Il concerto dei Florence And The Machine al Glastonbury 2015

di Francesca Parravicini

Non c’è un festival più festival del Glastonbury. Tutti amano il Coachella con le sue orde di vip e pseudo-vip abbigliati in stile hippy ma è il Glasto con i suoi quintali di fango, la pioggia e gli stivali Wellington a dominare l’immaginario del festival-sfascio-evento-ai-limiti-della-sopravvivenza. Quest’anno, come headliner della prima giornata era atteso un super-gruppo, i Foo Fighters. Ma la fortuna non è stata proprio dalla loro parte. Durante un concerto a Gotenborg Dave Grohl, front-man della band, è caduto dal palco, rompendosi la gamba. Dunque nulla Glasto, con una sostituzione lampo: i Florence And The Machine hanno preso il loro posto. Esibirsi sul Pyramid Stage riservato agli headliners è sempre stato un sogno di Florence Welch che ha regalato all’immenso e coloratissimo pubblico del festival una performance memorabile (ricordiamo che anche lei si è di recente rotta c’è qualche virus in giro?).

Accompagnata dalla sua immensa band, la Machine, da tre coriste perfettamente sincronizzate e una sezione di fiati (minimalismo for the win) Flo è salita sul palco scalza come sempre, indossando una pantsuit anni 70′ argentata, abbinata a camicia bianca con fiocco. Questo gruppo non ha bisogno di ballerini, cambi di scenografia e di costumi sgargianti per intrattenere: a dominare sono il potere della voce e della musica. Nella setilist brani dai tre album Lungs, Ceremonials e il recentissimo How Big, How Blue, How Beautiful, con l’aggiunta di Sweet Nothing, brano realizzato con il dj Calvin Harris.
Flo è stata un tornado di grazia e forza. Ha camminato in punta di piedi, corso, danzato con un groove irresistibile, si è gettata in mezzo al pubblico incitandolo a spogliarsi dalle inibizione. E’ stata dea e adorabile allo stesso tempo (ma come fa?). Con una voce potente, che sembra provenire dall’oceano, cristallina come quella di una sirena.
Bellissima l’introduzione a una delle nuove canzoni, che dà anche il nome all’ultimo album, How Big, How Blue How Beautiful:

“Ho scritto questa canzone in un periodo in cui pensavo che tutto fosse bellissimo e infinito e non ero innamorata di una persona ma con ogni cosa intorno a me e ci sono un sacco di persone che amo qui stasera e Glastonbury è un posto che amo tantissimo. La prima volta che sono venuta qui non avevo né una tenda né un paio di wellies e mi sono esibita in una tenda da pic-nic alle 11 di una domenica mattina. Ma avevo questa sensazione, che fosse tutto bellissimo e spero che anche voi vi sentiate così. Questo è un messaggio per le persone a cui tengo e può anche essere un messaggio per le persone a cui tenete voi.”

Flo ha poi ringraziato Dave Grohl per il supporto offerto, augurandogli di guarire presto e dedicandogli una cover acustica del pezzo Times Like These e ha pure trovato un momento per abbracciare sua madre nel backstage (e qui mi è scesa una lacrimuccia).

Uno spettacolo entusiasmante che anche dimostrato un fatto abbastanza ovvio in teoria: una donna ha tutte le capacità per fare da headliner a un grande festival e attrarre una folla eterogenea di amanti della musica. Dobbiamo ricordare che era dal lontano 1999 (con gli Skunk Anansie di Skin) che il Glasto non aveva un’headliner donna.
Speriamo che questo concerto spinga ad ingaggiare più artiste donne e ad eliminare uno stupido sessismo che ancora esiste nel mondo del rock.

In conclusione: Flo è unica (grazie a Gloria per avermi suggerito questa conclusione:)).

Setlist:

What The Water Gave Me
Ship To Wreck
Shake It Out
Rabbit Heart (Raise It Up)
Cosmic Love
Delilah
Sweet Nothing
Times Like These
How Big, How Blue, How Beautiful
Queen Of Peace
What Kind Of Man
Drumming Song
Spectrum
You’ve Got The Love
Dog Days Are Over

Guarda le foto e il video del concerto dei Florence And The Machine al Glastonbury!

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