Sailor Moon: il multiverso segreto della serie Crystal e del manga scritto da Giovanna Codella 11 Giugno 2026 Screen dal canale YouTube ufficiale di Pretty Guardian Sailor Moon. Crediti: Naoko Takeuchi/Toei Animation/Netflix. La saga di Sailor Moon rappresenta un vero e proprio crocevia di linee temporali, ricco di possibilità interpretative che vanno oltre la spiegazione superficiale del “lieto fine” tradizionale e della lotta lineare tra bene e male. La storia di Usagi Tsukino, infatti, non è affatto una linea retta come potrebbe sembrare. Ogni volta che l’opera ci mostra il futuro, questo non si configura mai come una realtà rigida e immutabile, bensì come una dimensione in continua evoluzione, costantemente riscritta. Questo dinamismo temporale si innesca sin dal primo viaggio nel tempo di Chibiusa. Nel secondo arco, quando Sailor Moon incontra consapevolmente la sua controparte futura, la Nuova Regina Serenity, avviene uno strappo decisivo: la conoscenza del domani agisce come un catalizzatore che spinge la protagonista a deviare da quello che sembrava essere il suo destino prefissato. Da quel momento in poi, il tempo si frammenta e il cammino della protagonista diventa una complessa architettura di percorsi alternativi. Per decodificare la cosmogonia di Naoko Takeuchi, dobbiamo dunque provare a isolare le tre grandi direttrici temporali che coesistono nell’opera. Dato che il futuro di Sailor Moon è in continuo cambiamento sin dal primo “ritorno al futuro”, non è da escludere che l’autrice abbia concepito un multiverso nascosto, fatto di differenti scenari. Proviamo insieme a capire com’è fatto questo universo così stratificato e così ricco di possibilità. Screen dal canale YouTube ufficiale di Pretty Guardian Sailor Moon. Crediti: Naoko Takeuchi/Toei Animation/Netflix Le tre linee temporali in Sailor Moon La linea di Usagi: La dea della Luna la regina Selène aveva desiderato per sua figlia la principessa Serenity un nuovo inizio, un regno di pace sulla Terra, dopo la distruzione del Regno Argentato lunare causato da Dark Kingdom. Ma quando il Cristallo d’Argento, l’emanazione luminosa che permette questo nuovo inizio mediante il sacrificio della vita della stessa Sèlene, lascia l’origine delle stelle la principessa si reincarna in Usagi. Una ragazza che apparentemente non ha nulla di regale. La sua guida, la gatta Luna, ha ricordi parziali del regno che fu e scambia il potere che intravede nella 14enne per quello di una guerriera che prima non esisteva, ovvero Sailor Moon. Nonostante i panni da combattente, Usagi rimane il tronco centrale della storia, la linea di crescita della protagonista soprattutto come essere umano, mentre si innamora, vive insieme alle amiche e impara dalle esperienze, anche quelle più dolorose senza perdere mai la sua normalità ed empatia. Questa è la via della ragazza terrestre che impara ad agire, non è più la principessa che ha vissuto un trauma passivamente e, anche se porta sulle spalle il peso e le interferenze delle sue due proiezioni future, alla fine riesce a trovare la maturità necessaria per separarsi da entrambe e affermare il proprio libero arbitrio, deponendo l’impresa impossibile di cancellare la causa di ogni dolore. Usagi è l’archetipo della fragilità che, rinunciando allo scontro e alla cancellazione del male, si rivela la detentrice della vera forza. Lei è l’unica forma in cui la protagonista comprende che la fame del buio verso la luce e la sua rabbia distruttiva sono nate per via del vuoto creato nel momento in cui il Cristallo D’Argento ha lasciato il Galaxy Cauldron alla nascita di Usagi. Quindi non ha assolutamente senso combattere Chaos perché ogni potenziamento del Cristallo sottrae luce dal Cauldron e rende il buio più affamato. Screen dal canale YouTube ufficiale di Pretty Guardian Sailor Moon. Crediti: Naoko Takeuchi/Toei Animation/Netflix La linea di Neo Queen Serenity: rappresenta il futuro idilliaco in cui è sorto Crystal Tokyo, la regina è ciò che Usagi diventa se accetta di stare su quel trono in un momento