Un atto di Sacconi sospende la condanna a morte per Eluana Englaro

di admin

La vicenda di Eluana Englaro non è ancora finita: proprio due ore prima della partenza verso Udine, dove Eluana sarebbe stata privata di alimentazione e idratazione fino alla morte, il ministro del welfare Maurizio Sacconi con la sottosegretaria Eugenia Roccella ha emanato un atto di indirizzo che rende doveroso fornire cibo e acqua alle persone con gravi disabilità, tra cui anche quelle in stato vegetativo come Eluana.
Con una conferenza stampa il ministro Sacconi ha divulgato l’atto, raccomandando a tutte le strutture sanitarie pubbliche e private di non interrompere la nutrizione e l’idratazione ai disabili gravi, compresi quelli in stato vegetativo.

Il nome di Eluana
Anche se il nome di Eluana non è stato fatto nell’atto, è evidente che anche al suo caso si riferisce la decisione di Sacconi e Roccella basato sul testo della Costituzione (articolo 32), sulla Convenzione sui disabili e su un parere del comitato di bioetica del 2005 sull’argomento, i cui testi costituiscono le fonti principali dell’atto emanato.

La clinica di Udine
Nonostante l’emanazione dell’atto non cambiano le posizioni del personale dall’ospedale di Udine che avrebbe dovuto ospitare da oggi Eluana per portarla poi alla morte: per loro si tratta solo di aspettare che il decreto di Sacconi si riveli inefficace, poi Eluana potrà essere trasferita all’ospedale di Udine, dove potrebbe sopravvivere anche un mese senza essere nutrita né idratata, per morire infine con un arresto cardiaco.

Diverse speranze
Mentre dal padre di Eluana Beppino Englaro giunge la richiesta di continuare le "procedure" per dare la morte alla figlia, le suore Misericordine di Lecco che si sono occupate di Eluana per 17 anni con amorevoli cure, continuano a pregare per la ragazza in coma vegetativo: se proprio due ore prima della partenza di Eluana c’è stato un colpo di scena che potrebbe salvarla, allora tutto è possibile.

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