Oliviero Toscani fotografa la chirurgia estetica

di Francesca Parravicini

Non si fa che parlare di chirurgia estetica, ritocchini e ritocchetti. C’è chi lo ammette e chi lo nega, eppure questi interventi sono diventati prassi comune, soprattutto se sei bella, famosa e vuoi essere sempre perfetta sotto i flash dei fotografi, che catturano tutto. Oddio, non è che i risultati di queste operazioni siano sempre belli da vedere… l’effetto alieno paralizzato è sempre dietro l’angolo. E di certo il ricorso ai ritocchini non denota un buon rapporto con il proprio corpo. Un provocatore nato come Oliviero Toscani ha deciso di realizzare un servizio fotografico dedicato alle “vittime” della chirurgia, che non ha paura di definire un reportage di guerra.

La bellezza conformata

Cosa spinge una persona adulta e vaccinata a ricorrere alla chirurgia estetica? Insicurezza, certo e il bombardamento di immagini patinate, da parte di tv e giornali, che propongono una donna bellissima e supersexy, dice infatti Toscani: volersi bene e accettarsi è molto difficile in questo mondo dove l’immagine della donna viene spinta in modo stereotipato dai giornali e dalla televisione. È una slavina. Una discesa senza fine. Una donna diventa insicura e una ragazzina che non ha il seno grosso e non ha le labbra carnose, pensa di farseli artificialmente. Ma non funziona così, diventa solo imbarazzante. Anche per chi lo fa. Anche perché sono parecchie le pentite e ci si chiede se valga la pena di stravolgere la propria immagine per trasformarsi in una barbie formato gigante. Il reportage fotografico punta a fotografare l’immagine di un’epoca e spingere le donne a guardarsi allo specchio con occhi nuovi e uno sguardo lucido: i difetti sono un marchio della personalità. Nel Rinascimento, il conte di Montefeltro aveva un naso aquilino eppure fu dipinto di profilo da Piero della Francesca. La cosa più importante è credere in se stessi, ognuno è un essere unico e irripetibile e ognuno ha la sua bellezza unica.

Meglio essere uniche che uguali a tutte le altre, no?

Articoli Correlati