Fandom Vibes: intervista a Rocco Fasano, star di Skam Italia

di Paola Pirotti
rocco fasano skam italia

Il successo di Skam Italia continua a raccogliere consensi di critica e pubblico senza tregua. Così come quello dei giovani e talentuosi interpreti che danno vita agli amati personaggi.  Dopo aver incontrato Francesco Centorame, interprete di Elia Santini, abbiamo fatto una chiacchierata con Rocco Fasano, che nella serie interpreta Niccolò Fares.

Presto i fan potranno incontrarlo a Milano in occasione della Fandom Vibes, convention italiana che si terrà il 27 e il 28 aprile. Oltre a Rocco, i fan potranno incontrare anche Ed Westwick di Gossip GirlMadchen Amick da Riverdale, Nathaniel Buzolic di The Vampire Diaries e The Originals, Adelaide Kaine direttamente da Reign, Teen Wolf eOnce Upon a Time.

Nel frattempo, però, abbiamo parlato con Rocco dell’esperienza con i fan di Skam Italia, dei sogni da attore e dell’incontro con le sue controparti europee di Skam.

Leggi l’intervista di GingerGeneration.it a Rocco Fasano:

Parlaci un po’ di te, come ti sei avvicinato per la prima  volta alla recitazione. È stato un caso o è sempre stato un tuo obiettivo?

La passione per la recitazione è stata sempre presente nella mia vita, fin da piccolino. Perché, fondamentalmente, ho sempre considerato la realtà come qualcosa di un po’ limitante e stretto. Per cui anche da piccolino leggevo tanti libri, vedevo tanti film. Avevo un’immaginazione che aveva bisogno di qualcosa in più della realtà e forse per questo che ho sempre anche rotto le scatole ai miei per coltivare questa strada. Per cui, sì, non l’ho mai mollata e l’ho portata avanti parallelamente a tutto il resto.

Hai fan da tutta Italia e non solo. Spesso hai la possibilità di incontrarli e scoprire il loro amore per te. Ma avete mai avuto degli incontri particolari o strani? O che ti hanno colpito particolarmente?

Ogni volta che abbiamo l’occasione di incontrare i fan pubblicamente – come nel caso delle convention – oppure eventi ad hoc per Skam Italia o come abbiamo fatto al Gay Center sono sempre incontri molto emozionanti. Perché molti seguono Skam perché si trovano rappresentati – soprattutto per quanto riguarda certe minoranze o comunque di persone che soffrono anche di disturbi mentali. Per esempio l’ultima volta che li abbiamo incontrati al Gay Center è successo qualcosa di molto emozionante perché una ragazza si è alzata dal pubblico avendo il coraggio di dire davanti a tutti che soffriva di una forma di patologia mentale. Ha ringraziato il lavoro che abbiamo fatto con Skam perché si è sentita meno sola. Ecco, spesso queste serie tv magari riescono a dare voce e rappresentare certe realtà che vengono trascurate o rappresentate forse in maniera macchiettistica, stereotipata. Quando vengono rappresentati in maniera onesta, che è quello che abbiamo  cercato di fare noi con il nostro lavoro, si riesce a far sentire meno sole le persone. E questo è l’aspetto più interessante di progetti come questi.

Sei un idolo, ma essendo giovanissimo anche tu sei a tua volta fan. Ogni futuro artista ha un ispirazione. C’è un attore di cui sei particolarmente appassionato, che magari ti ha fatto venire voglia di recitare?

Assolutamente. Ho una passione smodata per Eva Green. Io la amo alla follia, la seguo in tutto quello che ha fatto e in tutto quello che fa da anni. E la adoro per tanti motivi. Per il suo modo di recitare. Riesce ad interpretare un dramma che nel mondo femminile vedo poco rappresentato da altre attrici. Per me lei è proprio unica. Sono innamoratissimo di lei da tutti i punti di vista e la seguo sempre. Poi ovviamente ne ammiro e ne adoro tanti altri, però lei è proprio incredibile.

In Penny Dreadful (serie tv, 2014-2016) interpreta uno dei personaggi femminili più interessanti della TV.

Assolutamente! Vanessa Ives. È assurda: ha quel tipo di forza e quel tipo di violenza che in un’interpretazione vedi raramente. Tanto di cappello.