prematuro della sua fase guerriera e subito dopo questa scelta perde quasi del tutti i suoi poteri. È la linea in cui la ragazza, dopo la sconfitta di Queen Metaria, torna ad essere principessa del ricostruito Regno Argentato e sposando il Re della Terra ne diventa la regina. La ragazza accetta quest’incarico per dovere dinastico, prima di aver vissuto le necessarie esperienze di crescita terrene e umane, quindi in questa linea non ha mai affrontato e purificato Chaos, a differenza di quanto avviene nella Linea Usagi. Il risultato è un regno pacifico ma estremamente fragile e cristallizzato, basato su una perfezione coercitiva che attira la ribellione, con l’arrivo di una forza che rigetta la protezione e la longevità creata dal Cristallo D’Argento: il Clan della Black Moon. L’austerità e la chiusura della regina nei confronti della minaccia si rivelano fallimentari e, dopo essersi svegliata da un lungo sonno, il suo stato d’animo è dominato da un forte senso d’impotenza che la spinge ad armare la sé del passato. Inizialmente, il percorso di Usagi e quella di Neo Queen Serenity costituiscono un identico binario, quello era infatti il destino di Usagi, voluto dalla madre lunare. Tuttavia, questo legame si spezza nel secondo arco. Nel momento in cui la versione del passato e quella del futuro si incontrano nel XXX secolo, trasgredendo le leggi del tempo, le due strade iniziano a separarsi, rimanendo collegate sempre più debolmente. Ed è così che, a loro insaputa, si viene a creare la linea di Sailor Cosmos. Da quel momento, ogni volta che Chibiusa/Small Lady/Sailor Chibi Moon, principessa di quel regno idealizzato, compie un viaggio tra passato e futuro, altera il presente di Sailor Moon per via della conoscenza del domani, per poi aggiornare il futuro in base alle modifiche avvenute nel passato, una volta che la bambina rientra a Crystal Tokyo. In questo modo, man mano che Sailor Moon si potenzia in una forma più evoluta, s’incammina nella direzione estrema del combattimento senza fine. Screen dal canale YouTube ufficiale di Pretty Guardian Sailor Moon. Crediti: Naoko Takeuchi/Toei Animation/Netflix La linea di Sailor Cosmos: È il futuro remoto e distopico nato dall’immaturità opposta rispetto a quello della regina, quella puramente bellica. È lo scenario in cui Sailor Moon impara a rispondere ai nemici esclusivamente attraverso la forza bruta e l’accumulo di potere, spinta paradossalmente proprio dalle paure di Neo Queen Serenity rispetto a ciò che è accaduto con Black Moon. In questa linea, la combattente non perde mai la capacità di trasformarsi e il Cristallo d’Argento rimane per sempre in “modalità combattimento”, anziché diventare una protezione per la Terra. Anzi, quel potere diventa una calamita per la creazione di un potere immenso, il Cristallo Cosmos, che raccoglie dentro di sé tutte le guerriere della galassia in modo permanente, con lo scopo di cancellare Chaos. Convinta che non vi sia altra strada oltre l’annientamento del male e che non ci sia alcuna speranza di salvare chi ama, Sailor Cosmos è ciò che inevitabilmente diventa Sailor Moon se nel Calderone Galattico, durante la battaglia contro Galaxia, si lascia accecare dalla disperazione. La mancanza di perdono la spinge ad assorbire i poteri delle compagne dissolti nel Cauldron (e più avanti, una volta distrutta la Terra, anche del Cristallo d’Oro posseduto dalla reincarnazione di Mamoru), evolvendo in un’algida divinità progettata per la guerra che rende Chaos sempre più bramoso della sua luce. In contemporanea alla sua ascesa, emerge dal Cauldron un’entità ugualmente imbattibile, Sailor Chaos. Dopo aver vissuto eoni di una battaglia senza fine contro l’incarnazione definitiva del male, dopo aver assistito alla caduta di mondi e alla rovina di Crystal Tokyo (che in questa linea è una roccaforte nata sotto assedio e non è mai stata un regno pacifico), Sailor Cosmos rimane priva di ogni di speranza e di ogni legame affettivo. Tutte le amiche, il suo amato e sua figlia costituiscono ormai una fonte d’energia