa. La pandemia finirà, un giorno, e su questo concordano tutti i più grandi scienziati ed esperti del mondo. Soltanto che ci vorrà del tempo. Chi vi dice che nel 2022 tutto ritornerà alla normalità, lato concerti, vi sta semplicemente raccontando una mezza verità.

 

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