Percorsi creativi 9: vendere nei negozi

di admin

Vi avevamo promesso che nelle tappe dei nostri "Percorsi creativi" avremmo risposto anche ai vostri dubbi e alle vostre richieste. Detto e fatto, Desdemona di Trento ci ha chiesto con un commento all’articolo Crea, divertiti e guadagna! come può fare per vendere ai negozi le proprie creazioni ed ecco che le rispondiamo con questa intervista.

A darci preziosi consigli è ancora una volta l’architetto e jewellery designer bolognese Giulia Boccafogli, che avevamo già intervistato nell’articolo Percorsi creativi 2: farsi conoscere nel web. I suoi "Giulielli" sono ospitati da numerosi negozi in tutta Italia e precisamente a Bologna, Caserta, Milano e Arezzo… a che chiedere se non a lei?

Vendere le proprie creazioni anche attraverso negozi è il sogno di molte, ma come trovarli e soprattutto quali scegliere?
Il discorso non è così semplice. Entrare nel meccanismo della vendita a negozi non è facile, almeno all’inizio, e serve essere ben organizzati. Fondamentale è guardarsi un po’ attorno e cercare di essere obiettivi rispetto alla tipologia del proprio prodotto. Questo ci aiuterà a capire quale sarà il luogo migliore in cui le nostre creazioni potranno inserirsi.

Per iniziare, la cosa migliore è puntare alla miriade di negozi e concept stores nati per dare spazio a giovani artisti in erba. Ce ne sono moltissimi ormai sparsi in giro per l’Italia e non starò qui ad elencarli, anche perchè sarebbe veramente inutile. Ogni città ha una realtà diversa. L’unica cosa che posso consigliare è di assicurarvi che non abbiano già proposte simili alle vostre, ma che al tempo stesso sia un luogo in cui si possano integrare bene. Difficilmente proverei a piazzare per esempio dei bijoux dallo stile classico, magari con swarovski, in un negozio con prevalenza di oggetti kawai, ma allo stesso tempo eviterei di proporli ad un negozio che già vende questo genere. E poi alle volte il posto giusto puo’ essere il piu’ impensato… magari trovate un fioraio che vende anche oggettini da regalo in cui i vostri gioiellini possono integrarsi perfettamente!

All’inizio il contovendita andrà benissimo, anche perchè difficilmente vi proporranno un acquisto se non siete già un po’ lanciate e organizzate. Se poi invece siete già rodate, allora sentirete l’esigenza di evitare il contovendita, perchè credete nel vostro prodotto e perchè avete la certezza che vendono… ma cercate sempre di capire le intenzioni del negoziante, e se tenete molto a inserire le vostre cose in quel contesto, anche alle piu’ esperte, un contovendita potrà andar bene.

In molte si chiedono proprio come fare se non si è in possesso di partita iva…
Ecco io qui non mi sento di rispondere in modo preciso, perchè per questo genere di cose la cosa migliore è sempre quella di informarsi da un commercialista. Se siete intenzionate a fare il passo dei negozi, significa che avete già una certa dimesticheza con questo mondo e che siete in grado di garantire qualità… per cui è professionalmente utile e fondamentale, prima di avventurarsi in questo genere di cose, informarsi da chi saprà consigliarvi al meglio, per autotutelarvi al massimo.

Da un punto di vista pratico, presentarsi ad un negozio con partita IVA è decisamente piu’ professionale, perchè significa che la vostra attività è in fase di consolidamento, o se non altro che non è piu’ un hobby o un gioco e quindi anche il negoziante si fiderà maggiormente, ma ci sono molti negozi che accettano anche ritenute d’acconto per prestazioni occasionali e se siete all’inizio sicuramente è la soluzione migliore. Pero’ mi raccomando: chiedete una consulenza ad un commercialista, magari a qualche amico di famiglia che in pochi minuti vi sapra’ rispondere e soprattutto non dite mai il falso. Se vi presentate ad un negozio pretendete limpidezza e datela: per cui chiarite sempre la vostra posizione fiscale!

Come consigli di sfruttare al massimo quest’opportunità? E’ possibile lasciare al negozio, oltre alle nostre creazioni, anche biglietti da visita, espositori personalizzati, depliant…?
E’ molto difficile rispondere… perchè piano piano ciascuno trova la sua strada. Ad ogni modo anche qui bisogna fare dei distinguo. Io ho partita IVA, ossia il mio è un lavoro a tutti gli effetti, per cui non solo è mio interesse che le mie creazioni portino in giro il mio nome, ma è anche importante fornire al negoziante tutto il materiale informativo e promozionale di supporto alle creazioni. Per cui se siete in una posizione simile alla mia, sicuramente i bigliettini, le confezioni col logo, le brochures… saranno non solo le benvenute ma speso anche d’obbligo.

Sugli espositori dipende… alcuni ve lo chiederanno, ma spesso è una spesa inutile da affrontare. Se scegliete un luogo a cui appoggiarvi significa che apprezate anche il loro modo di esporre e presentare gli oggeti per cui fidatevi di loro e al massimo date dei suggerimenti su come presentarli al meglio.

Se date l’esclusiva a quel negozio nella città, sarà bene fornir loro bigliettini senza i vostri recapiti diretti, ma solo col sito, questo perchè è importante che i clienti del negozio interessati alle vostre creazioni non si rivolgano direttamente a voi. In quel momento il vostro cliente non è il privato finale, ma il negozio ed è a lui che dovete garantire massima correttezza. Sarà per cui utile fare anche i doppi listini, in modo che il prezzo finale esposto dal negoziante sia piu’ o meno lo stesso che fareste voi al privato. Ovvio che se si parla di pezzi unici le differenze sono ammesse, ma non puo’ capitare che in due posti diversi lo stesso oggetto abbia due prezzi molto diversi. E’ sintomo di correttezza vostra e del negoziante. Per questo è importante il prezzo consigliato al pubblico. Tenete conto che di solito il negozio effettua un ricarico pari al doppio del vostro prodotto (minimo), per cui se voi al negozio lo vendete a 10 il negozio lo venderà come minimo a 20… almeno di solito succede così, poichè il negozio di fatto è costretto a ricaricare il prezzo anche per via delle spese di gestione che deve sostenere (davvero salatissime…).

Molto spesso il prezzo al negozio è per il creatore una perdita, perchè la cosa importante è rendere il prezzo finale al pubblico giusto, ma in questo senso si compensa con dei minimi d’ordine (10/15 pezzi) e comunque se si è all’inizio è fisiologico un po’ di sacrificio. Comunque anche in questo caso, come sempre la cosa migliore è l’esperienza. All’inizio non ci capirete nulla, magari commetterete degli errori… ma solo così imparerete a muovervi al meglio.

Pero’ ci tengo anche a dire un’altra cosa. Siate sempre molto critici rispetto a cio’ che proponete. Chiedetevi sempre se voi per primi acquistereste una cosa del genere e non fatevi abbattare da dei no: non pretendete di bruciare le tappe. Le cose importanti richiedono tempo e pazienza e non si puo’ pretendere di essere subito ad un passo del genere. Buon lavoro!

Allora, soddisfatta Desdemona? 🙂 A presto con le ultimissime puntate dei "Percorsi creativi" e… continuate a commentare!

 
Tutte le immagini sono tratte dal blog di Giulia Boccafogli http://giulielleria.blogspot.com
 
Per maggiori info sui suoi bijoux:
 
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