perenne, ma avendo ancora dentro di sè tutti i ricordi di Usagi, i suoi pesi e i suoi rimorsi sono diventati insostenibili. Così, decide di tornare indietro nel tempo, al momento in cui lei stessa non era ancora emersa dal Cauldron e Chaos era ancora all’interno dell’origine delle stelle. Sailor Cosmos contiene anche i poteri di Pluto che ora fanno parte dell’energia definitiva di tutte le costellazioni. Cosmos, avendo in sé l’essenza originaria del Cauldron e del potere Lambda, può piegare il tempo con la sola forza di volontà, senza chiavi, perché lei è lo spazio-tempo stesso. Custodendo anche l’indole di Saturn, torna indietro con la logica di cancellare tutto pur di mettere fine al dolore. Così, si camuffa da ChibiChibi che, pur avendo la missione di spingere Sailor Moon a distruggere il Cauldron e la vita stessa, non fa altro che infondere speranza a Usagi nel momento di massima solitudine e ciò fa sì che la ragazza non perda la lucidità e l’umanità, nemmeno per un attimo. Grazie a questa lieve interferenza della piccola Sailor nel presente, la linea Usagi che era solo un breve ramo collegato agli altri due, può finalmente affermarsi in modo definitivo. L’incontro proibito e il destino perduto L’incontro ravvicinato tra Sailor Moon e la regina di Crystal Tokyo, nel secondo arco della saga, interrompe dunque l’inevitabilità del destino. Terrorizzata dalla minaccia del Clan della Luna Nera, Neo Queen Serenity compie un fatidico errore dettato dalla paura: comincia a intervenire sul suo passato, iper-potenziando continuamente la sé del XX secolo affinché difenda il suo regno di cristallo, visto che lei stessa ha perso da tempo la capacità di trasformarsi e di difenderlo in prima persona. Questa interazione avvia quindi una vera e propria corsa agli armamenti energetici. All’inizio della saga, infatti, la Regina possiede il Cutie Moon Rod, man mano che la Usagi del passato affronta nuove battaglie e ottiene potenziamenti, anche gli oggetti del futuro si evolvono, arrivando a mostrare la Regina con la potentissima Eternal Tiare, ma questo avviene soltanto nell’arco finale. L’aggiornamento degli scettri è la pistola fumante che dimostra come la storia sia ramificata. Il futuro, dal momento di quell’incontro proibito, non è più fisso, ma subisce continui “aggiornamenti”, generando dei paradossi temporali, ogni volta che Chibiusa torna dal XX nel XXX secolo. Il Calice Sacro è l’esempio di paradosso forse più evidente ed è nato proprio da una curvatura dello spazio-tempo. La bambina atterra per la seconda volta nel passato e, dopo aver consegnato lo Spiral Heart Moon Rod, Chibiusa evoca l’immagine del manufatto, ricordando un quadro visto nella stanza di sua madre a Crystal Tokyo, pur non conoscendone la funzione. Tuttavia, l’oggetto diventa lo strumento della forma Super. La Regina, sfruttando il viaggio della figlia, non volendo, instilla questo concetto nella mente di Usagi, spingendola a evolversi in Super Sailor Moon. Non perché questa forma facesse originariamente parte del suo passato da combattente, ma perché il Calice è lo strumento che serve alla Regina per rendere la sé del passato più pronta ad affrontare eventuali attacchi da parte di altri nemici. Lo scopo dell’oggetto, così come la forma Super, non ha quindi un’origine lineare: è un’informazione che nasce da un cortocircuito logico e dalla paura. Screen dal canale YouTube ufficiale di Pretty Guardian Sailor Moon. Crediti: Naoko Takeuchi/Toei Animation/Netflix La manipolazione del corso degli eventi finisce per attirare nemici più potenti, provenienti da un altro sistema stellare, i Death Busters, e per innescare una reazione estrema ma necessaria da parte del Sistema Solare per proteggersi. Il risveglio delle Outer Senshi sulla Terra (che non sarebbe mai dovuto avvenire) e il conseguente risveglio di Sailor Saturn non sono eventi casuali, ma anticorpi indotti da questa anomalia energetica. Il compito di Saturn è di calare la sua Falce del Silenzio sulla Terra per mettere una parola fine a queste anomalie temporali, scegliendo