Inside Out: la recensione di GingerGeneration.it!

di Federica Marcucci

Nella splendida recensione del nuovo film Disney Pixar Inside Out, il quotidiano La Stampa ha parlato di un’opera “geniale e coraggiosa”, di un “elogio della tristezza”. Nessuno in più di cento anni di cinema aveva mai provato – o forse neanche pensato – di dare voce alle emozioni di cui siamo fatti, di personificarle addirittura. Dal 1995, quando Toy Story rivoluzionò il modo di concepire l’animazione, gli studi Pixar hanno da sempre cercato di esplorare nuove frontiere. Ma la forza dello studios californiano, ormai associato alla Disney, non sembra essere la tecnica d’animazione sempre più all’avanguardia ma qualcos’altro, qualcosa di più semplice, che viene genialmente “ripescato” dall’animo infantile che giace in una squadra di artisti ormai adulti. La capacità di saper raccontare una bella storia (una storia che abbia davvero un messaggio, cosa che non è più così scontata) di saper dare vita a personaggi fantastici ma allo stesso vivi e reali e di farli vivere in piccoli mondi nascosti dal nostro è il marchio di fabbrica e la carta vincente della Pixar.

Come funziona la mente umana? Questo deve essersi chiesta la squadra del regista Pete Docter che, con ironica grazia e senza mai abbandonare il solito spirito sognante, ha creato una strana e originalissima metafora di cosa accade nella nostra mente. Siamo fatti di emozioni che, a seconda delle nostre inclinazioni e carattere agiscono in modo diverso, siamo fatti di ricordi che a volte dimentichiamo e crescendo i nostri sentimenti nei confronti del mondo che ci circonda cambiano, inevitabilmente, più e più volte. Un labirinto governato proprio dalle Emozioni, personificate in Gioia, Tristezza, Rabbia e Paura. Questo è Inside Out.

inside out

Così ecco Riley, undici anni di felicità e spensieratezza… tant’è che la sua Gioia è straordinariamente orgogliosa del proprio lavoro. Un trasloco a San Francisco, l’addio alla propria casa e ai propri amici, l’abbandono delle certezze segneranno una svolta nella vita della ragazzina che, per la prima volta, capirà cosa significa crescere. E crescere vuol dire rendersi conto che a volte le cose non vanno sempre come si desidera, vuol dire sperimentare la tristezza. Una piccola, grande presa di coscienza tra le Emozioni stesse… non c’è Gioia senza Tristezza e viceversa.

Originale, narrato in modo talmente spontaneo e fluido che a volte ci si dimentica della genialità di Inside Out. Non può mancare la piccola nota dolceamara con una lacrima… chiunque, a seconda dell’età, avrà modo di riflettere e di emozionarsi davvero.

Avete già visto Inside Out? Che cosa ne pensate?

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