"Uccidiamo la Gelmini" minacce dal social network!

di admin

La protesta di migliaia di studenti, cominciata sulle piazze di tutta Italia,  continua il suo corso sulla rete. Facebook è ormai popolato da moltissimi gruppi tutti schierati contro le riforme avanzate dal ministro dell’Istruzione che, come dimostrato, non sono gradite dalla più parte del popolo scolastico italiano.

Gruppo shock, solidarietà dal mondo politico

La voce di migliaia di studenti, precari e disoccupati non smette di farsi sentire. Non sono nuovi gruppi ispirati alla condanna delle riforme Gelmini, ma, mentre fino ad ora gli accenti sono stati abbastanza moderati: Contro Gelmini, Anti Gelmini, Questo asino avrà più fan della Gelmini…Il gruppo appena nato sulla rete di Facebook non rinuncia ad esprimersi con toni pesanti e minacciosi.
"Uccidiamo la Gelmini" ha suscitato proteste anche dalla Lega Nord : " Condanniamo il vile messaggio comparso sul social network, dove si è costituito un gruppo denominato ‘Uccidiamo la Gelminì e un altro ‘Uccidiamo Mariastella Gelmini’. Simili iniziative non fanno altro che alimentare l’odio che poi può sfociare anche in episodi di violenza. Invitiamo quindi le autorità competenti a valutare se prendere provvedimenti contro tali iniziative "; così si esprime il parlamentare della Lega Nord Maurizio Fugatti, esprimendo la "massima vicinanza e solidarietà al ministro".
Il sostegno e la solidarietà del mondo politico arrivano anche da parte del Governo e dalla maggioranza: " Ci sentiamo tutti noi destinatari dei gravi e inaccettabili messaggi contro di lei apparsi su Facebook in quanto condividiamo pienamente le sue scelte e la determinazione con cui porta avanti la riqualificazione dei settori educativi ", così si esprime Valentina Aprea (Pdl).
Anche il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna invita la collega a proseguire il suo lavoro e sottolinea : " tutte le grandi riforme e i veri riformatori, in ogni tempo, sono stati bersaglio di critiche, quando non, come in questo caso, di attenzioni violente che, spesso, scadono nell’insulto e nella minaccia" .

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