il “male minore” (distruggere il pianeta) prima che i paradossi diventino distruttivi propagandosi nell’intero Universo. Eppure, il cuore profondo, l’essenza di Usagi, sceglie di non arrendersi al pessimismo: l’intervento spirituale di Neo Queen Serenity, proprio attraverso il Calice, finisce per rinnovare la speranza, bloccando il reset di Saturn ma lasciando l’energia distorta libera di accumularsi. Non essendo stata cancellata la distorsione, la linea di Usagi continua però a viaggiare su un binario surriscaldato. Proprio attraverso le crepe di quest’anomalia temporale, calamitata dall’energia sempre più accecante del Cristallo d’Argento, viene richiamata Nehellenia, la nemica più antica dell’intera saga, che così riesce a rintracciare la stirpe del Silver Millennium e si risveglia la sua sete di vendetta. La sconfitta del Dead Moon Circus spinge la protagonista a consacrare la massima evoluzione bellica, la forma Eternal, con l’incoronazione ad Elysion. Da questo momento, Usagi non ha più nelle sue mani un potere planetario, ma una fonte d’energia capace di superare i confini dello spazio-tempo. La Regina di Crystal Tokyo che vediamo nel quinto arco impugna dunque l’Eternal Tiare perché (per via dell’aggiornamento portato da Chibiusa nell’arco finale) soltanto adesso la sovrana corrisponde alla versione passata di Sailor Moon che è appena stata incoronata. Tuttavia, nel suo passato non è stata nel Cauldron e non sa chi sia Chaos. Dopo aver visto tuoni e fulmini e la famiglia reale svanire davanti ai suoi occhi, Neo Queen Serenity invia sua figlia Sailor Chibi Moon al centro della Via Lattea, nel XX secolo, per capire “cosa sta succedendo“. La sovrana intuisce (forse per via di una consapevolezza dinastica che le scorre nel sangue fin dai tempi del Regno Argentato) che quella è l’unica coordinata in cui può avvenire la cancellazione della sua realtà idilliaca, anche se personalmente non ha mai combattuto la battaglia contro Galaxia. Questo momento rappresenta, il punto di non ritorno per la Linea della Regina, un destino costruito su delle fondamenta spirituali troppo fragili da poter essere risanate poiché in questo Universo Sailor Moon non ha mai acquisito la maturità necessaria per accettare il male e per ripristinare l’equilibrio. La fine dei paradossi temporali È a questo punto che si compie l’atto finale. Lo Shadow Galactica, a differenza dell’Accademia Infinity e del Dead Moon Circus, non arriva sulla Terra attraverso una distorsione o una crepa temporale. Galaxia si muove nello spazio fisico, guidata dalla brama del potere supremo e calamitata dal faro energetico acceso dalla forma Eternal di Sailor Moon. L’attacco spietato della guerriera della distruzione opera una vera e propria potatura distruttiva sulla timeline della protagonista. Ancor prima di trascinarla nel Cauldron, Galaxia inizia infatti a minare la fiducia di Usagi in ciò che la ragazza spera di più al mondo, ovvero sposare Mamoru e portare alla luce sua figlia, affiancata dalle amiche, e lo fa mostrandole con un ghigno diabolico che nulla è garantito, nemmeno il suo destino. Rubando i cristalli delle Sailor Senshi e di Mamoru nel presente, il futuro di Neo Queen Serenity viene quasi reciso del tutto, iniziando a vacillare tra i fulmini e il dissolvimento della corte reale. Con il crollo quasi totale della Linea della Regina, la linea di Usagi si ritrova improvvisamente agganciata e trascinata verso il vicolo cieco della Linea di Sailor Cosmos, fatta di solitudine e di vendetta. Tuttavia, nel momento peggiore, avviene la svolta. Ai tempi del Silver Millennium, la regina Sèlene aveva trattenuto il Cristallo d’Argento per sé, iniziando a scatenare l’invidia di Chaos e lo aveva poi riportato al Calderone solo per un atto egoistico, ovvero per far rinascere sua figlia. Usagi, invece, compie un gesto di dono assoluto. Perdonando Galaxia e mescolando la sua stessa luce al buio, permette a Chaos alle sue emanazioni di entrare nel flusso della rinascita. Nel Cauldron, Sailor Moon va volontariamente