"Topolino e il surreale viaggio nel destino": l'incontro fra Disney e Dalì reinterpretato a fumetti.

di Alice Ziveri

Salvador Dalì e Walt Disney: due menti creative eclettiche, mirabolanti, che nel 1964 mi misero insieme, e decisero di lavorare gomito a gomito ad un cortometraggio d‘animazione, ispirato all’arte surrealista del primo ed alla fantasia creativa del secondo. Il film rimase incompiuto e archiviato però per moltissimi anni, fino a quando nel 2003 Roy Disney (nipote di Walt) decise di riprendere in mano gli story-board e completare quello stravagante progetto, con l’aiuto di 25 esperti animatori.
Il risultato è "Destino": 6 minuti e mezzo di pura fantasia onirica, muto se non per la musica lenta e la calda voce femminile che sembra provenire da un vecchio grammofono. "Destino" è una storia d’amore in pure stile disneyano, proiettata nei paesaggi inquietanti e aberranti dell’artista catalano: un deserto dai colori polverosi, dove gli oggetti cambiano forma, si tramutano in altro, si snaturano. Ricorrono elementi dei suoi più famosi dipinti, come orologi cascanti, torri oscillanti, piramidi, ballerine senza testa.
Dalì e Disney, due omini dai baffetti neri: l’immaginazione visionaria incontra la fantasia narrativa, fondendosi in qualcosa di assolutamente unico.

La magia del fumetto

"Salvador Dalì. Il sogno si avvicina": questo il titolo della mostra prodotta dal Comune di Milano e 24 ORE Cultura, che aprirà mercoledì 22 settembre 2010 nel capoluogo lombardo.
Proprio nello stesso giorno uscirà in edicola il nuovo numero di Topolino, con una specialissima storia dedicata all’evento. Lo sceneggiatore Roberto Gagnor e la matita forse più celebre di casa Disney, quella di Giorgio Cavazzano, vanno a raccontare come nel 1964 proprio Topolino, Pippo e Paperino aiutarono inconsapevolmente i due artisti in un momento di blocco creativo.
I personaggi sono disegnati in stile anni ’40, quando Topolino portava un paio di braghe rosse e Paperino aveva il becco lungo il doppio.
Il fumetto fonde realtà e fantasia, creatura e creatore, tanto che viene a mancare la distinzione fra dimensione dell’immaginazione e dimensione mondana: quando Disney e Dalì non sanno più come proseguire, saranno proprio i loro personaggi, caduti all’interno della tela e avventuratisi in un viaggio incredibile, a portare loro l’ispirazione finale.
Una volta riempite pile e pile di fogli di schizzi e disegni, l’artista Catalano è pronto a partire, ma le eliche dell’aereo fanno volare via tutto il lavoro… Walt è disperato, ma in una memorabile sequenza di due tavole, fra le più sentite e partecipate da Giorgio Cavazzano, Dalì afferma: “Cosa c’è di più surreale? Un’opera d’arte che vola via e non si fa imprigionare. Libera come i nostri sogni” e Disney risponde “…e i sogni non finiscono mai! Ci sarà sempre un foglio bianco da riempire! E allora disegnate, inventate, create, amici!”.

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