Università: la Corte dei Conti boccia le lauree brevi

di admin

Bocciato il sistema universitario che prevede tre anni di laurea più due di specialistica. La Corte dei Conti, un importante organo dello Stato con funzioni giurisdizionali e amministrative di controllo in materia di entrate e spese pubbliche, ha giudicato il tipo di laurea un palese flop.

Più corsi, più qualità?

Le motivazioni che hanno portato a trarre certe considerazoni sono dovute ai mancati obiettivi. Il sistema universitario non ha prodotto gli effetti tanto attesi; i laureati non sono aumentati e l’offerta formativa non è migliorata. Inoltre, ci sono troppi corsi di laurea mal organizzati: da 2444 corsi dell’anno accademico 1999-2000 ai 3013 dell’anno accademico 2007-2008; aggiungendo anche i corsi di II livello, il numero totale di corsi attivi nell’anno 2007-2008 arriva a 5519, un’esagerazione.
Dall’anno accedemico 2008-2009 si è però cominciato a vedere una sorta di inversione di tendenza con una diminuizione del 7% dei corsi di laurea brevi ed appena del 2% dei corsi di laurea specialistica.

Tante lauree brevi, tanti abbandoni

La valutazione espressa dalla Corte dei Conti nel Referto sul sistema universitario, fa discutere e allo stesso tempo allarmare poichè si tratta di dati poco rassicuranti. Altro elemento dai risvolti non molto ottimisti, riguarda il numero di iscritti tra i quali resta alta la percentuale relativa agli abbandoni dopo il primo anno, pari al 20% nell’anno accademico 2006-2007. In chiaro aumento, invece, il numero di laureati già in possesso del titolo di laurea breve. I magistrati contabili aggiungono che, tra gli effetti negativi della riforma introdotta nel 1999, c’è anche quello di aver creato un sistema incrementale di offerta, fino all’anno accademico 2007-2008, con un’eccessiva frammentazione delle attività formative ed una moltiplicazione, talvolta non motivata, dei corsi di studio.

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