Paolo Villaggio: i suoi 10 film più belli e famosi! (video)

di Laura Valli

Nella notte tra il 2 e i 3 luglio, è venuto a mancare Paolo Villaggio, che da alcuni giorni era ricoverato presso il Policlinico Gemelli di Roma.

L’attore genovese aveva 84 anni, e già da qualche tempo non era più molto presente nei programmi televisivi nei sui palcoscenici, ma il suo ricordo di interprete di una comicità paradossale e grottesca, resterà indelebile nella storia della cinematografia italiana.

Trai suoi film più noti vi sono:

Fantozzi, regia di Luciano Salce (1975)

Il primo lungometraggio della celebre saga del ragionier Ugo, ideato e interpreto da Paolo Villaggio, che a bordo della mitica bianchina, crea un personaggio unico divenuto simbolo del ceto medio italiano degli anni settanta, infelice, frustrato e ‘sfigato’, sempre diviso tra lavoro, famiglia, e impegni sociali.

Il secondo tragico Fantozzi, regia di Luciano Salce (1976)

Il secondo film della saga conferma la nascita di un’icona dell’immaginario, frutto anche della trasposizione fedele dei best seller scritti dallo stesso Paolo Villaggio, confermando un cast di attori di tutto rispetto: Gigi Reder, Anna Mazzamauro, Liù Bosisio.

Di questo episodio la celebre frase pronunciata da Paolo Villaggio “per me la Corazzata Kotiomkin è una cagata pazzesca“.

Fantozzi contro tutti, regia di Paolo Villaggio e Neri Parenti (1980)

Il terzo capitolo della saga “fantozziana”, l’ultimo tratto da un libro scritto da Paolo Villaggio, del quale la scena più celebre è quella del tiro al piattello.

Fracchia la belva umana, regia di Neri Parenti (1981)

Tra i personaggi più celebri e comici di Paolo Villaggio, si affaccia anche quella del patologico geometra Giandomenico Fracchia, apparso per la prima volta nel 1968 con il programma Quelli della domenica. Un uomo single, un po’ vigliacco, sfortunato, goffo e servile, con un serial killer per sosia noto come La Belva Umana, che poi ricomparve in Fracchia contro Dracula.

Superfantozzi, regia di Neri Parenti (1986)

Ulteriore episodio della saga in cui col la solita comicità ‘amara’ Paolo Villaggio ripercorre varie tappe della storia dell’umanità!

Ho vinto la lotteria di capodanno, regia di Neri Parenti (1989)

Forse la lotteria di Capodanno non l’ha vinta, ma nella sua carriera Paolo Villaggio può vantare due Grolle d’Oro a Saint-Vincent, un David di Donatello, un Nastro d’Argento, il Pardo d’Oro a Locarno, un Orso d’Argento a Berlino, un’Aquila d’Oro a Montreal, il Leone d’Oro alla Mostra del cinema di Venezia, il premio della Regia Televisiva,  e ben quattro Telegatti.

La voce della Luna, regia di Federico Fellini (1989)

La collaborazione con Fellini, agevola Paolo Villaggio ad inserirsi a pieno titolo nel cinema d’autore.

 

Io speriamo che me la cavo, regia di Lina Wertmuller (1992)

Il maestro Marco Tullio Sperelli (Paolo Villaggio) è stato trasferito per errore alla scuola di Corzano quando sarebbe dovuto andare a Corsano. Durante il suo primo giorno di insegnamento nota che a scuola manca disciplina: i bambini dicono volgarità, la preside non sa gestire la scuola e il custode non rispetta il suo ruolo.

Inoltre il sindaco consente il lavoro minorile ed il maestro è costretto a raccogliere i bambini direttamente sul luogo di lavoro, ad uno ad uno.

Una splendida esecuzione che ci mostra un nuovo volto di Paolo Villaggio.

Il segreto del bosco vecchio, regia di Ermanno Olmi (1993)

Fantastica trasposizione del raccontino di Dino Buzzati e del suo colonnello in pensione Sebastiano Procolo che per avidità vuole tagliare gli alberi del “bosco vecchio” e uccidere il nipotino Benvenuto che una volta diventato adulto dovrà ereditare tutto.

Magistrale l’interpretazione di Paolo Villaggio per il quale vince il Nastro d’argento come migliore attore.

Tutto tutto niente niente, regia di Giulio Manfredonia (2012)

L’ultima apparizione di Paolo Villaggio sul grande schermo risale alla tavola di Antonio Albanese, dove viene messo in scena un universo popolato di strani e ridicoli figuri, tra i quali Paolo Villaggio interpretava il Presidente del Consiglio.

Il regista entusiasta della collaborazione con l’attore Genevese, lodando la sua bravura e il prezioso aiuto disse: “Per noi è stato una fonte di ispirazione, un grandissimo maestro con quella sua comicità così surreale, graffiante, mai banale.

Qual’è il vostro film preferito di Paolo Villaggio?

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