Libere: l'epopea delle radio italiane degli anni '70

di admin

Nella vita di ognuno di noi non c’è niente di più importante che sentirsi liberi. Liberi di scegliere, liberi di vivere quel che si vuole, liberi di pensare diversamente rispetto a chi abbiamo accanto. La diversità non è un problema, anzi spesso è uno stimolo anche per gli altri a guardare le cose più in profondità. Le radio negli anni ’70 hanno combattuto questa libertà, fino ad ottenerla grazie alle sentenze della Corte Costituzionale nel ’74.

Il libro

"Libere": l’epopea delle radio italiane negli anni ’70 è un testo importantissimo per capire l’evoluzione della storia della radio. Dopo la rivoluzione del ’68 le popolazioni vivevano un forte malcontento che li spingeva ad unirsi in comunità, cooperative, piccoli gruppi. Tutti avevano un’unico scopo, collaborare per liberarsi del monopolio radiotelevisivo, porre fine a quella tremenda lotta armata che porta il nome di "guerra". Il sistema al quale sottostavano era liberticida. Agirono. Radio Gap e Radio Sicilia Libera per prime e poi la grande rivoluzione, quella dei cento fiori.

La musica

In quegli anni la rivoluzione fu totale, arrivò il rock’n’roll dall’altra parte del pianeta, il progressive dall’Inghilterra, il punk, la musica cantautorale italiana. Indimenticabili Dalla, De Gregori, Gaber; intellettuali e musicisti, gente che aveva qualcosa da raccontare passando per una canzone. Cambiò tutto e tutto contribuì a creare un nuovo stile di vita. Vi consiglio di leggere questo libro per capire che insieme si può riuscire in un obiettivo. Capirete che la libertà ha un valore notevole e che va rivendicata tutte le volte che vogliono usurparla.

Marco Baldini

La prefazione di Libere è di Marco Baldini, conduttore radiofonico di successo e personaggio televisivo. Attualmente in onda tutti i giorni su Radio Kisskiss con "Vieni avanti Kisskiss" con al fianco Milo Coletti, con il quale reciterà anche uno spettacolo teatrale. Marco comincia a lavorare in radio fin da piccolo e gli anni della grande epopea verso la libertà radiofonica li ha vissuti in prima persona.

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