Justin Timberlake: la recensione dell’Halftime Show al Super Bowl 2018 (VIDEO)

di Alberto Muraro

Lo scorso 4 febbraio Justin Timberlake ha avuto l’onere e l’onore di intrattenere il pubblico dello US Stadium di Minneapolis con un Halftime Show scatenato e colorato. Se dovessimo dare un giudizio allo spettacolo, tuttavia, ci dovremmo limitare ad una sufficienza politica. Ma la colpa non è certo di Justin.

L’Halftime Show è un mini live calibrato fino all’ultimo dettaglio, ma trattandosi di uno show in diretta l’imprevisto è pur sempre dietro l’angolo. Con una macchina così gigantesca alle spalle, fra l’altro, cinque soli secondi di ritardo possono spesso non bastare.

Come sottolineato da TMZ, ci sono stati diversi problemi di audio durante la performance. La voce di Justin Timberlake non è sempre stata cristallina e si è persa a causa della base e dei cori dal volume troppo alto. Non esattamente il massimo per un evento musicale trasmesso in diretta mondiale e con un pubblico potenziale che sfiora il miliardo di telespettatori.

Anche la scelta di includere Prince nella performance non è stata troppo apprezzata. Alcuni commentatori hanno infatti ricordato al buon Justin che il compianto folletto di Minneapolis mai e poi mai avrebbe voluto diventare un ologramma, o tantomeno un’immagine proiettata su un telo sospeso.

Ciò che ha reso davvero magico l’Halftime Show 2018 di Justin Timberlake è stata la sua scaletta. L’artista ha un repertorio alle spalle talmente ricco che sarebbe stato difficile tirare fuori una setlist che avrebbe soddisfatto tutti. Eppure, Timberlake ha effettivamente sparato tutte le sue migliori cartucce, lasciando comunque grande spazio agli effetti coreografici. Impossibile non ballare e battere le mani su Can’t stop the feeling o cantare il capolavoro Cry me a river, giusto per fare due esempi.

 

 

Che cosa ne pensate dell’Halftime Show di Justin Timberlake al Super Bowl 2018?

Justin Timberlake - Pepsi Super Bowl LII Halftime Show

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