In un giorno qualunque: qual è il senso del nuovo video di Marco Mengoni?

di Alice Ziveri

Girato a Roma, per la regia di Francesco Fei (già noto per avere collaborato con Ligabue, Battiato, Carmen Consoli, ecc.), il videoclip mostra Marco nell’inedita veste di killer professionista, nonché esperto cecchino. Ed il suo obiettivo è proprio lui stesso.

La storia

C’è una storia nel video, e probabilmente anche un significato ben codificato, talmente ben codificato che nessuno è ancora riuscito a capire con esattezza quale sia.
Il video si apre con un Marco in smoking nero e camicia bianca, capelli ingellati e tirati indietro a dovere, scarpa lucida e cellulare di ultima generazione; questo personaggio riceve una telefonata mentre si trova in una stanza minimal e asettica di qualche hotel di lusso. Una mano anonima gli consegna delle chiavi attraverso il finestrino oscurato di un’auto nera, e le chiavi apriranno un armadietto contente una custodia non meglio identificata.
Nel frattempo scopriamo il secondo personaggio: t-shirt sportiva, jeans, capelli spettinati, auricolari alle orecchie e un foglio in mano. E’ un Marco più semplice e "al naturale" quello che canta da solo in una stanza, guardando fuori dalle grosse finestre con occhi un po’ sognanti.
Il Marco in smoking, intanto, sosta a bordo piscina e risponde con un cenno scocciato e infastidito alle risatine e ai saluti ammiccanti di due ragazze sulla sponda opposta. Poi si avvia verso un tetto, apre la custodia e ne tira fuori un’arma, con un sorriso compiaciuto. La monta, si posiziona e prende la mira: al centro del mirino c’è l’altro Marco.
D’un tratto, sul verso "Perché tu sarai sempre il mio solo destino", il sangue freddo viene meno, e il killer sembra avere un’esitazione.
Musica, cambio di sequenza, e poi non è più chiaro cosa sia successo: il killer se ne va, prende un taxi e torna alla stanza d’hotel, e dell’altro Marco non c’è più traccia.
Però la clip si chiude con il Marco-killer che guardandosi allo specchio scopre di avere una ferita da sparo al petto, e sorride.

Cosa avrà voluto dire?

Le interpetazioni su internet si sprecano, i fan hanno vivisezionato il video arrivando alle spiegazioni più svariate. Quella che ho trovato più interessante: una lotta fra il Marco Mengoni, Re Matto e cantante famoso di adesso (quello in abiti eleganti e capelli impomatati, che alloggia in hotel e viene riconosciuto ovunque), e il Marco timido e impacciato del passato (quello che canta da solo). A differenza di un particolare, l’unico su cui tutti sembrano essere d’accordo: ovvero che il killer, alla fine, non spari. Secondo me spara: infatti, nelle ultime sequenze del video, il secondo personaggio non compare più. A quel punto, il killer, il "Marco-star", scopre lo sparo sul proprio corpo.
Penso però che l’ambiguità sia stata ricercata appositamente. D’altronde non cambia molto che sia riuscito a premere quel grilletto o meno, la cosa che conta è realizzare con un sorriso per quanto si possa cercare di cancellare il passato, resterà sempre una parte costituente di noi, che ci rende quelli che siamo oggi, nel bene e nel male, come una cicatrice.

E voi, cosa ne pensate?
In attesa di capirci di più, ricordiamo l’uscita del cd+dvd "Re Matto Live" il 19 Ottobre registrati al concerto di Genova lo scorso 15 Luglio.

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