verso la massa informe che per via dell’impatto con la sua luce si frammenta. Come specificato nel manga, infatti, la maggior parte della massa di Chaos e i nemici vengono spinti fuori dall’origine delle stelle. Restituendo per un attimo il Cristallo alla sorgente e mantenendo viva la speranza, Sailor Moon restituisce quindi al mare primordiale ciò che gli mancava e attiva l’energia Lambda (la somma di tutti i cristalli Sailor della galassia che sono disciolti) non come arma statica, ma come fonte di rigenerazione collettiva che riporta in vita le persone amate e tutte le guerriere. In questo instante, vengono resettati i paradossi e le ostilità. Sailor Cosmos, che è in quel momento all’esterno, assiste a tutto ciò e confessa alle Amazon Quartet di aver perso il coraggio di Eternal Sailor Moon che è stata capace di salvare la galassia “accettando tutto e rinunciando a tutto” e a cui ora spetta il titolo simbolico di Sailor Cosmos. La guerriera vestita di bianco comprende che la sua scelta di non distruggere il Cauldron è stata giusta e accetta il suo destino, il binario intrapreso quando cristallizzò il potere Lambda dentro di sé e con esso la vita delle altre Sailor. Quando lei stessa rinascerà nella sua epoca non scapperà più e soltanto quando avrà ritrovato il coraggio di accettare riprenderà il suo titolo, affrancando la sé del passato da quel ruolo. Alla domanda cruciale di Guardian Cosmos, intanto, Usagi sceglie di rinascere “come se stessa”, al fianco delle persone che ha appena ritrovato, ma come individui separati. Questa scelta implica che il tempo in cui è stata Sailor Cosmos è per lei già finito perché l’unico scopo di quel potenziamento estremo era quello di salvare tutti. La Linea Temporale della protagonista sviluppa a partire da questo momento la sua indipendenza definitiva liberandosi dalle due strade alternative. La ragazza si sveglia, in un letto maestoso e pronta a sposarsi, in una realtà che è stata rigenerata ed è ancora il XX secolo, anzi è altamente probabile che sia passato non molto tempo dal faccia a faccia con Galaxia. Al risveglio lei ricorda tutto ciò che è avvenuto al centro della Via Lattea soltanto come un lungo e vago sogno. Dopo aver perso ogni cosa, dopo aver visto il suo riflesso come Sailor Cosmos e la fine dei tempi attraverso i suoi occhi, è fondamentale che Usagi non ricordi, per evitare che il suo presente venga nuovamente contaminato dalla conoscenza del futuro distopico sventato. Screen dal canale YouTube ufficiale di Pretty Guardian Sailor Moon. Crediti: Naoko Takeuchi/Toei Animation/Netflix Il futuro risanato e la libertà di amare Il risanamento della Terra non è solo fisico ma segnato dall’affermazione definitiva della Linea Usagi sulle sue due proiezioni future. Entrando nel Calderone e unendo momentaneamente il suo Crystal Seed non solo a quelli delle altre guerriere ma anche alla massa informe, Usagi resetta il cosmo facendo riaffiorare le due piccole polarità primordiali e riportando l’origine delle stelle allo stato precedente alla nascita del Silver Millennium e a quella del Cristallo D’Argento, eventi che avevano creato un sistema polarizzato ed escludente. In questo ritrovato equilibrio, la parte di Chaos che non si è mescolata alla luce finisce confinata in un angolo remoto come un piccolo seme di stella purificato e come Guardian Chaos, la componente oscura fissa, necessaria a impedire una pericolosa stasi all’interno del Cauldron. Guardian Cosmos , la luce rimasta completamente pura, riemerge come garante del bene e del libero arbitrio. Le due forze tornano a coesistere nell’origine, ponendo fine alla via dell’ostilità estrema della Linea Cosmos. Ciò spiega perché Rei ha profetizzato che lei e le altre guerriere non sarebbero più tornate sulla Terra da quella battaglia e perché mamma Ikuko ha sentito che sua figlia Usagi non sarebbe più rientrata a casa. In un certo senso, è così: la Usagi che stava diventando “divinità della guerra” e le Senshi sempre più “soldati del destino” non sono più tornate. Unendosi con Chaos, il