"Il mio sogno più grande": il calcio e la vita di Grace Bowen

di admin

Il film sarà al cinema  dal 18 luglio.

Sinossi
1978. L’estate è alle porte e il campionato sta per concludersi. Johnny si allena con i suoi fratelli nel giardino di casa, sotto l’occhio attento del padre-allenatore, a sua volta ex giocatore. Tra i maschi della famiglia Bowen il calcio è qualcosa da condividere di generazione in generazione, una passione che li accomuna nel DNA. Un legame che unisce il padre, duro e di poche parole, con i suoi figli desiderosi di essere alla sua altezza.
Johnny è il più grande, l’attaccante della squadra della Columbia High School: un ragazzo di enorme talento ma soprattutto di grande generosità. A Grace, unica femmina della famiglia, piace trascorrere i pomeriggi con suo fratello maggiore, giocare a passarsi la palla sui marciapiedi, fare centro su una bottiglia a una distanza di venti metri, a piedi nudi.
Johnny è il suo unico complice nella famiglia, l’unico a riconoscerle un valore e a dedicarle un affetto gratuito, mentre il padre sembra ignorarla perchè donna e quindi lontana dal mondo del calcio.

Ma accade che Johnny, nel giorno più importante della sua carriera da calciatore, non riesce a realizzare il suo sogno: di ritorno dalla finale di campionato, Johnny ha un incidente in macchina con i suoi amici e perde la vita.

Per Grace il dolore è enorme. Senza il fratello perde i punti di riferimento, il suo sistema di valori, l’amore di qualcuno che credeva in lei e le dedicava attenzioni. Solo il calcio ora è importante, il desiderio di realizzare il sogno di Jhonny ed entrare nella squadra maschile per segnare il gol decisivo nella finale di campionato.
La sua decisione la metterà in conflitto con il mondo che la circonda e con le persone per lei più importanti, ma il calcio diventerà una passione e una metafora del dolore, del sacrificio, e del vero significato della vittoria.

La parola ai protagonisti
«È una storia che volevo raccontare da dieci anni – racconta Andrew Shue, che interpreta l’allenatore di Grace ed è produttore del film – una storia che rendesse omaggio a nostro fratello maggiore Will, utilizzando come sfondo della vicenda il calcio, che è stato il nostro sport di famiglia».
 Alla costruzione del progetto, racconta, ha partecipato tutta la sua famiglia: sua sorella Elizabeth Shue, celebre attrice che nel film veste i panni della madre di Grace, e gli altri fratelli, Davis e John. «Non era previsto che il film fosse fatto in famiglia, ma, poi, quando il progetto ha iniziato a prendere forma, è apparso subito chiaro che tutti noi dovessimo prendervi parte».

Tutti giocatori di calcio gli Shue, compresa Elizabeth, unica donna in squadra a South Orange e a Maplewood. «Nella nostra famiglia l’unico modo per catturare l’attenzione era quello di segnare gol e di distinguersi in ambito sportivo. Amavo il calcio – ha dichiarato l’attrice di Ritorno al Futuro I e II – anche se alcune volte essere l’unica ragazza in una squadra di maschi mi faceva sentire molto sola».

Il film secondo noi
Certo è che la grinta di Elizabeth è stata portata in scena dall’attrice Carly Schroeder (Lizzie Maguire, per intenderci) con un impegno e una convinzione decisamente credibili. Un applauso va tutto a questa diciassettenne capace di essere all’altezza di un cast di firme senza soffrire minimamente di complessi di inferiorità, assolutamente sincera nel suo ruolo e nella trasmissione di sentimenti veri anche ad un pubblico prevenuto.
Non sarà forse il film dell’anno, ma Il mio sogno più grande è senz’altro  capace di raccontare una storia di dolore e gioia passando attraverso i punti cardine del sogno americano, e senza forzarne i miti in maniera pacchiana.
Un film onesto, ben recitato, che parla di vita.

Guarda il trailer!

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