Mille Splendidi Soli porta nelle nostre case occidentali un'aria nuova e sconosciuta

di admin

‘Mille Splendidi Soli’ di Khaled Hosseini è certamente un libro ‘diverso’dai romanzi italiani contemporanei e ‘diverso’ dai romanzi occidentali in genere. Le nevrosi dell’uomo moderno, il senso di vuoto e di inutilità dell’uomo, che vive nella civiltà occidentale, qui sono assenti. Si avverte l’urgenza della vita nella sua più autentica forza, senza mediazioni, senza inutili orpelli.

Questo libro spinge a riflettere sulla vita e sulla Storia. Infatti a fare da sfondo alle vicende di Mariam e Laila c’è la tormentata storia dell’Afghanistan: il passaggio dalla monarchia  alla Repubblica, il colpo di stato comunista del 1978, l’invasione russa, l’avvento dei Mujahiddin nel 1989, la vittoria dei Talebani, la guerra del 2001. Lo snodarsi di questi eventi tocca solo marginalmente la condizione della donna afgana: Mariam è una harami, una bastarda, tenuta prima lontana dalla casa paterna e poi sacrificata ad un calzolaio di Kabul.

Laila proviene da una famiglia più aperta, il padre era insegnante in una scuola superiore, ma il suo destino è ugualmente quello di vittima sacrificale alla violenza della storia e ai voleri del maschio. Le vite delle due donne si intrecciano in un alternarsi di sofferenze, di disgrazie, di botte. L’autore attraversa tutto questo magma di dolore con ammirevole leggerezza e ci ha consegnato un libro che si fa leggere con viva partecipazione e che porta nelle nostre case occidentali un’aria nuova e sconosciuta: solo un immenso amore per la vita  e la solidarietà tra gli esseri umani potrà, in qualche modo, dare un senso alle esistenze di quanti soffrono e subiscono.

Di seguito una sintesi delle vicende narrate:
L’infanzia di Mariam
La storia scarna, dolorosa di Mariam proietta il lettore, in tutta la prima parte del romanzo, in una kolba isolata, fuori dalla città di Herat, ad incontrare una bambina ricca di sogni e di speranze, mentre la figura del padre progressivamente inaridisce di fronte a quella del mullah Faizullah, dolce e comprensivo, che assume il ruolo di guida per Mariam, al posto del padre.
 
Il matrimonio imposto e l’infanzia di Laila
Nella seconda parte del libro la vicenda si sposta a Kabul, dove Mariam deve seguire l’anziano Rashid, al quale il padre l’ha data in moglie. Viviamo con Mariam il lento spegnersi dei suoi sogni e delle sue speranze, la freddezza e il progressivo disprezzo di Rashid. Si introduce la storia di Laila, di 19 anni più giovane di Mariam, il suo amore precoce per Tariq, che vive con una gamba sola, a causa dell’esplosione di una mina.  

L’inaganno: Le due mogli
Nella terza parte c’è l’incontro, all’inizio freddo, tra le due donne, quando Laila con un inganno è costretta a diventare la seconda moglie di Rashid. Poi una fortissima solidarietà le unisce, in seguito alle sfuriate e alle violenze di Rashid, fino alla condanna a morte di Mariam, per aver ucciso Rashid, nel tentativo di difendere Laila picchiata dall’uomo. 

L’epilogo
Successivamente seguiamo la vita di Laila e Tariq, prima a Murri, in Pakistan e poi di nuovo in Afghanistan.

Consigliato a chi ha già amato "Il cacciatore di aquiloni!

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