A proposito di convention: a breve parteciperai alla Fandom Vibes. È la prima per te? Cosa ti aspetti dall’incontro con i fan?

Non è la prima. Ne abbiamo fatta una a Oslo e un altro incontro a Milano durante un Festival di serie TV. Questa è una convention di dimensioni abbastanza spaventose. Quindi sono molto emozionato ma molto positivo nel senso che a me piace molto incontrare le persone che ti danno un feedback diretto sul tuo lavoro e soprattutto che sono emozionate e che ti fanno provare emozioni con la loro sincerità. Per cui non vedo l’ora.

C’è un personaggio o un prototipo di personaggio che sogni di interpretare?

Da un punto di vista strettamente attirare mi piacerebbe tanto proseguire la strada del dramma psicologico. Poi da un punto di vista personale, io ho sempre sognato di interpretare un ruolo legato al mito antico oppure ad un tempo passato. È un piccolo sogno. Se e quando ne avrò l’occasione sarò molto felice.

Si parla molto spesso della questione dei rischi e dei vantaggi del mondo virtuale. È una domanda che si pone troppo spesso agli adulti e mai ai giovani emergenti. Qual è la tua opinione in merito all’argomento? 

Secondo me il progresso va incentivato. Perché è frutto del lavoro dell’uomo e dell’avanzare della società. In qualche modo è qualcosa che può portare dei grandi vantaggi. Per questo motivo non va assolutamente rallentato. Allo stesso tempo bisogna prendere consapevolezza di quali sono i rischi. Scendendo nello specifico in questi tempi abbiamo assistito a qualcosa di particolare perché la velocità del progresso scientifico e tecnologico è stata talmente alta che ha portato alla nascita di prodotti come la streaming TV. Ad una vita virtuale molto ben definita. C’è il rischio che venga messo da parte il rapporto umano perché la vita virtuale è talmente vivida che ci si dimentica di quella reale. Bisogna sempre trovare un compromesso tra le due. Però in generale mi sento di supportare il cambiamento. Non c’è motivo razionale per rallentarlo.

Hai incontrato gli altri interpreti del tuo ruolo in Skam Italia nelle varie versioni europee. Com’è stata l’esperienza?

È stato molto emozionante. Intanto ho avuto l’occasione di incontrare Henrik Holm, che interpreta Even in Skam alla convention ad Oslo lo scorso inverno. E lui è una persona magnifica – cioè, a parte un attore veramente competente è un essere umano bello. E quella è stata un emozione forte perché noi l’abbiamo avvicinato con riverenza, com’è giusto che sia perché io personalmente sono andato ad interpretare il suo ruolo. Lui da parte sua ha dimostrato sin dall’inizio grande apertura, grande disponibilità, generosità. E durante l’arco di quei giorni abbiamo avuto anche modo di frequentarci e ha mostrato anche grande intelligenza. Per cui è stato un incontro positivissimo.

E poi Maxence Danet-Fauvel, altrettanto. Tra l’altro abbiamo avuto modo di parlare anche del modo in cui io mi sono avvicinato al personaggio di Niccolò e di come lui l’ha fatto con Elliot ed è stato figo. Perché abbiamo trovato tanti punti di convergenza che erano inaspettati. Ed stato interessantissimo un altro punto di vista di un personaggio che condivide le tue stesse cose. Provo tanta gratitudine e tanta felicità per averlo conosciuto.

 

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Univers parallèles partie 2, avec @maxencefvl ❤️#skamitalia #skamfrance

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La cosa interessante è che sia con lui che con Henrik c’era sempre quella consapevolezza che Skam fosse qualcosa di più di una serie TV. È un’esperienza quadridimensionale. D’amore e della condivisione di un certo tipo di valori. Per cui lo senti che tu sia in Francia, in Norvegia o in Italia. C’è una comunità di fondo.

Ecco la conferma che i giovani talenti italiani sanno bene di cosa parlano e di cosa vogliono parlare. Ora non dovete fare altro che seguirli e, se volete, incontrarli a Milano durante la Fandom Vibes!

Cosa ne pensate delle parole di Rocco Fasano, star di Skam Italia?

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