Cristallo d’Argento è stato istruito alla pace e gli altri Cristalli Sailor alleggeriti dal dovere di proteggere l’intero Universo. Per questa ragione, Sailor Moon è finalmente libera dai pesi cosmici e non è più obbligata a rispettare i tempi imposti da un rigido protocollo reale per realizzare ciò che desidera. È probabile, infatti, che d’ora in avanti ci sarà un po’ di Chaos integrato nella vita stessa e ciò è garanzia di normalità anziché costituire una minaccia assoluta. Questo equilibrio ha anche un’altra conseguenza: viene sconvolta la cronologia futura raccontata da Re Endymion nel secondo arco. La deviazione dai tempi imposti è il motivo per cui, poco prima del matrimonio, Crystal Tokyo appare fuori dalla finestra come un miraggio che svanisce subito, lasciando spazio alla Tokyo attuale, e per cui Hotaru è ancora una bambina (quindi sono passati al massimo 1-2 anni dallo scontro con Galaxia). Durante le cerimonia, la rivelazione della nuova vita che cresce dentro Usagi – presumibilmente si tratta di Chibiusa – è poi il colpo di grazia al freddo ordine dinastico. Lo stupore di Mamoru conferma che la “piccola Sailor” sta arrivando prima dei tempi previsti e non al compiere dei 22 anni di Neo Queen Serenity. Non c’è motivo per credere, inoltre, che la piccola vivrà lo stallo emotivo che ha vissuto la Chibiusa che abbiamo conosciuto a partire dal secondo arco. La maturità di Usagi, acquisita dopo l’esperienza del Cauldron, le impedirà di diventare una madre che dall’alto di un trono di cristallo, non volendo e per eccessiva protezione, non permette a sua figlia di crescere né come essere umano né combattente e soprattutto le impedirà di diventare una divinità che tiene il potere e la vita del cosmo cristallizzati dentro di sé. Usagi sembra aver imparato, infatti, che deve farsi da parte quando è il momento, che il suo ruolo di protettrice della Terra insieme alla sua dolce metà ha una scadenza e che un giorno cederà volentieri il suo titolo a sua figlia, la prima erede della stirpe del Silver Millennium a nascere dall’amore e non dalla perfezione divina, nonché successiva Sailor Moon. Screen dal canale YouTube ufficiale di Pretty Guardian Sailor Moon. Crediti: Naoko Takeuchi/Toei Animation/Netflix L’immagine finale in cui tutte le amiche indossano l’abito da sposa, inoltre, potrebbe non essere il simbolo della totale ed eterna devozione alla futura regina, ma anzi, potrebbe rappresentare proprio quel diritto alla felicità individuale che è stato più che giustamente restituito ad ognuna. Facendole vestire di bianco, Usagi sembra voler dire che anche loro un giorno potranno sposarsi, quando e con chi per noi rimarrà un mistero (tranne che per la coppia formata da Michiru e Haruka). Infine, la presenza di tutte le nove ragazze al matrimonio è la conferma che nella Linea Usagi (proprio grazie alla saggezza che Sailor Moon ha acquisito nell’interazione tra le diverse linee temporali), la protagonista ha integrato nella sua quotidianità anche Haruka, Michiru, Hotaru e Setsuna, salvandole da quel destino di solitudine che era stato prefissato per loro nella Linea di Neo Queen Serenity, dimostrando pure come l’umanità di Usagi sia ora il fulcro di un’unione definitiva che libera e che non imprigiona, a differenza della Linea Cosmos. La futura regina ha creato attorno a lei una corte di donne tanto diverse tra loro, non basata sul dovere ma sull‘amicizia. L’autrice non ci mostra nessun altro invitato a queste nozze (ma questo non significa che non ci siano) mentre, ancora per poco, i riflettori sono accesi solo sui protagonisti. Calato il sipario, Crystal Tokyo verrà costruito giorno per giorno da Usagi, come non possiamo saperlo. Permettendo d’interpretare liberamente e realizzando un finale tutto sommato aperto, Naoko Takeuchi ci consegna una lezione magistrale sul concetto di destino e di libero arbitrio. Esso non è un binario rigido su cui scivolare con passività, ma un argine che può essere modificato dalla volontà. Per voi quante linee temporali ci sono in Sailor Moon?