HAPPY FAMILY

di admin

Happy Family

Una commedia divertente, anzi a tratti esilarante: quanto di più frizzante, variopinto ed eclettico voi possiate immaginare.
Questo è uno spettacolo molto speciale, che vi delizierà dall’inizio alla fine, senza un attimo di distrazione.
Tutto è colorato, kitch, sovraccarico.
La scenografia è pazzesca e sin dal vostro ingresso in teatro sarete avvolti da un’atmosfera placidamente casalinga che vi sorprenderà.
Troverete infatti una ricostruzione sintetica ma di grande effetto di tutti gli ambienti tipici di una grande casa, nei quali solitamente una famiglia tipo trascorre i diversi momenti della giornata.
Dicevamo dell’ingresso in teatro: non c’è più la scena classica col sipario che si apre, ma gli attori sono già lì. Quasi tutti seduti al tavolo da pranzo che chiacchierano tra loro, ed un altro solo nel salotto che scrive assorto al pc.
La storia è un po’ vera e un po’ surreale: due adolescenti quindicenni decidono di sposarsi; sono risoluti, determinati. Lo hanno già detto ai rispettivi genitori,che, come era prevedibile, sono disperati alla notizia.
Questo sarà l’evento che darà il via a tutta una serie infinita di situazioni grottesche e che coinvolgono i personaggi che stanno intorno ai due adolescenti: mamme isteriche, padri mai cresciuti, giovani donne con molti complessi, cani che parlano, pizzaioli egiziani….
Ma sono i rapporti tra i familiari, le relazioni che si intersecano lungo questa storia che fanno riflettere, sorridere, e a volte commuovere.
Il protagonista, Ezio, che è anche l’autore e regista dello spettacolo,
ha trentuno anni, sostiene di non avere grossi problemi (ma soffre di mal di schiena e di crisi di panico), è ricco (perché ha ereditato dal padre il brevetto della pallina per lavatrice), è stato mollato dalla fidanzata.
Gli attori sono bravissimi nei loro ruoli, divertenti, convincenti: la sceneggiatura sembra quasi cesellata tanto riesce a tenerci con lo sguardo incollato alla scena e le orecchie tese all’ascolto.
Parla un po’ di noi, Happy Family, della difficoltà di parlarci, di comunicare realmente, è uno sguardo grottesco sulla famiglia contemporanea (allargata, pasticciona, sempre di corsa) e sulle sue paure, le sue manie.
E’ uno sguardo leggero, divertito ma che non ci risparmia riflessioni profonde e una sottile vena intimista, in filigrana.

TEATRO DELL’ELFO, via Ciro Menotti, 11, Milano – da giovedì 29 novembre a lunedì 31 dicembre – Orari: martedì-sabato ore 20.45 / domeniche e mercoledì 26 dicembre ore 16.00 – Riposi: i lunedì (tranne il 31 dicembre), martedì 4 e dal 23 al 25 dicembre

Prezzi: posto unico € 20, ridotto gruppi € 13, il martedì ingresso €11
31 dicembre, inizio ore 20: posto unico 36 €

Prevendita e prenotazioni: 02 71.67.91 (11.30/20 mar/sab) – 02 266.811.66 (15.30/19.30 lun/sab) – www.elfo.org – [email protected] – durata dello spettacolo 2h 20

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