Domande e risposte improbabili alla Milan Fashion Week

di Francesca Parravicini

La Milan Fashion Week attira molti curiosi figuri: buyers, giornalisti, celebrità, blogger e gente che non si capisce bene cosa ci faccia lì. Tutti saltellano da una sfilata a un brunch, con look interessanti o alquanto curiosi. Molti hanno le idee chiare…Altri? Non proprio…L’agenzia di comunicazione Fasten Seat Belt ha realizzato un divertente esperimento sociale: un’intervistatrice ha fermato questi “addetti ai lavori”, chiedendo il loro parere su stilisti che non esistono affatto. Chi non conosce i cappelli di Qaboos Bin Said (sultano dell’Oman)? E le corone di Clarissa Marchese (Miss Italia 2014)? E i designer Jima Carrol (poeta americano) Tom Fazio (architetto di campi da golf) e Domenico Lupatelli (patriota della Giovine Italia)?
A queste domande farlocche e anche un po’ ridicole (sul patriota risorgimentale io sono rotolata) gli intervistati hanno risposto con una pioggia di “exactly” e risposte super-articolata del tipo “amo il suo design, la struttura dei suoi abiti, è troppo figo, ecc…”
L’unico personaggio che centrava davvero con il mondo della moda, Andrea Incontri (direttore creativo di Tod’s) non è stato riconosciuto. Insomma non è il caso di conoscere l’intera storia della moda dal 2000 a.c. ma inventarsi risposte su cose che non esistono…Non è exactly la cosa più cool da fare.

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